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di AMDuemila 
L’intercettazione emersa dalle indagini: “Siamo noi che progettiamo Roma”

Nuovo duro colpo al clan Casamonica. La polizia di Stato su richiesta della Direzione distrettuale antimafia sta eseguendo misure cautelari per associazione di stampo mafioso, estorsione, usura e intestazione fittizia di beni. Maxi sequestro antimafia di beni ai fini della confisca per 20 milioni di euro, su proposta del procuratore della Repubblica e del questore di Roma. Oltre 150 poliziotti del Servizio centrale operativo, della Squadra mobile di Roma e del commissariato 'Romanina' stanno eseguendo l'ordinanza di misure cautelari personali e reali emessa dal gip del Tribunale di Roma nei confronti di appartenenti al clan. Contestualmente è stata data esecuzione al decreto di sequestro di beni ai fini della confisca emesso dal Tribunale di Roma - Sezione delle misure di prevenzione. “L’indagine iniziata da diverso tempo, la lotta ai clan non si ferma come dimostra anche l’operazione di questa mattina. È un risultato straordinario che attraverso gli arresti e i sequestri dei beni accumulati illecitamente dimostra l’azione costante della Procura e della Polizia nel contrasto ai clan” ha detto il procuratore di Roma Michele Prestipino che ha poi sottolineato che “privare della ricchezza significa depauperare le organizzazioni della loro forza criminale. Quello di oggi è un provvedimento che porta la firma congiunta del procuratore e del questore”. "Je da fastidio perché noi proteggemo Roma", è la 'logica' rovesciata che sarebbe emersa dal clan in alcune intercettazioni telefoniche relative all'indagine dell'operazione denominata per l'appunto dagli investigatori 'Noi proteggiamo Roma'. Nell’ordinanza, il Gip di Roma Zsuzsa Mendola scrive che a conferma “ulteriore del senso di appartenenza ad un'unica famiglia delle singole aggregazioni familiari dei Casamonica, operanti nei diversi quartieri di Roma, depone l'ulteriore circostanza comprovata in atti dell'individuazione della 'Romanina', comandata da Vittorio Casamonica, quale 'Quartier generale' di tutti i Casamonica, di tutti gli zingari”.
“L’operazione è importante non soltanto per l’aspetto repressivo in quanto tale perché colpiamo il gruppo mafioso dei Casamonica, noti a Roma da tempo e che avevano colonizzato la parte Sud-Est della Capitale e in parte anche i Castelli - ha detto Francesco Messina, direttore centrale anticrimine della Polizia - A parte l’aspetto repressivo puro, che ha portato alla contestazione del 416 bis per questi soggetti considerati come appartenenti a un clan di mafia locale, c’è un aspetto importante che è quello patrimoniale perché abbiamo per la prima volta utilizzato un modello operativo che prevede anche l’intervento della Divisione anticrimine accanto alla Squadra mobile e quindi del Servizio Centrale anticrimine accanto allo Sco. Abbiamo eseguito un sequestro per un ammontare di 20 milioni di euro grazie a una misura di prevenzione irrogata dal giudice competente su proposta congiunta del questore e del procuratore di Roma - ha proseguito Messina - C’è un modello operativo nuovo in questa operazione, è la prima volta che si agisce con una proposta congiunta e un sequestro congiunto a Roma”.
A commentare l’operazione è stata questa mattina la sindaca di Roma, Virginia Raggi, in un post su Facebook: “Nella periferia est di Roma, la Polizia di Stato ha eseguito un blitz che ha portato all’arresto di 20 persone legate al clan mafioso dei Casamonica. Pensate, sono stati confiscati beni per un valore di 20 milioni di euro. Una vittoria per Roma e per tutti i cittadini”. "Agli arrestati vengono contestati i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, usura, estorsione, esercizio abusivo dell’attività finanziaria e intestazione fittizia di beni. - ha proseguito la prima cittadina - A Roma non possiamo più permettere che tutto questo continui a esistere nell’indifferenza come è accaduto per anni”.
"Un durissimo colpo al clan dei Casamonica è stato inferto dallo Sco e dal Servizio centrale anticrimine della Polizia di Stato” ha anche commentato il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, "alle forze dell’ordine e magistratura che combattono sul campo le mafie va un plauso". Cambia il clima a Roma - ha concluso Morra - ed un ringraziamento è dovuto anche alla sindaca Raggi che da anni ha tracciato un cammino di legalità che sta cambiando tutta la città di Roma, ed anche questa è antimafia dei fatti, non delle parole".

Foto © Imagoeconomica

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