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6 settembre 2012
Palermo.“Il Governo italiano, in nome della ‘spending review’, è disposto a sferrare la batosta finale all’Antimafia? E’ quello che sta facendo tagliando in modo scriteriato i fondi al personale della Direzione Investigativa Antimafia e proseguendo un generale progetto di smantellamento che va avanti da diversi anni. Mentre a Bruxelles la Commissione Europea Antimafia ascolta il direttore D’Alfonso ed esalta la DIA come modello da esportare negli altri Stati membri, consapevole di come il contributo di quest’organismo investigativo, fiore all’occhiello nel contrasto alla criminalità organizzata, possa essere fondamentale, in Italia il Governo, nel silenzio di quasi tutte le forze politiche, si occupa di demolirlo gradualmente. Un lento, inesorabile e silenzioso smantellamento mirato a colpire un organismo che, in virtù delle sue peculiarità e pur in assenza della completa attuazione della legge istitutiva 410/91, porta avanti indagini scomode, raccordando peraltro pezzi importanti di informazioni nazionali e internazionali. Non dimentichiamo che grazie alla DIA viene sequestrata e confiscata la maggior parte dei patrimoni criminali che lo Stato italiano riesce, ad oggi, a individuare. E’ semplicemente inconcepibile: in questo momento la Dia andrebbe rafforzata, perché è proprio nei periodi di crisi economico-finanziarie che le mafie hanno maggiori possibilità di infiltrarsi nell’economia legale. Mi auguro che il Governo smentisca questa sciagurata ipotesi, altrimenti certe figure istituzionali abbiano almeno il buon senso di non usare ipocrite parole di circostanza in occasione delle commemorazioni di Giovanni Falcone, che quest’agenzia l’ha genialmente pensata e voluta, e di tutte le altre vittime di mafia”.

ANTIMAFIADuemila
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