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Ancora un clamoroso caso di detenuto a 41 bis, capo della Camorra questa volta, passato agli arresti domiciliari “perché il carcere non avrebbe potuto garantire una corretta alimentazione al detenuto, affetto da una malattia ai reni”.
L’inefficienza dello Stato con le sue stesse leggi, nel non poter contrastare lo strapotere mafioso è più che mai palese con i domiciliari del Sig. Amicone.
La mafia con le stragi del 1993, quella di via dei Georgofili del 27.5.1993, voleva un cedimento dello Stato sul 41 bis.
Da oltre 20 anni la mafia questo sta ottenendo, perché le vittime di migliaia di chili di tritolo, innescato da un pool di mafiosi che vanno  dalla “Cosa nostra” siciliana, alla Camorra campana, alla 'Ndrangheta calabrese e alla Sacra corono unita pugliese, non interessano di certo allo Stato quanto interessa la salute di mafiosi.
Suggeriamo al Ministro Orlando di far variare il menu nel carcere dove stà il Sig. Amicone e dimostri di voler una vera lotta alla mafia e conseguente giustizia alle nostre vittime con i fatti non a discorsi.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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