maggiani chelli giovanna 2 c BramoSestiniLa CEI apre alla richiesta di grazia dell’ex Senatore Dell’Utri con queste parole: “Nessuno ci ha guadagnato a far morire in carcere Riina”.
Ma cosa dice il delegato CEI, noi ci abbiamo guadagnato eccome, abbiamo avuto almeno uno straccio di giustizia. E poi Riina è morto da carcerato non in carcere, è morto più che umanamente in ospedale dove stava da tempo con medici e infermieri e all’ultimo momento il Ministro della Giustizia ha consentito ai familiari di assisterlo nella morte.
Cosa dovevano fare secondo la CEI le autorità preposte: mandare a casa Salvatore Riina, o trasferirlo d'ospedale per renderlo libero sulla carta bollata in modo che fosse possibile nel tempo liberare tutti i mafiosi malati?
Signor Vescovo, i nostri figli sono morti senza i conforti religiosi mentre bruciavano per mano di Riina. Almeno anche la Chiesa non menta attraverso i suoi Vescovi.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di vi dei Georgofili

Foto © Bramo Sestini

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy