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"Esprimiamo a livello umano sorpresa e disappunto ma allo stesso tempo, a livello razionale, siamo consapevoli che ciò è frutto di una legge dello Stato voluta da Falcone per la lotta alla mafia, norma opportuna ed efficace che ha incentivato e favorito le collaborazioni giudiziarie, permettendo così ai collaboratori di giustizia di fornire un contributo essenziale all'accertamento della verità sulle stragi del 1992-1993". Lo afferma, in una nota, l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili del 27 maggio 1993 a proposito della scarcerazione di Giovanni Brusca. "Moralmente, da vittime, sapere della scarcerazione di un brutale assassino mafioso ci indigna - commenta il presidente dell'Associazione Luigi Dainelli - ma sappiamo bene anche che senza collaboratori non avremmo avuto a Firenze tre sentenze di condanna in tre processi per i vari organizzatori ed esecutori delle stragi 1993 tra cui la nostra di Via dei Georgofili a Firenze".

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