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carminati massimo processoL'ex Nar - in collegamento video da Parma - è tornato ancora una volta sul suo passato quando l'avvocato gli ha chiesto di spiegare il senso delle sue intercettazioni relative alla vicenda della Banda della Magliana. "Avevo contatti - spiega - ma non ne facevo parte. A me la droga non è mai interessata". L'ex sindaco di Roma, Alemanno: "Carminati mi scagiona"
"Io sono stato in guerra con il mondo fino a quando non mi hanno sparato (il 21 aprile 1981, giorno del suo primo arresto), ma per me la guerra non è mai finita anche se io adesso sono al 41 bis. Non ci sono problemi, io la guerra me la faccio da solo, meglio uno contro tutti che tutti contro uno. Questo è il mio modo di pensare, anche se sono vecchietto, finchè dura... dura". Lo ha detto Massimo Carminati, l'ex esponente dei Nar al secondo giorno di esame nel processo 'Mafia Capitale'. Rispondendo alle domande dell'avvocato e in collegamento dal carcere di Parma, dove è detenuto dal dicembre 2014, l'ex estremista nero è tornato a parlare ("mal volentieri") del suo passato e, in particolare, di quella sparatoria con la polizia, episodio grazie al quale si guadagnò, negli ambienti della criminalità, la fama di 'immortale'. "Ma quale immortale? Mi hanno sparato in faccia (perdendo l'uso dell'occhio sinistro) quelli della Digos - ha detto Carminati -, io e altri stavamo dentro due furgoni... sono stati esplosi 145 colpi e noi non abbiamo avuto manco il tempo di rispondere. Ma erano quelli i tempi, c'era la guerra, quelle erano le regole di ingaggio. Era giusto che la Digos ci sparasse tanto è vero che non mi sono costituito neppure parte civile contro gli agenti. Chi è interessato a quella vicenda, sa come sono andate le cose. Io mi sono fatto la galera e 40 interventi di ricostruzione". I 'contatti' con la Banda della magliana "Io avevo contatti con la banda della Magliana, ma non ne facevo parte. Il 'Negro', Franco Giuseppucci, unico vero capo del gruppo, lo conoscevo da una vita, ben prima dell'esistenza della Banda, perché abitava di fronte a casa mia" ha spiegato ancora Carminati. "Loro però trafficavano la droga che a me non è mai interessata - aggiunge - tanto è vero che io sono stato condannato solo per le armi sotto il ministero della Sanità, che hanno detto riconducibili a me. Anche i pentiti della banda della Magliana hanno escluso il mio coinvolgimento nel traffico di droga, e io a questa cosa ci tengo. 'Mi schioppavo le banche, ma la droga no', hanno raccontato, e era vero". Nel corso degli anni, dice l'ex estremista di destra, "mi hanno accusato di ogni cosa - dice Carminati - diventai per il mondo l'anello mancante tra la realtà politica e quella criminale". "Signor giudice, io quando parlo metto sempre in preventivo che non sono una mammoletta - afferma - ma divenni la rappresentazione del genio del male e i giornali mi accollarono cose come il traffico di droga che io, per scelte personali mai ho fatto e mai farò". Carminati: pm Tescaroli cattivo con me e con tutti  "Io considero il pm Luca Tescaroli equanime: non è cattivo solo con me, è cattivo con tutti. Ma ritengo che sia meglio avere un buon nemico, che è sincero, piuttosto che un pessimo amico". Lo ha spiegato l'ex militante dei Nar, Massimo Carminati, al processo 'Mafia Capitale' parlando di uno dei tre rappresentanti dell'accusa. "In questo processo - ha detto il 'Nero' - i miei amici si sono rivelati pessimi amici. Mentre rispetto molto il pm Tescaroli che è l'unico più cattivo di me, ma lo è con me e con gli altri. Per me è un complimento".  Alemanno: Carminati mi scagiona a commentare le dichiarazioni di Carminati è oggi l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno. "Sia ieri sia oggi Massimo Carminati ha confermato la mia totale estraneità ai fatti di Mafia Capitale. Ieri ha affermato di non avermi mai neppure conosciuto, oggi ha dichiarato che Buzzi non mi ha mai dato soldi e che, se questo fosse accaduto, lui sicuramente ne sarebbe sicuramente venuto a conoscenza. In questo modo Carminati ha confermato le stesse dichiarazioni di Buzzi. Sui giornali ci sono pochissime tracce delle sue affermazioni di ieri, mi auguro che domani non accada la stessa cosa. Dopo due anni di gogna mediatica sarebbe tempo che i media prendessero atto della mia totale estraneità con Mafia Capitale, come ha riconosciuto la stessa Procura chiedendo ed ottenendo il mio proscioglimento dalle accuse di Associazione mafiosa", dice il leader del Movimento nazionale per la sovranità.

rainews.it

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