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Il nuovo procuratore capo di Catanzaro: Renzi su Magistratura poteva fare di più. Ormai è tardi. Dare un tablet a tutti i detenuti, si risparmierebbe

Parla di tutto, di attualità a 360 gradi il nuovo procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri a pochi giorni dalla nomina nel corso di Otto e mezzo, in onda su La7. A partire dalle dichiarazioni di Davigo. "Davigo è una persona intelligente, preparata e brillante ma penso che abbia sbagliato a generalizzare, bisogna sempre entrare nello specifico. Se si dice che 'sono tutti ladri', facciamo il gioco dei ladri", spiega. Ma hanno vinto i corrotti?: "c’è stato un abbassamento della moralità e non si ci vergogna più. Sono aumentate le tangenti. Una volta i mafiosi andavano dai politici per piccoli favori, oggi sono i politici che vanno dai capimafia per chiedere pacchetti di voti. Oggi hanno più potere le famiglie mafiose dei parlamentari", spiega. Lo Stato non dà risposte. Le mafie in alcuni paesi stanno indirizzando il consenso elettorale e si stanno sempre più orientando verso le elezioni comunali e regionali, perché li ci sono i soldi”, prosegue Gratteri. “Si mette nella lista le persone che garantiscono più soldi, poi una volta scoperto il legame con la mafia, nessuno ne sapeva nulla”. Il nuovo procuratore capo di Catanzaro spiega anche che “la Bassanini ha dato involontariamente più potere alle mafie in quanto ha tolto ‘l’ombrello’ che i sindaci avevano quando i mafiosi andavano a chiedere qualche delibera. Quindi il mafioso co-gestisce il comune”.

E sul dialogo con la magistratura? "Renzi potrebbe fare di più”. precisa. “Sulla Giustizia, potrebbe fermarsi un attimo a pensare e a leggere ciò che è già sul tavolo. Gli direi di leggere almeno i titoli della mia relazione", Ma “non penso che Renzi abbia intenzione di attaccare i magistrati o di rallentare il lavoro della magistratura, non ho avuto questa percezione. Però mi sarei aspettato di più Mi aspettavo che almeno il 70 per cento delle normative presentate fosse pronto per essere discusso in Parlamento. Così non è stato e non so perché non si sia andato avanti. E penso che oggi non ci sia più la forza per portare avanti una riforma del genere”. “In Parlamento – prosegue poi - ci sono delle forze molto forti e trasversali. Far funzionare il processo penale vuol dire controllare il manovratore, e vuol dire avere processi molto più veloci che non portano alla prescrizione. Ogni volta che facciamo un fermo di 40 persone spendiamo circa 40mila euro di carta e forza lavoro”. Secondo Gratteri “si dovrebbe dare al detenuto un tablet che può solo ricevere, non inviare, che tiene per tutta la durata della detenzione. Quando esce gli si farà un cd masterizzato con tutti i contenuti”. "Sulle intercettazioni, ciò che non serve al corpo dei capi di imputazione, non dovrebbero uscire sui giornali. L'intercettazione della Guidi non andava divulgata".

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