Tre giovani sono stati fermati con l’accusa di tentato omicidio dalla Squadra Mobile di Palermo, guidata dal dirigente Antonio Sfameni, in relazione alla sparatoria avvenuta giovedì pomeriggio in via Montalbo. La vittima, Danilo D’Ignoti, 37enne con precedenti penali legati allo spaccio di stupefacenti, è stata ricoverata all’ospedale Villa Sofia, dove è stata sottoposta a un intervento per l’estrazione dei proiettili finiti in una gamba. Gli indagati, identificati come Giovanni e Salvatore Gioè (20 e 21 anni) e Rosario Sposito (35 anni), sono stati fermati in due momenti distinti: due il 1° maggio e il terzo ieri mattina. Le indagini, basate su immagini di videosorveglianza e analisi approfondite, hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’agguato, che ha coinvolto anche una donna uscita da una macelleria, ferita dalla pioggia di proiettili.
Il movente sembra legato a una disputa per una partita di droga non pagata. Mercoledì sera, infatti, qualcuno aveva già sparato con un Kalashnikov contro l’auto e l’abitazione di uno dei tre fermati in via Don Minzoni, un episodio che potrebbe essere collegato alla vendetta consumata in via Montalbo. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, proseguono per identificare i componenti della cosiddetta "banda del Kalashnikov", responsabile di almeno quattro attacchi recenti tra San Lorenzo, Tommaso Natale e la zona Fiera, nel mandamento mafioso di Resuttana.
La Procura ha già richiesto la convalida dei fermi, mentre la comunità locale, come quella di Sferracavallo, chiede a gran voce maggiore sicurezza.
Foto © Imagoeconomica
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