di Salvo Palazzolo - 2 maggio 2014
Si firma "un condomino" e sostiene di essere infastidito dalla zona rimozione antibomba
Trent'anni fa, una signora scrisse al "Giornale di Sicilia" per lamentarsi delle sirene dei giudici antimafia, quelli che stavano istruendo il primo maxiprocesso alle cosche: "Disturbano il mio sonno", sosteneva. Trent'anni dopo, un anonimo palermitano ha recapitato le sue lamentele per la zona rimozione antibomba direttamente nella cassetta delle lettere del sostituto procuratore Maurizio Agnello. Ma i toni sono quelli di trent'anni fa: "Perché noi condomini dobbiamo avere limitazioni di posteggio proprio di fronte il portone e subire ogni giorno l'assalto dei vigili?". Lui dice di parlare a nome dei condomini del palazzo, nella zona di via Galileo Galilei, e invita il dottore Agnello a "comprare una casa altrove, magari nello stesso palazzo di qualche suo collega - suggerisce - così da evitare un doppio disagio per tanta gente per bene".
Chi è l'anonimo? Al momento, diversi condomini dello stabile hanno preso le distanze. Agnello non commenta, ma non nasconde l'amarezza. La scorta gli era stata assegnata alcuni mesi fa dopo le ripetute minacce ricevute durante le indagini riguardanti le mazzette nel settore dell'energia eolica. Il magistrato si è anche occupato dell'inchiesta sui boss di Porta Nuova, adesso indaga sulla potente mafia trapanaese legata al latitante Matteo Messina Denaro.
Agnello non si è comunque scoraggiato dopo aver trovato l'anonimo nella sua cassetta della posta, oggi pomeriggio: ha chiesto al portiere di appendere la lettera nella bacheca della portineria, e ha aggiunto un caloroso invito all'anonimo a farsi avanti con nome e cognome.
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