L’ambasciatore Antonov: "Washington persuade Kiev ad usare armi occidentali contro di noi". Ucraina denuncia i crimini di guerra russi

È oramai visibile a chiunque, l’approssimarsi di un precipizio senza fine per l’Occidente. L’ambasciatore russo a Washington Anatoly Antonov, citato da Ria Novosti, ha affermato che gli Stati Uniti si stanno avvicinando a un baratro pericoloso, parlando dell’ammissibilità degli attacchi con le armi fornite dalla NATO contro le regioni della Repubblica popolare di Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia; territori prossimi ad essere annessi al territorio russo a seguito dei referendum che, secondo gli ultimi spogli, hanno sancito l’adesione con una percentuale rispettivamente del 98,42%, 99,23%, 87,05%, 93,11%.
In precedenza il segretario di Stato americano Anthony Blinken aveva ribadito che l’Ucraina aveva il diritto assoluto di difendersi in tutto il suo territorio, compreso quello occupato illegalmente dalla Russia, sottolineando che gli Stati Uniti non riconosceranno i cambiamenti nello status di questi territori, ma continueranno a considerarli parte dell'Ucraina.
"I protettori dei criminali neonazisti si stanno avvicinando al limite pericoloso di cui abbiamo ripetutamente e chiaramente messo in guardia. Gli Stati Uniti stanno diventando una parte del conflitto ucraino", ha affermato Antonov, sottolineando che Washington sta "persuadendo" Kiev a continuare a usare armi occidentali, non rendendosi conto della rischiosità di queste azioni, ha affermato l'ambasciatore. "Gli sforzi diplomatici per trovare modi per risolvere pacificamente la crisi non possono essere efficaci mentre l'Occidente collettivo usa il regime di Zelensky come mercenario militare contro la Russia. I nostri passi per difendere la Patria saranno fermi e decisivi", ha sottolineato il diplomatico.
Dello stesso avviso il capo della delegazione russa per la sicurezza militare e il controllo degli armamenti, Konstantin Gavrilov, che ha parlato il 28 settembre alla sessione plenaria del forum dell'OSCE a Vienna. “Stiamo seguendo da vicino i tentativi degli Stati Uniti di mobilitare i suoi satelliti per un confronto ancora più aspro con la Federazione Russa. Modernizzando il proprio potenziale nucleare, Washington incoraggia un'irresponsabile escalation della retorica nucleare e gli alleati di Londra dichiarano apertamente la loro incondizionata disponibilità a premere il 'pulsante rosso' se necessario", ha affermato il funzionario, il cui testo è stato pubblicato sul sito web di un'agenzia russa. Gavrilov ha poi ricordato come il presidente russo Vladimir Putin abbia ripetutamente sottolineato che se l'integrità territoriale della Federazione russa fosse minacciata, verranno utilizzati "tutti i mezzi disponibili".
Più esplicito è stato il Ministro degli Esteri Sergey Lavrov, che all’assemblea generale delle Nazioni Unite, aveva ammonito l’occidente sul fatto che ai nuovi territori inglobati nella Federazione russa saranno applicate tutte le leggi, le dottrine della nazione, compresa quella nucleare che ne prevede l’uso in caso di attacchi che minino l’integrità territoriale dello Stato.

Osservatori occidentali confermano regolarità dei referendum
Mentre l’occidente in modo unanime condanna quelle che definisce votazioni senza valore, osservatori occidentali hanno confermato la regolarità di svolgimento dei referendum. L’osservatore tedesco, amministratore delegato di Energie Waldeck-Frankenberg Steffen Bruno Schaller, citato da TASS ha affermato che le persone della regione di Zaporizhzhia hanno votato volontariamente; dello stesso avviso il giornalista italiano Eliseo Bertolazi, che stava seguendo il referendum nella DPR, definendo legittimo il processo. Secondo lui, durante la votazione vi è stata completa libertà di accesso per gli osservatori e non vi sono state violazioni di alcun diritto dei cittadini. Lo stesso giorno, l'osservatore uruguaiano dell'Associazione internazionale dei partiti politici dell'America Latina e dei Caraibi, Sebastian Agovian Lopez, ha osservato che i referendum tenuti nelle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk e nelle regioni di Zaporozhye e Kherson sono di grande importanza per residenti ordinari delle regioni, mentre a sua volta, il corrispondente del quotidiano ceco "Nasha Pravda" Jaromir Vasek, che si trova a Lugansk, ha affermato che le votazioni nei vari seggi elettorali si sono svolte senza violazioni.


parlamento ue c imagoeconomica 1445781

Parlamento Ue © Imagoeconomica


Nuove sanzioni UE contro la Russia e invettive nucleari della Liz Truss
Intanto l’UE propone un nuovo pacchetto di sanzioni per far pagare al Cremlino la proposta di annessione dei territori occupati. Il capo della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato una nuova tornata di proposte sanzionatorie che includerebbero ulteriori divieti all'importazione di prodotti russi, privando Mosca di ulteriori 7 miliardi di euro di entrate.
La proposta è quella di introdurre un tetto massimo di prezzo sul petrolio russo per "aiutare a ridurre le entrate russe e mantenere stabile il mercato globale". La Commissione europea vuole inoltre imporre ulteriori restrizioni sui beni hi-tech che l'UE può vendere alla Russia come alcuni prodotti chimici e componenti dell'aviazione per indebolire ulteriormente la capacità del Cremlino di fare la guerra.
L’occidente non solo sembra sordo e cieco ad ogni avvertimento sul disastro che incombe, ma appare dominato da una malattia mentale caratterizzata da forti pulsioni suicide.
Come riportato dal The Guardian, la prima ministra inglese Liz Truss ha confidato a Zelensky che il Regno Unito non riconoscerà mai l'annessione delle regioni occupate e ha ribadito che l'Ucraina potrebbe dipendere dal sostegno del Regno Unito fino alla sconfitta del presidente Putin.
Il presidente Zelensky ha aggiornato il primo ministro sull'attuale situazione militare e ha accolto con favore il suo forte sostegno, anche all'assemblea generale delle Nazioni Unite la scorsa settimana.

A Kherson, attacco ad un edificio universitario
Intanto continuano gli attacchi provocatori di Kiev, incalzati dalle nazioni occidentali nei confronti dei territori occupati. A Kherson l’esercito ucraino ha effettuato un attacco missilistico su un edificio universitario, come affermato da un portavoce dei servizi di emergenza, citato da Ria Novosti. "L'istituto scolastico è stato bombardato, ci sono campi da gioco nelle vicinanze. Il tempo in cui le persone vanno dopo il lavoro, le persone con bambini camminano", ha detto l'interlocutore dell'agenzia. Ha precisato che uno degli edifici universitari è stato completamente distrutto e diverse persone sono rimaste ferite.

L’Ucraina accusa soldati russi di aver sparato ad auto civili
Le autorità ucraine affermano di aver identificato cinque soldati russi che avrebbero sparato ad auto civili nella regione di Kiev durante i primi giorni di guerra.
Le riprese delle telecamere a circuito chiuso raccolte dagli investigatori ucraini mostrano unità russe che sparano contro auto civili lungo le strade appena fuori Hostomel, una città a nord-ovest della capitale ucraina, Kiev. In una delle clip, un'auto prende fuoco dopo essere stata colpita da un colpo di arma da fuoco da parte delle truppe di stanza nella foresta di fronte e l'autista dell'auto sarebbe morto, secondo Ihor Klymenko, il capo delle forze di polizia nazionali ucraine. Dopo che le forze russe sono state espulse da parti dell'Ucraina settentrionale alla fine di marzo, gli investigatori e i pubblici ministeri internazionali hanno dato la priorità alle indagini sui crimini di guerra in Ucraina.

Foto © United States Mission Geneva

ARTICOLI CORRELATI

Gli Stati Uniti appoggiano gli attacchi ucraini nei nuovi territori russi del Donbass

Ad un passo dalla guerra nucleare: Congresso diviso sull'invio di armi a lungo raggio a Kiev

Lavrov: crisi internazionale generata dalla perdita di egemonia statunitense

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy