20 febbraio 2015
Abbiamo ascoltato Andrea Calabria ex Direttore Ufficio detenuti al DAP, il quale ha messo ben in chiaro che Di Maggio Vice Capo del Dap ai tempi delle stragi avesse più mansioni di quelle del Capo stesso del Dap Capriotti.
Poco ci importa chi contava di più o di meno mentre conducevano il Dap al tempo dei massacri del 1993, il problema è che ci sono stati quei massacri e tutto diventa importante e motivo di ragionamento.
La domanda va da se: chi era Di Maggio e chi lo aveva voluto al DAP per farne un capo in assoluto con accesso alle stanze dei bottoni del Ministero della Giustizia al di là delle gerarchie stesse?
Siamo veramente sconvolti di apprendere sempre più di giorno in giorno, di udienza in udienza al processo di Palermo sulla trattativa Stato-mafia, che i nostri figli sono morti per risolvere un problema carcerario che non andava bene a Salvatore Riina e Bernardo Provenzano.
Ovvero per ammorbidire ai mafiosi in carcere il sistema detentivo, noi non abbiamo potuto vedere i nostri figli crescere, perché la mafia li ha uccisi in sede di trattativa.
Inoltre assistere oggi agli sforzi immensi della Procura di Palermo per mettere in chiaro cosa avvenne ai più alti livelli dello Stato per favorire la mafia in quel 1993, senza che ve ne sia il più ampio risalto mediatico affinchè arrivi a tutti i cittadini cosa hanno fatto a questo Paese e alle nostre famiglie in quel 1993, crediamo sia una cosa che dovrebbe far gridare allo scandalo.
Invece si tira a farne materia per storici starnazzando che bisogna sognare e guardare al futuro, un futuro che non c’è, perché la mafia sta in mezzo a noi, ovunque, libera di toglierci il minimo per vivere, proprio in nome e per conto di tutta quella paura che ci ha provocato tutto quel tritolo del 1993 usato sulla nostra pelle.
Materia già ampiamente fatta oggetto di indagine a Firenze dal Magistrato Gabriele Chelazzi, tant’è che nel processo di Palermo la figura del magistrato fiorentino si è ormai materializzata attraverso le tante chiamate in causa da parte di tutte le parti del processo. Stamane credevamo proprio che fossi lì in mezzo a noi.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
Ass. Georgofili: “Trattativa, teste Calabria, vice Di Maggio più poteri di capo del Dap”
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