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L’intervista all’Italia del ministro Russo: "Occidente ci travisa, mai fermati gli sforzi per non arrivare alla guerra nucleare"

La Russia ha bisogno di armi ipersoniche per impedire ad altri Paesi di considerare la possibilità di lanciare per primi un attacco”. A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, intervistato in esclusiva su Rete 4 nella trasmissione 'Zona Bianca'. "Siamo stati costretti a dotarci di armi ipersoniche, perché sapevamo benissimo che il sistema di difesa missilistico statunitense sarebbe stato diretto non contro la Corea del Nord e l'Iran, ma contro la Federazione russa e successivamente contro la Cina. Avevamo bisogno di armi che fossero in grado di superare la difesa missilistica", ha detto Lavrov. Il ministro ha osservato che la Russia non nasconde la presenza di armi ipersoniche ed "era anche pronta a parlare con gli Stati Uniti del fatto che il trattato di stabilità strategica, che sostituirà l'attuale Trattato per la limitazione delle armi offensive strategiche, includesse una discussione sui nuovi sistemi che sono apparsi, appariranno ancora e potrebbero diventare oggetto di discussione". "Gli americani però”, ha aggiunto Lavrov, "hanno interrotto tutti questi negoziati. Faremo affidamento su noi stessi”. Al contempo, alla domanda del conduttore della trasmissione su una possibile terza guerra mondiale, l’alto diplomatico russo ha affermato che “i mass media occidentali e i politici occidentali travisano, quando si parla delle minacce come la terza guerra mondiale. La Russia non ha mai interrotto gli sforzi che garantiranno il non svilupparsi della guerra". Il ministro degli Esteri russo ha ricordato gli accordi tra Michail Gorbaciov e Ronald Reagan e ha spiegato che la Federazione russa è favorevole a una "dichiarazione che confermi che una guerra nucleare non può essere mai iniziata" ma gli Usa respingono questo accordo, ha ribadito.
Parlando del piano militare di quella che Mosca chiama “Operazione militare speciale”, Lavrov ha detto che “i nostri militari non adatteranno artificialmente le loro azioni a nessuna data, incluso il Giorno della Vittoria" (il 9 maggio, ndr). E ancora. "L'operazione in Ucraina dipende, in primo luogo, dalla necessità di ridurre al minimo i rischi per la popolazione civile e il personale militare russo", ha sottolineato. Lavrov ha anche parlato del governo ucraino capeggiato da Volodymyr Zelensky che “è diventato uno strumento degli estremisti nazisti e del governo degli Stati Uniti" aggiungendo come gli ucraini ''erano stanchi del regime di Zelensky’’. Il ministro ha parlato anche della tristemente nota strage di civili a Bucha, per la quale l’Occidente ha accusato la Russia come responsabile, anche se ancora sono in corso accertamenti sulla reale dinamica dei fatti. Come aveva già fatto in altre occasioni, Lavrov si è difeso dicendo che “la verità è solo una: il 30 marzo, i militari sono usciti da Bucha, il sindaco ha dichiarato la vittoria e che la città era tornata a una vita normale. Poi dopo tre giorni hanno cominciato a far vedere questi morti. Non voglio approfondire, ma è talmente evidente che è un fake”. Tra le altre cose, Lavrov nel corso dell’intervista ha ribadito che “la nazificazione esiste" in Ucraina. E all’osservazione dallo studio riguardo al fatto che Zelensky, descritto da Mosca come principale fautore del dramma ucraino, sia ebreo, Lavrov ha ricordato che “da tempo ormai sentiamo il popolo saggio ebreo che dice che i maggiori antisemiti sono proprio ebrei". Parole che hanno scatenato la reazione degli israeliani che hanno convocato, tramite il ministro degli Esteri israeliano, l’ambasciatore russo in Israele in segno di protesta per le parole di Lavrov. Nel frattempo dall’Italia, giornali, politici, televisioni hanno condannato l’intervista e le parole di Lavrov parlando di “propaganda”, “fake news”, “dichiarazioni imperdonabili”. Il presidente del Copasir, Adolfo Urso, interpellato dall'Adnkronos sulle parole del ministro degli Esteri russo, ha detto che dal Copasir “abbiamo già previsto una specifica istruttoria anche con le audizioni dei vertici di Agcom e Rai. L'intervento di Lavrov, per le modalità in cui è avvenuto e per la montagna di fake news che ha propinato, conferma le nostre preoccupazioni”, ha affermato. "Peraltro lo avevamo evidenziato nelle nostre relazioni al Parlamento sulla modalità con cui la Russia agisce per condizionare le democrazie occidentali, di cui la disinformazione è uno dei principali strumenti, come la guerra cibernetica e lo spionaggio", ha concluso.

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Foto © ДИП МИД РФ

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