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Torna sulle scrivanie degli inquirenti il nome di Massimo Carminati. L’uomo, condannato in via definitiva insieme al ras delle operative Salvatore Buzzi, nella maxi-inchiesta “Mafia capitale” ricompare tra le carte giudiziarie degli investigatori romani che indagano, riporta Il Fatto Quotidiano, a un’inchiesta ancora top secret della Direzione investigativa Antimafia e della Squadra mobile di Roma. Da febbraio 2025 Carminati è tornato in carcere, a Sulmona, per scontare i residui tre anni e quattro mesi della condanna mai scontata per il processo sul “Mondo di Mezzo”, l’ex “Mafia Capitale”.
Il Fatto riporta che il nome del “Cecato” si incrocia con un’indagine di cui si parla molto dentro il Raccordo Anulare e che riguarda il cosiddetto “impero Cavalletti”: alcune pasticcerie aperte in tutta la città da Christian e Rita Delle Fave. Si tratterebbe di almeno una decina di negozi nei posti strategici della Capitale, dai Parioli a Prati, finiti da poco al centro di un’inchiesta della Finanza per furto di energia elettrica.
La novità, segnala il quotidiano, è che gli investigatori di Dia e Squadra mobile sospettano che nell’impero dei Delle Fave abbia investito Guerino Primavera, uomo della criminalità di Roma Ovest fra traffico di droga e appalti pubblici. Gli investigatori di Roma indagano per riciclaggio, con l’aggravante del metodo mafioso (tutte le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a prova contraria). I collegamenti tra Primavera e i negozi dei Delle Fave emergono a febbraio di quest’anno, quando la Squadra mobile arresta un faccendiere siciliano, e alcuni poliziotti infedeli che lo avrebbero aiutato a intercettare 10 kg di cocaina. Le riunioni si tenevano in due bar legati alla galassia Cavalletti. Per gli inquirenti, il faccendiere e i suoi non erano solo clienti, ma possibili investitori. Le indagini partono da un’inchiesta di RomaToday sulla rete societaria dei Delle Fave e le testimonianze di ex dipendenti, che denunciano gravi inadempienze economiche e debiti non pagati, coinvolgendo anche società legate all’assessore Alessandro Onorato. Gli ex lavoratori citano per primi il “Cecato”, riconoscendolo. Secondo Il Fatto, gli investigatori avrebbero trovato elementi sul Carminati, coinvolto in presunti episodi estorsivi ai danni dello stesso Delle Fave. L’ex Tar non è indagato, ma la sua posizione è al vaglio, così come i possibili legami con Primavera.

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