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fava claudio camera c imagoeconomicaDopo l'audizione di Fiammetta Borsellino: “Da settembre una serie di audizioni”
di AMDuemila
"Resta traccia di quello che è successo, ed è successo che tra il '92 e il '94 si è assistito al più clamoroso depistaggio che la storia della Repubblica ricordi. Per questo chiederemo agli attuali responsabili dell'intelligence cosa è accaduto" in questo lasso di tempo. A dichiararlo è stato il presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava, durante la conferenza stampa che ha seguito l'audizione di Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di via d'Amelio.
"Non vogliamo sostituirci alla magistratura, - ha chiarito Fava - ma la Commissione farà un'indagine politica su questa vicenda e da settembre faremo una serie di audizioni. Il depistaggio sulla strage di via d'Amelio non conosce precedenti nella storia di questo Paese, è un fatto unico. Qualcuno deve spiegarci il perché di tutto questo. Se ci sono risposte o silenzi da acquisire, lo faremo". Sul punto Fava ha sottolineato che “dopo 26 anni hai anche il dovere della celerità” aggiungendo che "se c’è stata una rapina di verità, ripristinarla non è un’esigenza delle famiglie delle vittime ma riguarda la coscienza civile di una nazione”.
"Il coinvolgimento di una cellula del Sisde nell'indagine su via d'Amelio, la delega concessa ai Servizi, è fuori dal mondo. - ha quindi proseguito il presidente della Commissione regionale antimafia - Non siamo davanti a un abbaglio processuale, ma ad una gestione investigativa che ha violato le regole. Chi ha chiesto e chi ha concesso tutto questo?" si è domandato. "L'aver affidato le investigazioni ad Arnaldo La Barbera, che era il capo della Squadra mobile di Palermo e contemporaneamente un uomo del Sisde, porta all'ipotesi che sia stata sottratta l'indagine a chi sarebbe arrivato a conclusioni diverse" ha proseguito Fava, secondo il quale, ad ogni modo, dopo la strage di via D'Amelio ci sono ''ancora persone che possono spiegare quanto è accaduto''. “Davanti a un depistaggio così abilmente orchestrato - ha quindi considerato Fava - parliamo di qualcosa che non è servito solo a proteggere la famiglia Graviano ma che ha toccato anche altri interessi. Basti pensare al ruolo dei servizi”. La commissione interpellerà, infatti, anche i servizi segreti: “C’è la necessità di collaborare tutti, ciascuno per la nostra parte, per capire cosa sia successo” ha sottolineato il presidente della Commissione regionale antimafia. Tra i “buchi neri” su cui si dovrà fare chiarezza, la gestione del falso pentito Vincenzo Scarantino, la ricostruzione degli eventi in via d'Amelio immediatamente dopo lo scoppio della bomba, compresa la questione dell'agenda rossa di Borsellino, mai più ritrovata. Non si tratta, secondo Fava, di “una collezione di episodi ma una visione di insieme dopo la sentenza” per cui “ritengo che ci siano delle domande da fare che siano responsabilità della politica. Non si può delegare tutto ai magistrati”.
Quanto all'eventuale convocazione di politici da parte dell'Antimafia, Fava ha nominato Enzo Scotti, precisando però che "non vorrei in questo momento compilare elenchi - ha aggiunto - perché sarebbero parziali. A tutti quelli che possono spiegarci come sia stato possibile, chiederemo di venire a dare il loro contributo". Rispondendo poi ai cronisti ha anche dichiarato che saranno sentiti "tutti i magistrati e a tutti gli inquirenti che possono aiutarci a capire cosa è successo".

Foto © Imagoeconomica

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