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Berlusconi e non solo. Le inaccettabili proposte di una classe politica in declino

Eccentrico. Crudo. E, soprattutto, politicamente scorretto. Ecco a voi “Indegnità QRinale”, l'ultimo videoclip realizzato dagli artisti e dalle artiste del Movimento culturale ed Internazionale Our Voice, ad immagine e somiglianza della classe dirigente italiana: corrotta, corruttibile e corruttrice; collusa con la mafia; criminale; ridicola; ipocrita; ridotta a mera bazzecola; lontana dal popolo.
“L’Italia è il paese che ho sempre amato. Ho dedicato tutta la mia vita per la sua crescita, prima come imprenditrice poi come servitrice dello Stato e sono onorata di poter servire ancora una volta la mia nazione, questa volta nel ruolo di presidente della Repubblica. Ancora una volta più che mai: Forza Italia, Viva l’Italia e gli Italiani". Sono queste le prime battute pronunciate dalla protagonista, interpretata da Beatrice Boccali. Si chiama "Silvia B.", un nome che rimanda sicuramente all'ex premier Silvio Berlusconi, la cui figura in questi giorni ha vergognosamente spopolato su tutti i giornali e sui maggiori mezzi stampa, dando un segnale gravissimo della degenerazione e del declino morale ed etico di un'intera classe dirigente che siede nelle nostre aule parlamentari. Silvia è donna, non solo per denunciare il profondo sessismo e maschilismo che da sempre sporca le affermazioni e gli atteggiamenti di Berlusconi, ma anche per denunciare la misoginia e la denigrazione con cui mediaticamente e politicamente è stata trattata la possibilità di avere "una donna" al Quirinale.


boccali proc giud

Attraverso l'interpretazione ironica, originale, stravagante, ma anche drammaticamente realistica, "Silvia B." racconta la scalata imprenditoriale dell'ex premier, i 36 processi che lo hanno visto indagato e che sfilano in una pergamena lunghissima, le indagini ancora aperte riguardanti le stragi, e ancora il suo contrasto spregiudicato verso l'intera magistratura che ha indagato anche su fatti di reato in cui Berlusconi era direttamente coinvolto. "Ho subito veramente processi persecutori per questo la prima lotta che ho deciso di portare avanti in questo paese è il contrasto alla magistratura che inquina la vita democratica e l’immagine della nostra penisola a livello europeo. Abbiamo messo in campo una riforma della giustizia per modernizzare il nostro paese". Un'interpretazione cruda, che lascia tanto amaro in bocca e tanta indignazione verso un ceto politico ancora profondamente incapace di fare una pulizia interna dalla corruzione, dalla connivenza e dalla collusione con la mafia.


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Anche se in prima battuta il riferimento a Silvio Berlusconi è chiaro, in realtà "Silvia B." rappresenta molto di più di un singolo personaggio. Lei rappresenta anche altri referenti politici, che con le loro proposte politiche hanno più volte tradito i principi sanciti nella nostra Costituzione e che quindi, per questo motivo né loro, né i candidati da loro proposti e facenti parte dei medesimi partiti politici possono essere assolutamente degni garanti della Carta. Mario Draghi e Marta Cartabia, che con la riforma della giustizia hanno distrutto il sistema giudiziario italiano, tradendo i fondamenti democratici della nostra Repubblica. Matteo Renzi e i suoi lunghi viaggi a Washington per chiedere l'approvazione atlantista rispetto alle agende politiche, per ricevere ordini su nomine di funzionari di stato o indirizzi sui nuovi obiettivi sociali, economici e finanziari.


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Matteo Salvini e la sua devastante politica migratoria. E poi gli sporchi accordi con la Libia e con i trafficanti di esseri umani o i vergognosi accordi militari con Israele, colpevole del genocidio palestinese che dura ormai da 70 anni.
E ancora, prostituzione minorile, denaro, potere, massoneria, mafia. Fatti, misfatti di cui si è macchiata la nostra classe dirigente negli ultimi decenni e di cui continua a macchiarsi tutt'oggi. Purtroppo il problema è proprio qui: alla fine dei conti, nonostante tutto, il popolo ancora oggi accetta tutto ciò. Si identifica con la classe dirigente. Si identifica con il puzzo della corruzione e del compromesso morale. Si identifica con l'indifferenza e con la complicità. Si identifica con le logiche mafiose, fasciste, razziste e sessiste che la animano.


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“Io sono l’unta del signore, c’è qualcosa di divino nell’essere scelta dalla gente sono la madonna della politica. Alla fine io sono voi, vi riconoscete e identificate in me, è per questo che mi amate, ed è per lo stesso motivo che mi odiate. Probabilmente ci sono cose di cui non vi potete liberare… e allora ci convivete patteggiate, trattate, non ha sempre funzionato cosi? L'Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti".
L'arte per rappresentare e denunciare una drammatica realtà, che non smette di sprofondare in un buio sempre più cupo e sconcertante. L'arte per lanciare un messaggio chiaro: sui diritti inviolabili non si deve trattare né scendere a compromessi politici, né ci si può accontentare del "meno peggio". Si deve invece pretendere l'elezione di un presidente o di una presidentessa della Repubblica che si opponga fermamente ad una politica, tutta, ormai moralmente infangata nella indecenza, nello scandalo e nella vergogna.

Video e Foto © Our Voice

Info: ourvoice/indegnita-quirinale

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