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via-dei-georgofili-29 settembre 2014
Senza nulla togliere a chicchessia, vogliamo entrare nel merito delle polemiche scatenate in questi giorni per quanto riguarda l’uscita del film “La trattativa” al festival di Venezia.
Abbiamo letto la lettera di Sabina Guzzanti sul quotidiano “Il Fatto Quotidiano”.
Entriamo nel merito del messaggio che viene fatto passare un po’ su tutta la stampa che dopo l’uccisione dei Gudici Falcone e Borsellino in questo Paese vi sarebbe stata vera antimafia.
Insomma una vera lotta alla mafia!
Quello che la nostra Associazione vuole dire in buona sostanza è: se c’è stata tanta lotta alla mafia in quel 1992 dopo l’uccisione dei Giudici Falcone e Borsellino, come mai il 14 Maggio 1993 in questo Paese è iniziato un carosello mafioso a suon di tritolo che ha visto travolte le nostre famiglie il 27 maggio 1993 e così via fino al 14 Aprile 1994?
Possibile che ancora oggi in questo Paese, a tutti i livelli, si faccia finta che i massacri del 1993 non ci siano stati?
Ricordiamo nel merito quanto testimoniato da Giovanni Brusca a Milano giusto al processo “trattativa Stato-mafia”.
Alla domanda di un avvocato delle parti civili se la mafia si fosse preoccupata dopo l’uccisione di Falcone e Borsellino dei movimenti spontanei della società civile, della presa di coscienza della società civile, ebbene il boss di San Giuseppe Jato ha risposto: ne abbiamo preso solo atto.
Ovvero l’antimafia a tutti i livelli istituzionali e non ha fatto “fifi” anche a "cosa nostra" stessa, ed è vero infatti, perché Brusca e i suoi degni compari colpiranno con una furia cieca proprio in quel periodo in via dei Georgofili a Firenze.
Qualcuno ci dica, ci spieghi, perché ci si difende tanto di aver fatto guerra alla mafia dopo le stragi del 1992, attraverso le Procure più calde, i Ministeri e la Società Civile, con manifestazioni arresti, processi, super carceri Asinara e Pianosa a suon di 41 bis, mentre i nostri figli hanno dovuto morire nel 1993 da maggio fino ad aprile 1994 con l’utilizzo di più di 1000 chili di tritolo mafioso, pescato in fondo al mare da "cosa nostra" e ancora oggi questa pagina di storia viene negata.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

ANTIMAFIADuemila
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