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27 aprile 2012
Lussemburgo. Comincia a farsi strada anche tra i governi europei l'idea che la via italiana di lotta alla mafia, fondata sulle confische dei beni, sia da applicare a livello dei 27. Il Consiglio dei ministri europei della giustizia a Lussemburgo "ha dato un forte supporto alla mia proposta", ha detto la Commissaria europei per gli affari interni Cecilia Malmstrom che nel marzo scorso ha presentato la proposta di direttiva finita oggi sul tavolo dei ministri. "Bisogna colpire i criminali là dove fa più male" ha aggiunto Malmstrom, che martedì scorso ha visitato alcune attività della Associazione Libera in Puglia avviate utilizzando beni mafiosi sequestrati. Un tema, quello dell'attacco ai beni mafiosi in tutta Europa, particolarmente importante perchè, come ha osservato il ministro italiano Paola Severino , "la criminalità organizzata è un fenomeno transnazionale i cui profitti raggiungono livelli che uguagliano o superano i bilanci di singoli stati" e "possono essere riciclati fuori dai confini nazionali". Per di più, ha aggiunto il guardasigilli, la criminalità organizzata è "sempre più veloce" di chi la combatte, quindi serve "una rete a maglie fitte" per intercettare i patrimoni illeciti. Il ministro ha sottolineato anche l'importanza che confische e sequestri possano essere adottati anche prima della sentenza di condanna, quando in presenza di "sufficienti indizi di colpevolezza in relazione alla commissione di gravi reati". Una posizione che è stata condivisa dall'Irlanda. "L'aggressione ai patrimoni della criminalità organizzata - ha concluso Severino - rappresenta il mezzo più efficace per togliere linfa vitale a questo pericolosissimo fenomeno, capace di diventare uno Stato nello Stato".

ANSA

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