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carcere c imagoeconomicaMaggiani Chelli, 'Severo ma serve, lavoriamo a inasprimento'
Firenze. "Non verremo al convegno" dedicato al regime carcerario di 41 bis sabato 20 ottobre a Firenze "e non cambieremo il nostro modo di vedere. Il 41 bis è una forma di carcere severo, ma necessario per la mafia stragista, che ha voluto scientemente la strage di via dei Georgofili per far annullare il 41 bis". Lo scrive il presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, rispondendo ai promotori dell'iniziativa, che si terrà in una sede universitaria. "La dignità di Bagarella secondo noi è ampiamente rispettata, e non crediamo affatto che siano negati i primari diritti - prosegue Maggiani Chelli - anzi, hanno una ampia possibilità di contatti con l'esterno, troppi per noi, visto che dal carcere possono uscire ordini di morte. E come sempre lavoreremo per l'inasprimento del 41 bis, cercando di far riportare il sistema detentivo in questione allo spirito iniziale in cui fu istituito". "Siamo molto dispiaciuti - conclude Maggiani Chelli - del messaggio che passerà alla mafia attraverso il convegno da tutti Loro organizzato. Credo inoltre che i Padri Costituenti, mai avrebbero immaginato cosa sarebbe successo a questo nostro infelice Paese da sempre nelle mani della mafia".
L'associazione aveva già annunciato nei giorni scorsi di non partecipare al convegno giudicandolo una provocazione "nella città dove è avvenuta la strage del 1993 con 5 morti e 48 feriti", cioè l'autobomba ai Georgofili. E i promotori dell'evento avevano risposto a Maggiani Chelli dicendo di non voler provocare nessuno, di condannare in modo netto la strage ma anche di ritenere che dignità e diritti delle persone detenute vanno mantenuti.

ANSA

Foto © Imagoeconomica

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