Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

"Oggi la Mafia non appare così grave come un tempo, complice il fatto che si spara di meno, ci sono meno violenze. C'è la percezione che sia diventato un problema tra i tanti, ma non è così e questa normalizzazione è inquietante".
Sono state queste le parole pronunciate dal fondatore di Libera a Calimera nel corso della commemorazione di Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone, morto nella strage di Capaci. "Oggi - ha aggiunto don Ciotti - le mafie sono forti invece, sono globalizzate, con nuove forme di investimenti sulle piazze d'affari di mezzo mondo, capaci di usare con grande intelligenza le nuove tecnologie. Oggi c'è la necessità che la memoria ancora viva del sacrificio di questi ragazzi debba tradursi in responsabilità ed impegno quotidiani. Chiediamo alla politica di fare la sua parte con politiche che rispondano ai bisogni reali delle persone. Ma anche noi, come cittadini siamo chiamati a essere più attenti e più responsabili".
Poi il pensiero di don Ciotti per Carmela, la mamma di Antonio Montinaro: "Lei voleva sentire il nome di suo figlio morto ammazzato, il primo diritto di ogni persona sulla faccia della terra è di essere chiamato per nome. Oggi grazie al 21 marzo, giornata della memoria e dell'impegno, sentiamo e conosciamo quei nomi. Tutti".

Foto © Imagoeconomica

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy