16 giugno 2014
Nell’anno del Bicentenario della Fondazione, l’Arma dei Carabinieri ricorda i suoi Eroi decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare, al Valor Civile ed al Valore dell’Arma con delle celebrazioni commemorative a loro dedicate. Oggi, 16 giugno 2014, nella ricorrenza del 32esimo anniversario della tragica scomparsa, l’Arma di Siracusa si stringe intorno alla famiglia del Carabinieri Raiti Salvatore, nato a Siracusa il 06 agosto del 1962.
Appena 19enne, il 07 marzo 1981, Raiti si arruolò nell’Arma dei Carabinieri quale Allievo Carabiniere e fu ammesso a frequentare il corso d’istruzione presso la Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias (CA). Al termine del ciclo formativo fu promosso Carabiniere il 19 settembre 1981 e destinato, l’11 ottobre successivo, alla Stazione Carabinieri di Enna dove prestò servizio fino a quel tragico 16 giugno 1982, data in cui compì l’atto di valore per il quale venne insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria”, concessa con D.P.R. del 28 aprile 1995 con la seguente motivazione “Nel corso di un servizio di scorta, veniva raggiunto da numerosi colpi d’arma da fuoco esplosigli contro da alcuni malfattori, al fine di uccidere il detenuto tradotto.
Sebbene gravemente ferito, impugnava l’arma in dotazione per affrontare gli aggressori ma, colpito a morte, si accasciava sul sedile. Splendido esempio di sprezzo del pericolo ed alto senso del dovere, spinti sino all’estremo sacrificio”. L’episodio è tristemente noto come la strage della circonvallazione di Palermo, attentato diretto contro il boss catanese Alfio Ferlito, che veniva trasferito da Enna al carcere di Trapani e che morì nell'agguato insieme ai tre Carabinieri della scorta, Salvatore Raiti, Silvano Franzolin e Luigi Di Barca, e al ventisettenne Giuseppe Di Lavore, autista della ditta privata che aveva in appalto il trasporto dei detenuti, il quale per quella giornata aveva sostituito il padre. Il mandante di quella strage era Nitto Santapaola, che da anni combatteva contro Ferlito una guerra per il predominio sul territorio etneo.
Nella cerimonia odierna, dopo la resa degli onori da parte di una Guardia d’Onore del Comando Provinciale dei Carabinieri di Siracusa e la deposizione di un cuscino floreale alla foto ritraente il giovane Carabiniere Raiti, i militari dell’Arma di Siracusa, in servizio ed in congedo, insieme ai familiari del decorato hanno assistito ad una messa in suo suffragio officiata da Don Michele Giansiracusa presso la Chiesa di San Giovanni alle Catacombe.
Al termine, la sorella del Carabiniere Raiti, Giovanna, ha preso la parola per un commosso e sentito ricordo del fratello, che ne ha messo in luce gli aspetti più personali e meno noti, attinenti la vita privata ed il suo rapporto con la famiglia, tratteggiando il ritratto di un ragazzo socievole, espansivo, pieno di vita e, soprattutto, fiero dell’uniforme e del legame con la sua terra d’origine, con un carattere fortemente radicato sui valori dell’onore, della legalità, del rispetto e dell’umiltà.
La testimonianza della sorella Giovanna ha certamente costituito ulteriore spinta motivazionale per i Carabinieri presenti alla funzione, molti dei quali di giovane età, a infondere sempre maggiore professionalità e passione al loro quotidiano agire fra la gente. Nell’anno del Bicentenario, il costante legame dell’Arma dei Carabinieri con i suoi uomini ed i suoi Eroi, la continuità tra passato e presente nella gelosa custodia dei valori della memoria, sono stati ulteriormente sottolineati e suggellati con la consegna ai familiari di un attestato di riconoscenza firmato dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri rivolto all’Eroe Raiti Salvatore ed al suo estremo sacrificio.
