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Condannato a 8 anni e 10 mesi l’imprenditore Gabriele Silvano

È stato condannato a 8 anni e 10 mesi di reclusione Gabriele Silvano, imprenditore genovese di 52 anni, ritenuto responsabile di aver organizzato un traffico di cocaina dal Sud America al porto di Genova. L’arresto risale al 26 novembre 2024 ed è avvenuto nell’ambito di una vasta operazione condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia e coordinata dalla pm della Dda Monica Abbatecola. La sentenza, emessa con rito abbreviato il 2 aprile, è stata pronunciata dal gip Caterina Lungaro.
Secondo l’accusa, Silvano avrebbe costruito una rete criminale insieme a Enrico Bomarsi, dipendente di una società di spedizioni attiva nel porto di Genova, e a tre cittadini ecuadoriani, con l’obiettivo di far arrivare ingenti quantitativi di cocaina da Guayaquil. Nonostante la spedizione non sia andata a buon fine, i cinque sono stati comunque accusati anche di associazione per delinquere per aver pianificato e organizzato l’operazione.
Bomarsi, difeso dall’avvocato Pietro Bogliolo, è ancora sotto processo, mentre Silvano si trova tuttora in carcere in custodia cautelare. Parallelamente, l’imprenditore è coinvolto in un altro procedimento giudiziario per intestazione fittizia di beni, in concorso con Salvatore Mario Lo Piccolo, figura di rilievo del clan Tommaso-Natale di Palermo. Secondo la Procura, Silvano avrebbe agito come prestanome per Lo Piccolo, contribuendo a nascondere alla giustizia diversi terreni situati a Palermo, già nella disponibilità della cosca e destinati a essere trasformati in agrumeti e aree edificabili.
Questo processo è attualmente in corso davanti al tribunale di Massa, dove i legali di Silvano, Nicola ScodnikAlessandro Vaccaro, avevano ottenuto il trasferimento per competenza territoriale. Nel frattempo, Lo Piccolo è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione.
Non tutte le accuse a carico dell’imprenditore hanno però trovato conferma: Silvano è stato infatti assolto dall’ipotesi di estorsione nei confronti della moglie, che secondo alcune intercettazioni sarebbe stata minacciata per impedirle la vendita di una villa. Una cessione che, in ogni caso, non avrebbe potuto avvenire senza il consenso del coniuge.
Resta invece un’altra condanna a suo carico: nell’ottobre scorso Silvano aveva ricevuto una pena di 3 anni e 6 mesi per detenzione illegale di pistole e munizioni, rinvenute all’interno di una cisterna in un parcheggio a Serra Riccò. Contro questa decisione ha già presentato appello.

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