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Procuratore Torino ucciso mentre indagava su 'ndrangheta e mafia
MILANO, 27 NOV - Dovrebbe intervenire mercoledì, ma il suo difensore ritiene che possa arrivare anche prima, la decisione dei giudici della Corte d'assise di Milano sulla richiesta di scarcerazione da parte del pm su Rocco Schirripa, imputato per l'omicidio di Bruno Caccia, il procuratore di Torino ucciso nel 1983 mentre indagava sui legami tra 'ndrangheta e mafia. L'avvocato Basilio Foti, che difende Schirripa, auspica, infatti, che il provvedimento sia preso prima di mercoledì, giorno in cui è prevista la prossima udienza. La richiesta di scarcerazione dell'ex panettiere, accusato di essere l'esecutore materiale del delitto, è conseguente all'errore procedurale commesso dalla Dda di Milano la quale, dopo ricerche chieste dal legale di parte civile, Fabio Repici, aveva scoperto che un'indagine sull'omicidio che coinvolgeva Schirripa era già stata archiviata nel 2001. Sarebbe quindi stata necessaria una richiesta di riapertura delle indagini che non c'era stata. "La giurisprudenza di legittimità - scriveva il pm Marcello Tatangelo nel provvedimento condiviso dal capo della Dda milanese, Ilda Boccassini - è assolutamente consolidata nel ritenere" che, in assenza del provvedimento del gip - tutti gli atti siano inutilizzabili, anche ai fini dell'emissione di misura cautelare".

ANSA

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