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petrosino-joe23 giugno 2014
Padula (Salerno). "Ancora una volta ha trionfato la giustizia, grazie all'impegno delle forze dell'ordine che sono riuscite a scoprire la verità sull'uccisione di Joe Petrosino. Non posso che ringraziare le forze dell'ordine per l'impegno profuso nello smascherare, a distanza di un secolo, chi uccise mio zio". Lo dichiara Nino Melito, pronipote di Joe Petrosino, da Padula, paese del Salernitano dove il poliziotto italo americano nacque il 30 agosto del 1860. Il commento giunge dopo la notizia dell'arresto di Domenico Palazzotto, 29 anni, uno dei mafiosi finiti in manette oggi nell'ambito dell'operazione interforze "Apocalisse" nei confronti circa 90 "uomini d'onore" di uno storico mandamento mafioso della periferia occidentale di Palermo). In alcune intercettazioni, Palazzotto si vanta del fatto che il prozio, Paolo Palazzotto, fu l'autore dell'assassinio di Joe Petrosino avvenuto ad opera della Mano Nera a Palermo nel 1909. "Nel leggere gli articoli di giornali dell'epoca sull'uccisione di mio zio - continua Nino Melito - diverse volte è emerso il nome di Palazzotto, ma oggi che abbiamo la certezza che sia stato lui l'assassino sono più che soddisfatto soprattutto perché si è messo un punto fermo sull'identità del killer del detective più famoso di tutti i tempi impegnato nella lotta alla mafia". Nino Melito ha raccolto, sin da piccolo, diverso materiale e cimeli sulla vita di Joe Petrosino. Il tutto, dal 2000, è esposto a Padula (Salerno) nella casa-museo realizzata all'interno dell'abitazione dove nacque lo stesso Joe Petrosino.

ANSA

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