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Firenze. "Nel corso di questi 23 anni, tanti dalla strage di via dei Georgofili, spesso abbiamo chiesto a Salvatore Riina di collaborare con la giustizia, lo abbiamo chiesto a lui e alla moglie perché intercedesse sul 'pentimento' del marito, ma sappiamo bene come grandi siano i rischi che le parole di Riina quando risponderà ai giudici, siano solo 'aria fritta'". Così, in una nota, l'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili dopo che Totò Riina ha fatto sapere, attraverso il suo avvocato Giovanni Anania, che risponderà alle domande di pm e avvocati nel processo sulla trattativa Stato-mafia in corso a Palermo. "Non crediamo affatto - spiega l'Associazione - che Salvatore Riina avrà qualcosa che vuole dire, anzi vorrà ancora una volta difendersi e dire che lui è il 'parafulmine d'Italia'. Detto questo sempre pronti a ricrederci, caso mai il 'capo di Cosa nostra' fosse disposto a dire chiaro e forte chi era con lui la notte del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili".

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