Beni per cinque milioni di euro sono stati sequestrati in Calabria e nelle Marche appartenenti ad un uomo originario della provincia reggina, con interessi imprenditoriali nel settore dell'edilizia, la cui figura criminale era emersa nell'operazione "Eyphemos".
Nello specifico si tratta dell’intero compendio aziendale di una ditta individuale e 2 società operanti nel settore edile, 10 immobili, di cui 3 terreni e 7 fabbricati ubicati nelle province di Reggio Calabria, Ancona e Pesaro Urbino, oltre a rapporti bancari, finanziari, assicurativi e relative disponibilità.
L'operazione aveva portato alla luce l'attività del "locale" di ‘Ndrangheta di Sant'Eufemia d'Aspromonte, dotato di margini di autonomia rispetto alla cosca di riferimento, quella degli Alvaro, al cui interno l'uomo avrebbe rivestito un ruolo di vertice.
L'imprenditore, secondo l'accusa, pianificava anche le attività economiche da avviare attraverso cui riciclare il denaro e coordinava la realizzazione di atti di disposizione patrimoniale finalizzati ad eludere l'applicazione di misure patrimoniali attraverso l'intestazione fittizia dei beni a lui riconducibili. Per tali condotte l'uomo e' stato condannato in secondo grado alla pena di 19 anni di reclusione per il reato, tra gli altri, di associazione di stampo mafioso.
L'operazione di sequestro è stata eseguita dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata - S.C.I.C.O. e dei comandi provinciali della Guardia di Finanza di Ancona e Pesaro-Urbino, coordinati dalla Procura della Repubblica.
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