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Il pontefice: "La mia visita a Kiev è sul tavolo"

Il tema della guerra in Ucraina è stato fortemente presente nella visita di Bergoglio a Malta. Secondo il pontefice sono due le cause della attuale guerra in Ucraina: l'"infantilismo" (citazione di Giorgio La Pira) di "qualche potente" (riferimento chiaro a Vladimir Putin) "tristemente rinchiuso nelle anacronistiche pretese di interessi nazionalisti" e i grandi investimenti e commerci di armi. "Dall'est Europa, dall'Oriente dove sorge prima la luce", ha detto il Papa nel discorso al palazzo presidenziale della Valletta, "sono giunte le tenebre della guerra. Pensavamo che invasioni di altri Paesi, brutali combattimenti nelle strade e minacce atomiche fossero ricordi oscuri di un passato lontano. Ma il vento gelido della guerra, che porta solo morte, distruzione e odio, si è abbattuto con prepotenza sulla vita di tanti e sulle giornate di tutti". "Ora - ha detto il Papa - nella notte della guerra che è calata sull'umanità, per favore, non facciamo svanire il sogno della pace".
Poco dopo, però, Francesco riconfermando la sua recente condanna di quei paesi della Nato, come l'Italia, che hanno fissato un aumento delle spese militari: "Oggi è tanto difficile pensare con la logica della pace. Ci siamo abituati a pensare con la logica della guerra. Da qui comincia a soffiare il vento gelido della guerra, che anche stavolta è stato alimentato negli anni. Sì, la guerra si è preparata da tempo con grandi investimenti e commerci di armi". E, ancora: "Gli ingenti fondi che continuano a essere destinati agli armamenti siano convertiti allo sviluppo, alla salute e alla nutrizione". Il 'Fatto Quotidiano' ha riportato la notizia che da Mosca è arrivato il segnale di un possibile incontro a nell’estate del 2022 tra Papa Francesco e il Patriarca della Chiesa Ortodossa Kirill. Un riallacciamento quello tra Bergoglio e Kirill, seguito al colloquio che i due hanno avuto in video collegamento dopo che il Patriarca aveva sposato in pieno la linea del presidente russo Vladimir Putin. Francesco era stato subito molto chiaro con Kirill affermando che “un tempo si parlava anche nelle nostre Chiese di guerra santa o di guerra giusta. Oggi non si può parlare così. Si è sviluppata la coscienza cristiana della importanza della pace”. Infine il Vescovo di Roma ha fatto sapere che “La mia visita a Kiev è sul tavolo”.
Francesco ha quindi accolto l’invito del sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko, a recarsi nella capitale ucraina nel tentativo di porre fine alla guerra in corso. “Crediamo – ha scritto Klitschko al Pontefice – che la presenza di persona dei leader religiosi mondiali a Kiev sia la chiave per salvare vite, aprendo la strada alla pace nella nostra città, nel nostro Paese e oltre. Offriamo il nostro aiuto su tutto ciò che potrebbe essere necessario a Sua Santità”. E ha aggiunto: “Ci rivolgiamo a te, come leader spirituale, a mostrare la tua compassione, a stare con il popolo ucraino diffondendo insieme l’appello per la pace”. La visita del Papa ha il pieno appoggio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha avuto numerosi contatti con Francesco durante la guerra in corso: “Il ruolo di mediazione della Santa Sede nel porre fine alla sofferenza umana sarebbe accolto con favore”.

Foto © Imagoeconomica

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