9 aprile 2015
Palermo. "Visto il rilievo che la vicenda ha assunto sui mezzi di comunicazione, il Csm ha il dovere di spiegare in maniera chiara le motivazioni che hanno portato alla decisione di escludere Di Matteo, affinché emergano le valutazioni di merito effettuate, in considerazione del ruolo pubblico che il magistrato ha acquisito per il suo importante lavoro di indagine nella lotta alla mafia e per le gravi minacce subite". E' quanto scrive il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, in merito al "no" al passaggio di Di Matteo alla Procura nazionale antimafia, in una lettera aperta indirizzata al ministro della Giustizia Andrea Orlando. "Qualora questo dovere di trasparenza da parte del Csm non venisse soddisfatto - aggiunge Anzaldi rivolto al ministro - le chiedo di valutare se non sia opportuna una Sua sollecitazione. Le chiedo quindi, nell'ambito delle sue prerogative e nel rispetto dell'autonomia dei poteri, se in considerazione della delicatezza e rilevanza della questione non intenda comunque attivarsi, affinché ci sia un'attenzione concreta all' imprescindibile necessità di trasparenza nei confronti dell' opinione pubblica Inoltre le chiedo se non sia da valutare anche l'opportunità di rivedere la normativa, sulla scorta di quanto avviene per la scelta del procuratore nazionale antimafia, proprio per evitare che ad incidere sulle decisioni siano fattori non strettamente legati ai criteri di anzianità, professionalità e merito".
Ansa
