4 giugno 2014
Reggio Calabria. Tenuta in tarda mattinata la conferenza stampa all’interno dei palazzi della Questura di Reggio Calabria, dove il procuratore Federico Cafiero de Raho ha illustrato i particolari dell’operazione ‘Deus’, condotta dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria.
Sedici persone in manette, tra cui la moglie del latitante storico della cosca, Giuseppe Crea, Maria Grazia Alvaro.
De Raho ha dichiarato: "Abbiamo sempre affermato che il primo livello di contrasto alla ‘ndrangheta è rappresentato dai sindaci e dalle amministrazioni comunali. Grazie all’atteggiamento fermo dell’ex sindaco di Rizziconi, Domenico Bartuccio, che ha subito pesanti ripercussioni con danneggiamenti ed aggressioni ai figli, lo Stato è riuscito a far emergere le attività criminali della cosca Crea, una delle più potenti della Piana di Gioia Tauro".
"Le indagini - ha rammentato de Raho - riguardano un arco temporale tra il 2010 ed il 2011, quando, improvvisamente, ben nove consiglieri comunali di Rizziconi consegnano le proprie dimissioni al sindaco Bartuccio, decretando così lo scioglimento automatico dell’amministrazione comunale. Le indagini hanno permesso - ha asserito il procuratore - di ricostruire quanto accaduto dietro le improvvise dimissioni dei consiglieri. Una vera e propria imposizione dei Crea, che avevano tentato con ogni mezzo tipico della cultura mafiosa di condizionare gli appalti comunali, di far assumere persone di loro gradimento. Richieste che il sindaco Bartuccio aveva sempre respinto con fermezza perché illegali".
Il procuratore, nel proseguire la conferenza stampa, ha evidenziato in primo luogo quanto "Rizziconi è un’area molto delicata nella mappa degli equilibri ‘ndranghetistici della Piana di Gioia Tauro, considerati i legami di affari ed i vincoli di parentela contratti a seguito del matrimonio di Giuseppe Crea con Maria Grazia Alvaro, figlia del boss di San Procopio, Nicola Alvaro".
Il direttore centrale dello Sco - Servizio centrale operativo della Polizia di Stato -, Andrea Grassi, presente alla conferenza stampa, ha voluto elogiare “la forte sinergia con la Questura di Reggio Calabria, dove abbiamo applicato mezzi e risorse umane di qualità, per il contrasto alle attività criminali della ‘ndrangheta che sta dando buoni frutti grazie all’intelligente opera di coordinamento del procuratore Federico Cafiero De Raho ed alla collaborazione dei colleghi che operano sui territori".
Il questore Guido Longo, dal canto suo, ha concluso al conferenza stampa sottolineando "l’importanza dell’operazione che delinea con chiarezza un quadro di particolare interesse investigativo in un’area, come quella della piana di Gioia Tauro, fortemente inquinata dalla presenza della ‘ndrangheta. Anche in questo caso, però, lo Stato, con pazienza ed intelligenza, - ha assicurato Longo - ha saputo scoprire amare verità e dimostrarsi vicino ai cittadini".
Inoltre, gli inquirenti, attualmente stanno verificando tutti i passaggi amministrativi adottati dall’Agea - l’ente erogatore pubblico degli aiuti in agricoltura - che avrebbe deliberato aiuti a Giuseppe Crea per centinaia di migliaia di euro, nonostante lo stesso fosse da tempo latitante.
Non si escludono ulteriori sviluppi nell’indagine in corso, sfogliando i vari passaggi amministrativi e spulciando i tanti fascicoli, proprio sull’attività e gli assetti dell’ente.
