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In attesa di leggere le motivazioni dell’ordinanza emessa oggi dalla Corte Costituzionale, riteniamo importante evidenziare che la stessa ha sottolineato la peculiarità della natura dei reati connessi alla criminalità organizzata di stampo mafioso e delle relative regole penitenziarie, così come la necessità di preservare il valore della collaborazione con la giustizia nei casi legati ai reati in oggetto.

La Corte ha dato chiare indicazioni al legislatore, e cioè di tenere conto, in maniera adeguata e rigorosa, dell’attuale sistema di contrasto alla criminalità organizzata.

Il nostro Paese ha scritto una legislazione antimafia bagnata dal sangue delle nostre vittime delle mafie: di tante delle nostre vittime non conosciamo la verità sulla loro morte, e tanti mafiosi, oggi in carcere, invece la conoscono.

E’ importante che il legislatore tenga conto di come oggi le mafie siano diventate sempre più pericolose per la forte e incisiva espansione che continuano ad avere nei territori di origine, oltre che negli altri luoghi in cui hanno investito in nuovi mercati, danneggiando le comunità e l’economia sana e quindi la democrazia del nostro Paese. Le mafie continuano ad occupare occupare i territori con condotte violente e intimidatorie, ma sono capaci di trasformarsi per diventare sempre più invisibili, questo rende necessario dotarsi di strumenti che tengano conto delle reali specificità delle mafie.

Non si possono dimenticare le numerosi indagini messe in campo dalle forze dell’ordine e dalla magistratura, grazie ad un lavoro di lettura delle condotte mafiose e delle specifiche caratteristiche delle organizzazioni mafiose, ecco perché è importante che il legislatore tenga conto che è necessario rafforzare gli strumenti per combattere le mafie, evitando segnali di indebolimento.

Ufficio Presidenza Libera

Tratto da: liberainformazione.org

Foto © Imagoeconomica

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