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maggiani-chelli-giovanna-web927 settembre 2014
Cristofaro Cannella detto “Fifetto” oggi chiamato in causa da organi di stampa perché sarebbe fra i mafiosi che hanno collaborato, secondo la Procura di Palermo, al così detto “Protocollo Farfalla” che si è occupato anche di 41 bis, è stato condannato a 30 anni per la strage di via dei Georgofili.
Anche se non furono acquisite prove che fosse sul luogo della strage di sicuro ha contribuito alla grande insieme ai suoi accoliti al delitto della notte del 27 Maggio 1993.
Oggi leggiamo che forse in carcere, Fifetto Cannella, sarebbe stato pagato per servigi informativi.
Fifetto Cannella ebbe un tema caro al suo “cuore”, quello del 41 bis, scrisse infatti un proclama nel 2002 contro il carcere duro scrivendo dal carcere: “Dove sono gli avvocati delle regioni meridionali che hanno difeso molti degli imputati per mafia e che ora siedono negli scranni parlamentari e sono nei posti apicali di molte commissioni preposte a fare queste leggi?”   
Senza considerare che a Fifetto Cannella il Tribunale di Sorveglianza di Roma nel 2008 ha revocato il 41 bis, poi subito velocemente ripristinato per lo scalpore che la notizia di revoca fece.
Oggi la domanda va da se: Come mai a Fifetto Cannella fu revocato il 41 bis e in tutta fretta gli fu riapplicato?
Perché ha partecipato davvero, dietro compenso, al così detto “Protocollo Farfalla”?
Auspichiamo che le notizie di stampa, alle verifiche opportune, risultino non vere, ma se Fifetto Cannella fosse stato pagato durante gli anni di carcere  per la strage del 27 Maggio 1993, per  passare notizie dietro compenso, altro che “inorridire”, per usare le parole della sentenza dei processi di Firenze passati in giudicato,  quando recitano: “Se trattativa fra Stato e Mafia ci fosse stata ci sarebbe da inorridire”.
I nostri figli sono morti in nome e per conto dell’annullamento del 41 bis, 48 sono gli invalidi.
Qualcuno parli in questo Paese che fa troppe moine verso la mafia e mentre fa finta di togliere il “segreto” che non c’è, a documenti “importanti”, fa troppe sgarbatezze verso le vittime delle stragi del 1993.
Infatti l’unica cosa che pare abbia importanza, non è la giustizia verso i nostri morti e invalidi, ma nascondere sempre la verità a livello istituzionale per quello che ci è capitato, come se i morti e le malattie autoimmuni provocate dalla strage di Firenze non ci fossero mai state.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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