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rostagno mauro 2013Palermo. E' prevista per questo pomeriggio la sentenza d'appello del processo di secondo grado per l'omicidio di Mauro Rostagno, il giornalista e sociologo ucciso nei pressi di Trapani il 26 settembre del 1988. In primo grado, i due imputati, il boss Vincenzo Virga, ritenuto il mandante del delitto, e il mafioso Vito Mazzara, il killer di fiducia della cosca, sono stati condannati all'ergastolo. Il processo d'appello, che si celebra davanti alla Corte d'assise d'appello di Palermo, è iniziato il 13 maggio 2016, a due anni dalla sentenza di primo grado. "Mauro Rostagno, con il suo modo di fare giornalismo attraverso l'emittente Rtc avvicinava la gente comune ai valore della legalità senza sermoni moralisti", aveva detto il giudice Roberto Murgia durante la relazione introduttiva del processo d'appello. "Nell'individuare la matrice omicidiaria - aveva continuato Murgia-  è stato fondamentale il contributo dei collaboratori di giustizia", citando poi le indagini sul centro studi Scontrino, la Loggia Iside 2 ed il centro Scorpione e i legami tra massoneria, mafia e politica. "La mafia trapanese - aveva detto ancora - si prestava ad offrire dei servigi per diversi committenti di turno, in cambio di droga o di favori, con il coinvolgimento di taluni apparati dello Stato, ed esponenti qualificati dei servizi, in un quadro di accordi indicibili". Oggi la sentenza.

AdnKronos

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