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di AMDuemila

Nonostante il parere contrario di accusa e difesa il Presidente Francesco D'Arrigo ha deciso che il processo Montante 'bis' e il processo ordinario dello stesso filone di inchiesta saranno riuniti in un unico 'maxi - processo' che vede alla sbarra 30 imputati in tutto.
Tra loro vi sono il candidato alla Presidenza della Regione siciliana del centrodestra Renato Schifani e l'ex Governatore siciliano Rosario Crocetta, oltre allo stesso ex potente Presidente degli industriali siciliani Antonello Montante.
La decisione era stata annunciata ieri, dopo una breve camera di consiglio nell'aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta. Al termine della stessa il presidente ha letto l'ordinanza: "Vista la comunanza di fonti di prove e di lista dei testi, e in considerazione del fatto che si tratta di giudizi tra loro connessi in cui risulta contestato il reato di associazione a delinquere, la riunione non determina ritardo ma ne consente una più rapida esecuzione", ha detto il Presidente. Che ha fatto anche presente che la decisione scaturisce dalla constatazione che "la trattazione con tempistiche diverse da parte di diversi collegi che sono presieduti dal medesimo presidente determinerebbe incompatibilità, e che la ratio dell'istituto di riunione di processi è usata anche al fine di evitare l'incompatibilità".
Non sono mancati anche i colpi di scena, come l'intervento del pm Maurizio Bonaccorso, che rappresenta l'accusa nel processo ordinario. Replicando a un legale che lamentava un processo "spezzatino" perché divisi in diverse tranches, il pm ha spiegato: "Nell'ambito della prima tranche" dell'inchiesta sul 'Sistema Montante', "sono emersi elementi di una vicenda, altrettanto complessa, che è quella politica". "E, siccome la Procura di Caltanissetta operava controcorrente, perché mentre indagava era spiata, accerchiata da apparati istituzionali, come lo Sco e l'Aisi, e qualche senatore della Repubblica, si è deciso di mettere quantomeno un punto su quello che poteva già essere definito". Un'accusa ben precisa. Bonaccorso ha anche ribadito il perché al suo no alla riunificazione dei due processi: "C'è la netta opposizione a riunire i due procedimenti che sono certamente connessi, è evidente".
La prossima udienza è fissata per il 26 settembre quando dovrebbe essere ascoltato l'imputato chiave, Antonello Montante.

Gli imputati
Nel processo bis sono alla sbarra, oltre all'ex paladino dell'antimafia Antonello Montante, ex presidente di Confindustria Sicilia, l'ex presidente della Regione Rosario Crocetta, gli ex assessori Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, l'ex commissario Irsap Maria Grazia Brandara, gli imprenditori Giuseppe Catanzaro, Rosario Amarù e Carmelo Turco, Vincenzo Savastano vice questore aggiunto all'epoca dei fatti della Polizia presso l'ufficio di frontiera di Fiumicino, Gaetano Scillia capocentro Dia di Caltanissetta dal 2010 al 2014, Arturo De Felice, direttore della Dia dal 2012 al 2014, Giuseppe D'Agata, colonnello dei carabinieri, e Diego Di Simone Perricone, ex capo della security di Confindustria. Mentre nell'ordinario, sono imputati l'ex Presidente del Senato Renato Schifani, oggi accusato di concorso esterno in associazione a delinquere semplice e rivelazione di notizie riservate. Sotto processo anche l'ex direttore dell'Aisi Arturo Esposito, il caporeparto dell'Aisi Andrea Cavacece, il "re dei supermercati" Massimo Romano, il tributarista Massimo Cuva, il colonnello dei carabinieri Giuseppe D'Agata, il sindacalista Maurizio Bernava, gli imprenditori del settore sicurezza Andrea e Salvatore Calì, Rosetta Cangialosi, Carmela Giardina e Vincenzo Mistretta (tre dipendenti di Montante), il poliziotto Salvatore Graceffa; il dirigente di Confindustria Carlo La Rotonda; il maggiore della Guardia di Finanza Ettore Orfanello; il luogotenente Mario Sanfilippo e il colonnello dei carabinieri Letterio Romeo.

Morra: "Indicava prefetti; relazioni con magistrati"
"Domani dovrà essere approvata la relazione conclusiva che al proprio interno contempla tante singole relazioni tra cui quella dedicata al sistema Montante". È quanto ha affermato Nicola Morra, presidente della commissione nazionale antimafia, presente a Caltanissetta al processo sul cosiddetto "Sistema Montante". "Si tratta di un sottosistema, un agglomerato di relazioni di potere che - ha aggiunto Morra - ha inficiato il dettato costituzionale. Sappiamo tutti che, ad esempio, Antonello Montante, essendo intercettato con l'allora ministro degli Interni Angelino Alfano, dava indicazioni su chi dovesse diventare prefetto in qualche provincia italiana. A noi questo è sembrato non soltanto un'indebita ingerenza in competenze che sono proprio delle autorità di governo ma sono sembrate anche scelte finalizzate a depotenziare l'azione di contrasto di alcune procure e anche di parecchie prefetture per impedire che l'azione antimafia dello Stato fosse forte". Inoltre, ha aggiunto Morra, "è stato assodato che Montante abbia avuto rapporti anche non casuali, non occasionali, con magistrati, una decina, tra cui anche nomi importanti della magistratura siciliana". "Su quel problema si è deciso di investire il Csm il quale - ha sottolineato Morra - ha sostenuto che non ci fossero elementi per procedere ad una sanzione disciplinare nei confronti degli stessi però, terzietà e indipendenza della magistratura, soprattutto se impegnata su alcuni fronti, devono essere garantite attraverso la distanza a certi soggetti. Non era cosa buona aver rapporti con Antonello Montante soprattutto dopo che si è saputo che era sottoposto ad indagini, ma molti hanno continuato a farlo. Di questo dovrebbero rispondere perché lo Stato va tutelato anche in termini di immagine. Montante è riuscito a costruire un sistema di relazioni tossiche e perverse che ha permesso allo stesso di poter indebolire sostanzialmente le istituzioni statali e non, anche e soprattutto in Sicilia. Non è soltanto un problema siciliano. Spero che nell'economia processuale si possa avviare un percorso celere perché credo che gli italiani abbiano diritto a sapere cosa sia stata questa storia. Sono qui anche per sottolineare l'importanza di queste vicende che non hanno esclusivamente portata siciliana".

Foto © Imagoeconomica

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