Avevamo sempre pensato, ingenuamente, che i corrispondenti servissero a raccontarci cosa si fa e si dice nei Paesi e nei governi esteri. Ora quell’idea, finora piuttosto diffusa, viene improvvisamente contestata dai migliori maestri di giornalismo, ma solo per il decano dei corrispondenti Rai da Mosca, Marc Innaro, macchiatosi di due crimini contro l’umanità che segnaliamo alla Corte dell’Aja: mostrare la cartina dell’Est Europa prima e dopo l’allargamento Nato e riportare la replica del governo russo al presidente ucraino Zelensky, che accusava Mosca di “usare il terrore atomico bombardando per ore i reattori nucleari della centrale Zaporizzja, ora in fiamme: poteva essere 10 volte peggio di Chernobyl, la fine dell’Europa”, e a tutti i governi Ue con stampa da riporto al seguito che condannavano orripilati il folle gesto. Da dieci giorni Innaro è oggetto di un editto bulgaro a rate firmato da FI, dall’ala “liberale” del Pd (Romano, Quartapelle, Castagnetti&C.) e dal renziano Anzaldi, più il duo Stampa-Rep. Ecco le sue parole su Zaporizzja: “Qui da Mosca ripetono che il livello di radioattività è nella norma. Il ministero della Difesa smentisce Zelensky e afferma che da cinque giorni la centrale è sotto il controllo delle truppe speciali. La scorsa notte - continuano a dire qui - un gruppo di sabotatori ucraini ha attaccato il centro di addestramento a fianco della centrale, ma è stato respinto”.
Subito, dalla sede romana del Foglio munita di un telescopio satellitare che consente di monitorare palmo a palmo lo scacchiere ucraino, è intervenuto il rag. Claudio Cerasa a ristabilire la verità: “Il vostro Innaro tende a minimizzare in maniera grave. L’ambasciata americana in Ucraina l’ha definito un crimine di guerra e la Nato ha usato parole molto molto molto pesanti sull’attacco. Non c’è una guerra di propaganda: la Russia combatte una guerra con fake news, bugie, falsità; e tutto l’Occidente insieme cerca di smascherarle”. Il conduttore del Tg2 ringraziava il rag. Cerasa per avere sbugiardato l’importuno collega. E così, avuta conferma che la Rai mantiene a Mosca una quinta colonna di Putin, che la versione russa non va neppure citata perché è sempre falsa, mentre quelle dell’Ucraina e dell’Occidente vanno sempre sposate senza virgolette come dogmi, i telespettatori si facevano l’idea che i russi stiano tentando di scatenare il bis di Chernobyl nel Paese che occupano alle porte di casa propria, e che il putribondo Innaro tenti di coprirli. Poi purtroppo la sottosegretaria americana all’Energia Jill Hruby ha dichiarato: “Non abbiamo visto alcuna prova che la Russia abbia attaccato la centrale”. E il Pentagono e l’Aiea hanno rassicurato: “Nessuna fuoriuscita di materiale radioattivo”. Quindi Innaro quando lo fucilano?
Tratto da: Il Fatto Quotidiano
Foto © Imagoeconomica
ARTICOLI CORRELATI
La guerra in Ucraina, la mafia russa e l'inefficienza dell'Occidente
di Giorgio Bongiovanni
Crisi Ucraina, con le armi vincono solo i mercanti della morte
di Giorgio Bongiovanni
L'impero non molla, nell'iter verso la guerra
di Francesco Piras
Zitti e Mosca
di Marco Travaglio
La nuova telenovela: la cronaca di guerra