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Un nuovo colpo alle organizzazioni mafiose è stato inferto nella notte a Palermo, dove carabinieri e polizia hanno eseguito 32 provvedimenti di fermo nel mandamento di Brancaccio. L’operazione, coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia, ha portato all’arresto di soggetti ritenuti coinvolti, a vario titolo, in associazione mafiosa, traffico e spaccio di stupefacenti ed estorsione aggravata.
Tra i fermati figura anche un nome di rilievo: il boss Nino Sacco, recentemente scarcerato e già attivo nella riorganizzazione del mandamento nella zona Sud della città, pesantemente indebolito dalle precedenti operazioni antimafia. Secondo quanto emerso dalle indagini, la sua azione mirava a ricostruire la struttura criminale, approfittando dei vuoti lasciati dagli arresti degli anni passati.
L’inchiesta ha inoltre fatto emergere un elemento significativo sul piano sociale: dopo un lungo periodo segnato da silenzio e connivenza, alcuni commercianti hanno deciso di rompere l’omertà, denunciando i propri estorsori. Un segnale importante che testimonia un possibile cambiamento nel rapporto tra territorio e criminalità organizzata, e che ha contribuito a rafforzare il quadro investigativo alla base dei provvedimenti eseguiti.

Foto © Imagoeconomica

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