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2 Dicembre 2020__
Coronavirus: 20.709 nuovi test positivi, 684 le vittime 

Nuovo dpcm: bloccati spostamenti da comune a Natale e Capodanno 

Sono 20.709 i test positivi per il Coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime 684. E' scesa al 10% l'incidenza delle nuove persone risultate positive al Covid rispetto al numero di tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. 
Nello specifico i tamponi nelle ultime 24 ore sono stati 207.143. Ieri l'incidenza era stata del 10.6%. I guariti e dimessi dal Covid in Italia superano quota 800 mila. Con l'incremento di 38.740 nelle ultime 24 ore hanno raggiunto quota 823.335.

Bloccati spostamenti da Comune a Natale e Capodanno
Divieto di uscire dal proprio Comune a Natale e Capodanno. E' l'ipotesi che emerge dalla riunione del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, con i capi delegazione e il ministro Francesco Boccia in vista del varo del nuovo Dpcm con le misure di contrasto al Covid. Il governo ha definito l'ossatura di massima del provvedimento, in vista dell'informativa del ministro Roberto Speranza alle Camere e di un nuovo confronto con le Regioni.
Lo stop agli spostamenti tra Comuni potrebbe valere nei giorni del 25 e 26 dicembre e del primo gennaio. Oltre a questo, dal 21 dicembre gli spostamenti tra Regioni gialle potrebbero essere consentiti solo per far ritorno al proprio luogo di residenza, con una previsione che dovrebbe essere estesa ai luoghi di domicilio. Non dovrebbero essere modificati, a quanto si apprende, i criteri che, fin dal primo Dpcm, definiscono le eccezioni: ci si può muovere per "comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute". Stop sempre dal 21 dicembre, invece, agli spostamenti tra le Regioni per raggiungere le seconde case e crociere ferme nel periodo natalizio.
Le misure, aveva spiegato Conte ai capigruppo nel pomeriggio di ieri, serviranno a disegnare una "zona gialla rafforzata" che servirà per evitare di "andare a sbattere" contro una terza ondata. Il presupposto di partenza è il probabile passaggio in zona gialla di tutte (o quasi) le Regioni nelle prossime settimane, con possibile discesa sotto 1 dell'indice RT di trasmissione del virus.

Confermato il coprifuoco 
Resterebbe dunque confermato il coprifuoco alle 22, anche nel periodo natalizio. Il nuovo Dpcm, che sarà in vigore dal 4 dicembre, dovrebbe anche confermare - come annunciato - l'apertura dei negozi fino alle 21, per provare a limitare gli assembramenti. Nella zona gialla i ristoranti dovrebbero restare sempre aperti a pranzo, anche a Natale, Santo Stefano e Capodanno, mentre dovrebbero restare in vigore le limitazioni legate al distanziamento e ai posti ai tavoli. Per le abitazioni private, invece, dovrebbero essere dettate solo raccomandazioni. Se sembra confermata la chiusura degli impianti sciistici, si discute invece sull'apertura degli alberghi nelle aree sciistiche, con la difficoltà a distinguere quelli che devono restare chiusi da quelli "a valle" che potrebbero in teoria essere aperti: il criterio potrebbe essere permettere l'apertura, se resterà un blocco rigido degli spostamenti tra le Regioni. 

Fonte: Ansa


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1° Dicembre 2020__
Coronavirus: oggi 19.350 casi, 785 vittime

Verso il nuovo Dpcm che entrerà in vigore dal 4 dicembre

Il Governo per il Natale sceglie la via del rigore: nessun allentamento durante il periodo delle festività

Prosegue il calo della curva epidemica in Italia, con i nuovi casi di nuovo sotto quota 20mila per la prima volta dal 26 ottobre. I contagi nelle ultime 24 ore sono 19.350 (ieri 16.377) a fronte di 182.100 tamponi effettuati (ieri 130.524) con un calo del rapporto positivi/tamponi pari a 10,62% (ieri era al 12,54%). Torna a salire invece il numero dei decessi, 785 oggi contro i 672 di ieri, 56.361 in tutto. Ancora giù le terapie intensive, -81 (-9 ieri), 3.663 in totale, mentre è più netto il crollo dei ricoveri ordinari -376 (+308 ieri), e sono 32.811. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. Continua il calo degli attuali positivi (-8526 mentre ieri erano -7300) per un totale di 779.945 e cresce, rispetto al giorno prima, di 27.088 unita' il numero dei guariti o dei dimessi che ora tocca quota 784.595. Dei casi il nuovo è sempre la Lombardia la prima regione con 4.048, seguita da Veneto (2.535), Lazio (1.669) e Puglia (1.659). I casi totali sono 1.620.901 (ieri 1.601.554).

Verso il nuovo Dpcm
A pochi giorni dalla scadenza dell’ultimo Dpcm attualmente in vigore, firmato lo scorso mese, si stanno delineando delle nuove regole che entreranno in vigore dal prossimo 4 dicembre. Rispetto al mese secondo, la situazione della curva dei contagi sembra essersi abbassata e per questo per il Natale, l’Italia sarà in gran parte in zona gialla: il coprifuoco resta alle 22, bar e ristoranti abbasseranno le saracinesche alle 18, palestre e piscine non riapriranno, no agli spostamenti tra le regioni e chiusura degli impianti sciistici. Esattamente come già avviene nelle regioni gialle. Il nuovo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) potrebbe durare almeno fino a domenica 10 gennaio, secondo quanto si apprende da fonti che assistono al vertice governo-Regioni in videoconferenza. Il governo - presente anche con il ministro della Salute Roberto Speranza - non avrebbe mostrato alcuna volontà di concedere allentamenti nel periodo delle festività. Però, il presidente Giuseppe Conte avrebbe aperto alla richiesta di una riflessione di alcuni capigruppo di prevedere per il Natale che gli spostamenti tra le Regioni possano avvenire non solo per i residenti ma anche per i ricongiungimenti familiari. 

Ipotesi ritorno a scuola per le superiore il 14 dicembre
Secondo fonti governative ci sarebbe l’ipotesi di un ritorno a scuola delle scuole superiori per “dare un segnale” per il prossimo 14 dicembre. Il presidente del Consiglio avrebbe precisato che l'ipotesi deve essere ancora sottoposta al vaglio del Cts: si tratterebbe di porre fine alla didattica a distanza nelle aree gialle dalla metà del mese.

L’Ue chiede di allungare le vacanze natalizie
L’Ansa ha riferito che nella bozza delle linee guida preparate dalla Commissione Ue sulle misure anti-Covid "al fine di ridurre i rischi di trasmissione nel periodo che segue la stagione delle festività, si invita a valutare di allungare le vacanze scolastiche o di ricorrere ad un periodo di apprendimento a distanza, in modo da introdurre un periodo cuscinetto ed evitare la diffusione dei contagi a scuola”.


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Giovanni Gianni Rezza, direttore generale prevenzione ministero della salute, e Silvio Brusaferro, presidente Iss © Imagoeconomica


30 Novembre 2020__
Coronavirus, contagi in calo: 16.377 nuovi casi e 672 vittime 

I nuovi casi di Coronavirus in Italia sono 16.377, mentre le vittime sono 672. Lo si apprende dal nuovo bollettino del ministero della Salute. Gli attualmente positivi diminuiscono di 7.300 mentre i guariti sono stati 23.004. I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono stati 130.524, con un rapporto con i positivi (16.377) pari al 12,5% (+0,9% rispetto a ieri). Salgono, per la prima volta dopo quattro giorni, il numero di pazienti ricoverati per il Covid negli ospedali italiani. Oggi sono 33.187, contro i 32.879 di ieri, con un incremento di 308 unità. Scendono ancora, invece, le terapie intensive, con un calo di 9 unità. Il totale dei dimessi o guariti raggiunge 757.507, mentre quello dei morti invece 55.576. Intanto è da poco iniziata la Conferenza delle regioni convocata in video in sessione straordinaria per discutere delle proposte da portare al governo in vista del prossimo Dpcm con le misure anti-Covid, secondo quanto si apprende.

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29 Novembre 2020__
Coronavirus: 20.648 contagi in 24 ore e 541

Sono 20.648 i test per il Coronavirus risultati positivi nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 541. Sono 3.753 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, 9 meno di ieri, secondo i dati del ministero della Salute. Nei reparti ordinari si trovano invece ora 32.879 persone, 420 in meno nelle ultime 24 ore.
Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati effettuati 176.934 test per il Coronavirus, oltre 45 mila meno di ieri, con il consueto calo del weekend. Il rapporto tra positivi è tamponi è invariato all'11,7%, secondo i dati del ministero della Salute.
La situazione nelle regioni è sempre la Lombardia a segnare il maggior incremento. Anche se per la prima volta da diverse settimane scende sotto quota 4mila (+3.203). 135 i morti. Seguono il Veneto, con 2.617 nuovi casi, e Piemonte e Campania, entrambe a circa 2mila contagi quotidiani. +1.850 in Emilia Romagna. Il Lazio è poco distante (+1.993), ma ha effettuato praticamente il doppio dei test rispetto all’Emilia (22.913 contro 13.434). L’altra Regione sopra quota mille è la Sicilia (+1.024), ferme a circa 900 Toscana e Puglia. I nuovi contagi accertati in Friuli Venezia Giulia sono 680, 518 nelle Marche. Seguono a stretto giro Liguria e provincia di Bolzano (entrambe a +437), Sardegna (+416) e Abruzzo (+413). In Umbria, Marche e Calabria sono stati registrati circa 300 casi in un giorno, 172 in Basilicata e 114 in Molise. L’unica Regione con i contagi a doppia cifra è ancora una volta la Valle D’Aosta (+47).



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28 Novembre 2020__
Coronavirus: 26.323 nuovi casi e 686 vittime 

Sono 26.323 i tamponi positivi nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 686. I tamponi per il Coronavirus eseguiti in Italia nelle ultime 24 ore sono 225.940, secondo i dati del ministero della Sanità. Il tasso di positività è quasi dell'11,7%, in calo dell'1,1% circa rispetto a ieri.
Tra le Regioni l’incremento di casi maggiore è sempre in Lombardia, dove però si è passati dagli oltre 5mila di ieri ai 4.615 di oggi. 119 le vittime. Seguono a stretto giro il Veneto, con 3.498 contagi, la Campania (+2.729) e Piemonte ed Emilia Romagna, entrambe a circa 2.100 casi in un giorno. Restano sopra quota mille Puglia, Sicilia, Toscana e Friuli Venezia Giulia (+1.432), mentre la Liguria si ferma a +454. Numeri simili per Marche, provincia di Bolzano e Calabria. In Abruzzo sono stati accertati 532 nuovi casi, 348 in Umbria, 311 in Sardegna. La provincia di Trento e la Basilicata sono entrambe appaiate intorno a quota 210. Altri 148 contagi in Molise, mentre l’unica Regione a doppia cifra è la Valle D’Aosta (+72).
 

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27 Novembre 2020__


Coronavirus: 28.352 nuovi casi e 827 le vittime

Sono 28.352 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore. Lo riporta il bollettino del ministero della Salute. Le vittime sono 827. Gli attualmente positivi scendono di 7.952 unità, mentre i guariti o dimessi sono 35.467.
Per il secondo giorno consecutivo diminuiscono i pazienti ricoverati in terapia intensiva che passano dai 3.846 di ieri ai 3.782, con un calo di 64 unità. Lo si apprende dal nuovo bollettino del Ministero della Salute. Ancora in calo, per il quarto giorno consecutivo, anche i ricoverati in area medica che dai 34.038 di ieri ai 33.684, con un calo di 354 unità.


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26 Novembre 2020__




Covid-19: 29.003 nuovi contagi e 822 morti



Sono 29.003 i nuovi casi di Coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore. Lo riporta il nuovo bollettino del ministero della Sanità. I morti sono 822. I casi totali di Covid superano il milione e mezzo attestandosi su 1.509.875. Le terapie intensive in Italia calano per la prima volta dall'inizio della seconda ondata della pandemia di Coronavirus. Dai 3.848 pazienti di ieri si è passati ai 3.846 di oggi, con un calo di due unità. Si confermano in calo, per il terzo giorno consecutivo, anche i ricoverati in area medica che sono passati dai 34.313 di ieri ai 34.038 di oggi, con un calo di 275. I dimessi o guariti sono oggi 661.180, 24.031 in più rispetto a ieri. Ad oggi, in Italia, gli attualmente positivi sono 795.961. Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati in totale 232.711 tamponi per il Coronavirus. Il rapporto di positività è del 12,5% rispetto ai nuovi casi registrati (29.003).


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25 Novembre 2020__
Coronavirus: 25.853 nuovi contagi e 722 vittime 
 
Lieve aumento dei nuovi casi Covid in Italia: sono 25.853 nelle ultime 24 ore (ieri 23.232) ma a fronte di 230.007 tamponi processati (+ 41mila rispetto a ieri). Quindi, continua a scendere la percentuale positivi/tamponi: 11,24% quando ieri era del 12,31%. Sono 722 i decessi (ieri erano 853, cifra più alta mai toccata nella seconda ondata), con il numero totale delle vittime che arriva a 52.028. è quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. Ancora un 'boom' di guariti, come è successo due giorni fa: oggi sono 31.819 (ieri 20.837 e lunedì 31.395), per un totale di 637.149. E come lunedì torna a scendere il numero delle persone attualmente positive: -6.689 per complessive 791.697 unità. La regione con più casi quotidiani rimane la Lombardia, oggi in lieve crescita (5.173 mentre ieri era a 4.886), seguita da Piemonte (2.878), Campania (2.15), Veneto (2.660), Emilia Romagna (2.130) e Lazio (2.102). Il totale dei contagi sale così a 1.480.874. In rialzo le terapie intensive, +32 (ieri +6), per un totale di 3.848, mentre per il secondo giorno va segnalato il calo sensibile dei ricoveri ordinari, -264 (ieri -120), per un totale di 34.313. I pazienti in isolamento domiciliare, infine, sono 753.536, 6.457 in meno rispetto a ieri.

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24 Novembre 2020__
Coronavirus: 23.232 nuovi casi, 853 vittime

Sono 23.232 i nuovi casi da Coronavirus in Italia su 188.659 tamponi processati (ieri erano 148.945). Resta alto il numero delle vittime con 853 morti (ieri 630) che porta il totale da inizio emergenza a 51.306. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 3.816 (+6 da ieri). Le persone guarite sono 605.330 (+20.837) mentre quelle attualmente positive sono 798.386 (+1.537). Sono i dati resi noti dal Ministero della Salute e pubblicati sul sito della Protezione civile. Per quanto riguarda le regioni colpite in testa troviamo la Lombardia con 4.886 nuovi contagiati, a seguire il Lazio con 2.509, l'Emilia Romagna con 2.501, il Veneto con 2.194, il Piemonte con 2.070. Le altre regioni sono sotto quota 2.000 mentre il Molise (71) registra il più basso numero di nuovi casi.

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23 Novembre 2020__
Covid-19: calano i contagi a 22.930, 630 morti e superati 50mila decessi

In calo, ma pesano i pochi tamponi del lunedì, il numero dei nuovi casi Covid in Italia: 22.930 (ieri 28.337), con 148.945 tamponi, 40mila meno di ieri. La percentuale positivi/tamponi sale leggermente dal 15 al 15,4%. In aumento i decessi, 630 oggi (ieri 562), con il numero totale delle vittime che supera quota 50mila e arriva a 50.453. Impennata dei guariti, 31.395 (ieri 13.574), per un totale di 584.493. Per questo oggi si registra per la prima volta un decremento del numero delle persone attualmente positive: -9.098, scendendo a 796.849. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.  La regione con più casi quotidiani rimane la Lombardia, sebbene in lento ma costante calo (oggi +5.289), seguita da Veneto (+2.540), Emilia Romagna (+2.347), Lazio (+2.341), e Campania (+2.158). La Basilicata è la regione con meno casi (+58). Il totale dei contagi sale così a 1.431.795. Si conferma il trend in frenata delle terapie intensive, +9 (ieri +43), uno degli incrementi più bassi da due mesi, per un totale di 3.810, mentre tornano a salire i ricoveri, +418 (ieri +216), che sono 34.697. I pazienti in isolamento domiciliare, infine, sono 758.342, 9.525 in meno rispetto a ieri.

 

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22 Novembre 2020__
Coronavirus: 28.337 nuovi contagi e 562 vittime in 24 ore

Circa 6mila meno di ieri, in calo anche incremento morti

Sono 28.337 i nuovi casi di Coronavirus individuati in Italia nelle ultime 24ore, oltre 6mila meno di ieri, che portano il totale dei contagiati dall'inizio dell'emergenza a 1.408.868. In calo anche l'incremento delle vittime, 562 in un giorno mentre ieri erano state 692, per un totale di 49.823. A livello regionale, la Lombardia è sempre la regione con il maggior numero di casi, 5.094 nelle ultime 24 ore, seguita dalla Campania (+3.217), dal Veneto (+2.956), dall'Emilia Romagna (2.665) e dal Piemonte (+2-641). Una crescita a quattro cifre si registra anche nel Lazio, in Toscana, in Sicilia e in Puglia.


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21 Novembre 2020__
Covid-19: 34.767 nuovi contagi, 692 morti

I nuovi casi di Coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore sono 34.767, sulla base di 237.225 tamponi, 692 i morti. Il totale dei decessi dall'inizio dell'emergenza è di 49.261. Ieri i nuovi contagi nelle 24 ore erano stati 37.242, su 238.077 tamponi, mentre le vittime erano state 699.


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20 Novembre 2020__
Covid-19: 37.242 nuovi casi con 699 vittime

Incremento dei nuovi casi di Coronavirus in Italia: secondo il bollettino del ministero della Salute, nelle ultime 24 ore sono stati 37.242 (a fronte dei 36.176 di ieri) con un numero di tamponi effettuati (238.077) inferiore ai 250.186 di ieri. Il rapporto positivi/tamponi risale a 15,6 (ieri 14,6). Elevato il numero dei morti, 699 (ieri erano stati 653), per un totale di 48.569. Gli attualmente positivi diventano 777.176, con un incremento di 15.505 unita' rispetto a ieri, i dimessi/guariti 520.022 (+21.035). I casi totali di Coronavirus nel nostro Paese dall'inizio dell'emergenza salgono a 1.345.767. I ricoveri ordinari salgono di 347 unita' (totale 33.957), quelli in terapia intensiva di 36 (totale 3.748). In isolamento domiciliare sono 739.471 pazienti, +15.122 rispetto a ieri. La regione con il maggior numero di nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore resta la Lombardia, con 9.221, davanti a Campania (4.226), Piemonte (3.861), Veneto (3.468), Lazio (2.667), Emilia Romagna (2.533), Toscana (2.207), Sicilia (1.634), Puglia (1.456) e Friuli Venezia Giulia (1.018). Il totale dei tamponi effettuati è di poco inferiore a quota 20 milioni: per l'esattezza, 19.962.604.
 

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19 Novembre 2020__

Coronavirus: 36.176 nuovi contagi, 653 vittime 
 
Si conferma in rallentamento la curva epidemica in Italia: crescono i nuovi casi ma anche i tamponi. Sono 36.176 i contagi delle ultime 24 ore, contro i 34.283 di ieri, ma con 250.186 tamponi, quasi 16mila più di ieri. La percentuale positivi/tamponi cala ancora per il terzo giorno di fila, seppur lievemente e passa dal 14,6 di ieri al 14,46 di oggi. In calo i decessi giornalieri, 653 oggi, esattamente 100 in meno di ieri, per un totale di 47.870. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano della Protezione Civile. La regione con più casi è sempre la Lombardia, pur in calo ormai chiaro da giorni (+7.453), seguita da Piemonte, invece ancora in crescita (+5.349), Veneto (+3.753), Campania (+3.334) e Lazio (+2.697). I casi totali dall'inizio dell'epidemia sono 1.308.528. In calo i guariti, 17.020 (ieri 24.169), per un totale di 498.987, mentre gli attualmente positivi crescono di 18.503 unità (ieri 9.358), arrivando a 761.671 in tutto. Si conferma anche la frenata dei ricoveri: quelli in terapia intensiva sono 42 in più (ieri 58, martedì erano 120), e sono 3.712 in tutto, mentre i ricoveri ordinari crescono di 106 unità (dato più basso da settimane, ieri 430) per un totale di 33.610. Infine, 724.349 sono i pazienti in isolamento domiciliare.


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18 Novembre 2020__
Coronavirus: 34.282 i nuovi casi e 753 i morti
Continua il calo incidenza positivi-tamponi, oggi è al 14,6%

Sono 34.282 i nuovi malati di Covid di oggi,  753 i morti che portano a 47.217 il totale delle vittime (martedì erano 32.191 contagi e 731 decessi). L’aumento di persone attualmente positive al Coronavirus è di 9.358 nelle ultime 24 ore: il numero è nettamente inferiore rispetto a martedì (era stato di 16.026). Ad incidere sul dato è anche l'aumento di guariti o dimessi nell'ultimo giorno: 24.169 (martedì era stato di 15.434). Il totale degli attuali positivi in Italia è di 743.168. Il numero complessivo dei guariti è 481.967.
Continua a calare l'incidenza dei positivi sul numero di tamponi effettuati nelle ultime 24 ore: è del 14,6%, quasi un punto percentuale in meno rispetto a martedì, quando il dato era del 15,4%. I tamponi effettuati nell'ultimo giorno sono stati 234.834.


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17 Novembre 2020__
Coronavirus: 32.191 nuovi casi con 208 mila tamponi, 731 vittime

Risale la curva dei contagi di Covid 19 in Italia dopo la contrazione di ieri legata al minor numero di tamponi eseguiti nel giorno festivo: i nuovo casi registrati nelle ultime 24 ore, secondo l'aggiornamento del ministero della Salute, sono 32.191 (ieri +27.354), per un totale dall'inizio dell'emergenza di 1.238.072. I tamponi effettuati sono stati 208.458 (ieri 152.663), per un tasso positivi/tamponi pari a 15,4%. Elevato il numero delle vittime, 731 (il più alto dal 3 aprile, ieri erano state 504), per un totale di 46.464. Resta forte la pressione sulle strutture ospedaliere: nelle ultime 24 ore i pazienti ricoverati con sintomi sono diventati 33.074, con un incremento di 538 unità, quelli assistiti in terapia intensiva 3.492 (+120); in isolamento domiciliare ci sono 697.124 persone (15.568). Gli attualmente positivi sono 733.810 (+16.026), i guariti 457.798 (+15.434). Il maggior numero di nuovi casi si è registrato ancora una volta in Lombardia (8.448), davanti a Veneto (3.124), Campania (3.019), Piemonte (2.606) e Lazio (2.538).

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16 Novembre 2020__
Coronavirus:  27.354 casi nuovi, 504 morti
 
Diminuiscono i nuovi casi di positivi al Covid-19, 27.354 (ieri erano 33.979) a fronte però di una riduzione di tamponi: 152.663, rispetto ai 195.275 di ieri (-42,612). In compenso aumenta la percentuale del numero dei positivi e dei tamponi, che arriva a 17,9, mentre ieri era del 17,4. Resta stabile il numero dei decessi: 544 rispetto ai 546 di ieri, per un totale di 45.773 vittime dall'inizio della pandemia. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. 
La Regione più contagiata rimane la Lombardia, con 4.128 casi (ieri 8.060) seguita dalla Campania con 4079 (ieri 3.771) e il Piemonte con 3.476 (ieri 3.682). I contagiati totali hanno raggiunto 1.205.881 positivi dall'inizio della diffusione del Covid-19. 'Boom' di guariti nella giornata di oggi con 21554 (ieri 9.376) per un totale di 442.364. Gli attualmente positivi sono 717.784, + 5.294 rispetto a ieri. I ricoveri ordinari sono aumentati di 489 casi (ieri 649) arrivando a un totale di 32.536. In calo le terapie intensive: 70 rispetto alle 116 di ieri per 3.492 complessive. In isolamento domiciliare ci sono attualmente 681.756 pazienti, 4.735 in più rispetto a ieri. 


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15 Novembre 2020__
Coronavirus: 33.979 nuovi casi, 546 decessi

32mila tamponi in meno

Diminuiscono i casi dei positivi al Covid-19, sono 33.979, in calo di 3276 casi (erano 37.255 ieri). In calo anche i tamponi eseguiti ma sfiorano comunque i duecentomila: oggi il dato dei tamponi è di 195.275, rispetto ai 227.695 eseguiti nella giornata di ieri, meno 32.420. Aumenta, inoltre, la percentuale dei positivi-tamponi, che arriva a 17,4, ieri era del 16,3. Rimane stabile il numero dei decessi: 546 rispetto ai 544 di ieri, e che arriva a 45.229 morti dall'inizio della pandemia. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. La regione più contagiata rimane la Lombardia, con 8.060 di oggi, e che ha raggiunto i 320.780 casi dall'inizio della pandemia. Segue il Piemonte con un aumento di 3.682 casi, poi la Campania (+3.771), il Veneto (+2.792), Emilia Romagna (+2.822), la Toscana (+2.653) e il Lazio (+2.612). Alla fine della classifica la Basilicata, con un aumento oggi di 158 nuovi casi, e il Molise con un aumento di 85 casi. I contagiati totali hanno raggiunto 1.178.529 positivi dall'inizio della diffusione del Covid-19. Il numero dei guariti nella giornata di oggi è di 9.376, in lieve calo rispetto ai 12.196 di ieri, ed hanno raggiunto un totale di 420.810. Gli attualmente positivi sono 712.490, con un aumento di 24.055 rispetto alla giornata di ieri, quando erano 24.509. I ricoveri ordinari sono aumentati di 649 casi, ieri erano 484, arrivando a un totale di 32.047 ricoveri. Le terapie intensive sono, invece, aumentate di 116, ieri erano 76, raggiungendo i 3.422 posti di terapie intensive occupate. In isolamento domiciliare ci sono attualmente 677.021 pazienti, 23290 in più rispetto a ieri.


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14 Novembre 2020__
Coronavirus: 37.255 nuovi contagi e 544 vittime


In calo nuovi casi e tamponi: oggi i contagi sono 37.255 (ieri il record, 40.902), con 227.695 tamponi effettuati, 27mila meno di ieri. La percentuale positivi-tamponi torna leggermente a salire, da 16,04 a 16,3%. Sostanzialmente stabile il numero dei decessi, 544 (ieri 550), per un totale di 44.683. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. La regione con più casi, nonostante il calo di oggi, rimane la Lombardia (+8.129), seguita da Piemonte (+4.471), Veneto (+3.578), Campania (+3.351) e Lazio (+2.297). I contagiati totali dall'inizio dell'epidemia sono 1.144.552. In crescita i guariti, 12.196 oggi (ieri 11.480), per un totale di 411.434, mentre gli attualmente positivi crescono di 24.509 unita' (ieri 28.872), e sono ora 688.435. Rallentano i ricoveri ordinari, 484 oggi (meno della meta' di ieri, quando sono stati 1.041), per un totale di 31.398, mentre le terapie intensive sono 76 in più (ieri 60), 3.306 in tutto. In isolamento domiciliare sono attualmente 653.731 pazienti.

 
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13 Novembre 2020__

Coronavirus: oltre 40mila contagi, 550 vittime 

Toscana e Campania diventano zone rosse

Ancora in salita la curva epidemica in Italia: nuovo record di casi oggi, 40.902 (ieri 37.978), a fronte del record anche di tamponi, 254.908, 20mila più di ieri. La percentuale positivi/tamponi è in lievissimo calo, 16,04% contro 16,1 di ieri. In diminuzione anche il numero dei decessi, 550 oggi contro i 636 di ieri, per un totale di 44.139. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. Rallenta anche la crescita delle terapie intensive, aumentate di 60 unità (ieri di 89) e arrivate a 3.230 in totale. Di contro, più che raddoppiati i ricoveri ordinari, 1.041 oggi contro i 429 di ieri, e sono 30.914 in tutto. La regione con più casi è sempre la Lombardia, 10.634 oggi, seguita da Piemonte (+5.258), Campania (+4.079), Veneto (+3.605) e Lazio (+2.925). Il totale dei contagiati dall'inizio dell'epidemia sale a 1.107.303. I guariti sono 11.480 (ieri 15.645), per un totale di 399.238. Nuovo balzo del numero degli attualmente positivi, 28.872 in più (ieri 21.696), e sono 663.926 in totale. Di questi, 629.782 sono in isolamento domiciliare. 

Nuove restrizioni 
Campania e Toscana in zona rossa, mentre le Regioni arancioni salgono a nove con l’aggiunta di Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche. Il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà in serata una nuova ordinanza che entrerà in vigore a partire da domenica 15 novembre. Confermate le indiscrezioni che arrivano dalla cabina di Regia di cui fanno parte il ministero della Salute, l’Istituto superiore di sanità e le Regioni: in base al nuovo monitoraggio del virus e ai 21 parametri epidemiologici fissati dagli esperti, aumentano i territori considerati a rischio elevato e a rischio massimo. I dati sono al vaglio del Cts, poi il ministro Speranza firmerà i nuovi provvedimenti di concerto con tutti i governatori interessati. In pratica, con 16 regioni rosse o arancioni, resteranno gialle solo Lazio, Molise, Provincia di Trento, Sardegna e Veneto.
Se la stretta aumenta, l’ultima bozza del report dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e del ministero Salute segnala che l’epidemia in Italia “seppur intensificandosi per gravità a causa di un aumentato impatto sui servizi assistenziali, mostra una lieve riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente”. Scende infatti il valore Rt (indice di contagio) a livello nazionale: “Nel periodo 22-4 novembre l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1.43“, la scorsa settimana era a 1.72. Secondo gli esperti, questo “potrebbe costituire un segnale precoce di impatto delle misure di mitigazione introdotte a livello nazionale e regionale dal 25 ottobre 2020”.
 

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12 Novembre 2020__
Coronavirus: 37.978 nuovi contagi e 623 vittime 
 
Torna a salire la curva epidemia in Italia, dopo il rallentamento di ieri. Sono 37.978 i nuovi casi, nuovo record di sempre, contro i 32.961 di 24 ore fa. Un aumento solo parzialmente compensato dai tamponi in più (oggi 234.672, 9mila più di ieri), tanto che la percentuale positivi/tamponi sale dal 14,6% al 16,1%. Negativo anche il dato dei decessi, in ulteriore crescita rispetto ai 623 di ieri: oggi sono 636. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. Rallentano invece i ricoveri: le terapie intensive salgono di 89 unità (ieri di 110), e sono ora 3.170, mentre i ricoveri ordinari sono 429 in più (ieri 811), per un totale di 29.873. La regione con più casi si conferma la Lombardia (+9.291), seguita da Piemonte (+4.787), Campania (4.065), Veneto (3.564) e Lazio (2.686). Il totale dei contagi dall'inizio dell'epidemia sale così a 1 milione 66.401. Impennata del numero dei guariti, 15.645 (ieri 9.090), che salgono a 387.758 in tutto. Il numero degli attualmente positivi incrementa di 21.696 unità (ieri 23.248): i malati attivi sono ora 635.054. Di questi, sono in isolamento domiciliare 602.011 pazienti. 
 

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11 Novembre 2020__
Coronavirus: 32.961 nuovi contagi con 225 mila tamponi, 623 vittime 

Cala la curva dei nuovi contagi di Covid-19 in Italia: i casi registrati oggi dal bollettino del ministero della Salute sono 32.961 a fronte dei 35.098 di ieri. Dato che si accompagna ad una crescita dei tamponi (225.640 oggi contro i 217.758 di ieri) con un decremento della percentuale tamponi/positivi: oggi è del 14,6% a fronte del 16,1% di ieri. Elevato invece il numero delle vittime: oggi sono 623, più delle 580 di ieri. Per un totale di 42.953.
I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 3.081, con un incremento di 110 rispetto a ieri (quando il loro numero era cresciuto di 122); in isolamento domiciliare ci sono 580.833 persone (+22.327). Gli attualmente positivi nel nostro Paese sono saliti a 613.358 (+23.248), i guariti a 372.113 (+9.090). La regione in cui si registra il maggior numero di nuovi casi è sempre la Lombardia (8.180), davanti a Campania (3.166) e Veneto (3.082).

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10 Novembre 2020__
Coronavirus: 35.098 nuovi contagi e record di vittime (580)
Il vice ministro Sileri: “Anche a Natale dovranno essere ridotti ed evitati i contatti interumani, si tratterà di usare le stesse raccomandazioni di oggi e andranno evitati i pranzi familiari”
 
Nelle ultime 24 ore sono 35.098 i nuovi casi di Covid-19 individuati in Italia grazie ai 217.758 tamponi effettuati. Le vittime sono 580, mai così tante da aprile, per un totale 42.330 decessi dall’inizio della pandemia. È quanto emerge dal quotidiano bollettino sul Coronavirus emesso da protezione civile e ministero della salute.Ancora in forte crescita le terapie intensive: 122 i pazienti in più in rianimazione da lunedì e 2.971 in tutto, mentre i ricoveri ordinari salgono di 997 unità arrivando così a 28.633, a un passo dal record di 29mila segnato ad aprile, in piena prima ondata. Il numero delle persone attualmente positive sale così di altre 16.776 unità, arrivando a 590.110. Di questi, sono in isolamento domiciliare 558.506 pazienti. I guariti sono 17.334, per un totale di 363.023.La regione più colpita è sempre la Lombardia, con 10.955 nuovi positivi, seguita da lontano da Piemonte (+3.659), Veneto (+2.763), Campania (+2.716), Lazio (+2.608) e Emilia Romagna (+2.430). Sempre più lontana appare la prospettiva di una riapertura per le Feste. "Anche a Natale dovranno essere ridotti ed evitati i contatti interumani, si tratterà di usare le stesse raccomandazioni di oggi e andranno evitati i pranzi familiari", ha sottolineato il vice ministro della salute Pierpaolo Sileri. "Ovvio che se non dovesse ridursi la curva dei contagi – ha aggiunto - si tratterà di avere un'Italia tutta rossa ed è quello che dobbiamo scongiurare". A preoccupare anche il numero crescente di medici e infermieri che si stanno ammalando in questa seconda fase della battaglia contro il virus. "Dopo il calo dei mesi estivi, sono ripresi a salire i contagi tra gli operatori sanitari e quelli contagiati nell'ultimo mese sono stati quasi 18.000 – ha denunciato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ascoltato in commissione Affari sociali della Camera -. Numeri che fanno aumentare la preoccupazione nei confronti di epidemie ospedaliere, che iniziano già a esser segnalate". “In particolare - ha concluso - analizzando i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, all'8 novembre avevamo 49.867 sanitari contagiati, al 9 ottobre 32.655, ovvero 17.212 in un mese. Oltre 12 volte di quelli riportati nel mese precedente (1.426)”.


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9 Novembre 2020__
Coronavirus: 25.271 nuovi casi e 356 morti
Nuova stretta sulle misure: 4 regioni da zone gialle ad arancioni 

In calo il numero di nuovi casi in Italia, parallelamente però, a causa dell'"effetto weekend", ai pochi tamponi processati rispetto alla media dei giorni infrasettimanali. Sono 25.271 i contagi odierni, contro i 32.616 di ieri, ma con 147.725 tamponi, quasi 44mila meno di ieri e quasi 90mila meno del record raggiunto la scorsa settimana. Tanto che la percentuale positivi/tamponi rimane sostanzialmente stabile, dal 17,06% di ieri al 17,1 di oggi. In aumento i decessi, 356 (ieri erano 331), per un totale di 41.750 vittime. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. La regione con più casi, pur nel calo generale di contagi e di tamponi, è sempre la Lombardia (+4.777), seguita da Campania (+3.120), Piemonte (+2.876), Toscana (+2.244) e Veneto (2.223). Quella con meno contagi il Molise (+98), unica con incremento a due cifre. Il totale dall'inizio dell'epidemia sale a 960.373. In aumento i guariti, 10.215 (ieri 6.183), per un totale di 345.289. Per questo rallenta la crescita del numero degli attualmente positivi, +14.698 (ieri +26.100), arrivati a 573.334 in tutto. Ancora in forte aumento, anche se meno di ieri, i ricoveri: quello ordinari sono 1.196 in più (ieri 1.331), e sono ora 27.636, mentre le terapie intensive crescono di 100 unità (ieri 115), arrivando a 2.849. I malati in isolamento domiciliare infine sono 542.849. 
 
Nuove restrizioni 
Potrebbe già cambiare, anzi è molto probabile, il "semaforo" delle regioni italiane, suddivise in gialle, arancioni e rosse in base al livello di rischio. Le nuove restrizioni sono scattate infatti appena venerdi' scorso, giorno di entrata in vigore del Dpcm firmato dal premier Conte il 3 novembre, e oggi pomeriggio una nuova riunione della cabina di regia per il monitoraggio regionale, composta da ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità e tre rappresentanti delle Regioni, è chiamata a valutare i nuovi dati giunti dai territori e a decidere eventuali spostamenti in una fascia a rischio più alto. Escluso invece che regioni rosse o arancioni riescano a scendere a un livello meno grave: per abbassare i livelli di rischio servono almeno due settimane di monitoraggio. Al momento sono in fascia rossa - che prevede tra l'altro il divieto di ogni spostamento, anche all'interno del proprio Comune, in qualsiasi orario, la scuola in presenza solo fino alla prima media e la chiusura di negozi, bar e ristoranti - Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, cui si aggiunge l'Alto Adige che si è autoproclamato 'zona rossa'. In fascia arancione, considerata "intermedia" e che prevede il divieto di spostamento tra una regione e tra un comune e l'altro, sono collocate Puglia e Sicilia. Mentre in fascia gialla, che ha le misure restrittive valide in tutto il Paese (il "coprifuoco" dalle 22 alle 5, la chiusura di musei e mostre, la didattica a distanza alle superiori e la riduzione fino al 50% per il trasporto pubblico), sono tutte le altre: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Provincia di Trento, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto. Su alcune di queste pende il giudizio degli esperti, che hanno sul tavolo i nuovi dati settimanali.


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8 Novembre 2020__
Coronavirus: oggi 32.616 casi e 331 vittime

In calo la curva epidemiologica in Italia, a fronte però di meno tamponi effettuati. Oggi si registrano 32.616 casi contro i 39.811 di ieri. In diminuzione i decessi, 331 oggi contro i 425 delle precedenti 24 ore, mentre il totale delle vittime sale a quota 41.394. I tamponi effettuati sono stati 191.144, 40.529 in meno dei 231.673 di ieri. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. Il rapporto positivi/tamponi resta stabile sopra al 17% (17,06% rispetto al 17,22% di 24 ore fa). La regione con più casi resta la Lombardia, con 4.781 casi (ieri 11.489), seguita da Piemonte con 2.708 (ieri 4.437) e Campania con i casi in aumento a 6.081 (ieri +4.309). Seguono Veneto con 3.313 (contro i 3.815 di ieri), Toscana con 1.864 (ieri 2.787), Lazio con 2.342 (ieri 2.618) ed Emilia Romagna con 2.203 (ieri 2.009), per restare alle regioni con oltre 2.000 nuovi casi. Il totale dall'inizio dell'epidemia e' ora di 935.104 (ieri 902.490). Il numero di guariti è cresciuto più di ieri, 6.183 contro i 5.966 delle precedenti 24 ore, per un totale di 335.074. Gli attualmente positivi hanno superato il mezzo milione: sono 558.636, vale a dire 26.100 più di ieri. Nuovo balzo anche dei ricoveri in terapia intensiva, +115 (ieri +119), che sono ora 2.749 in tutto, mentre i ricoveri ordinari sono saliti di 1.331 unita' per un totale di 26.440. Le persone in isolamento domiciliare sono 529.447 (+24.654 su ieri).

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7 Novembre 2020__

Coronavirus, contagi record: quasi 40mila nuovi casi con 231.673 tamponi
Le vittime ammontano a 425

Ancora in forte crescita la curva epidemiologica in Italia. Oggi si registrano 39.811 casi, nuovo record di sempre, contro i 37.809 di ieri. Ancora alti - sebbene in diminuzione su ieri - i decessi, 425 (erano stati 446 nelle precedenti 24 ore): il totale delle vittime sale a 41.063. Resta elevato il numero di tamponi effettuati, 231.673 (inferiore però al numero di ieri, 234.245). Il rapporto positivi/tamponi sale al 17,22% contro il 16,14% di 24 ore fa. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. La regione con più casi resta la Lombardia, con un dato ancora in aumento: oggi 11.489 casi (ieri +9.934), seguita da Piemonte con 4.437 (ieri +4.878), Campania con 4.309 (ieri +4.508), Veneto con 3.815 ( contro i +3.297 di ieri), Toscana con 2.787 (ieri 2.592), Lazio con 2.618 (ieri 2.699) ed Emilia Romagna con 2.009 (ieri 1.953), per restare alle regioni con oltre 2mila nuovi casi. Il totale dall'inizio dell'epidemia sfonda quota 900mila, è ora di 902.490 (ieri 862.681). Il numero di guariti è cresciuto meno di ieri, 5.966 (contro i ben 10.586 delle precedenti 24 ore), per un totale di 328.891. Gli attualmente positivi hanno superato il mezzo milione: sono 532.536, vale a dire 33.418 più di ieri. Nuovo balzo anche dei ricoveri in terapia intensiva, +119 (ieri +124), che sono ora 2.634 in tutto, mentre i ricoveri ordinari sono saliti di 1.104 unità (ieri +749), per un totale di 25.109. Le persone in isolamento domiciliare sono 504.793 (+32.195 su ieri).


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6 Novembre 2020__
Coronavirus, contagi ancora in salita: 37.809 nuovi casi

Ancora in salita la curva epidemica in Italia. Oggi si registrano 37.809 casi, nuovo record di sempre, contro i 34.405 di ieri. Record anche per i tamponi, 234.245 (quasi 15mila più di ieri), ma il rapporto positivi/tamponi sale comunque al 16,14% contro il 15,69% di 24 ore fa. Ancora alti i decessi, 446 (ieri 445): il totale delle vittime sale a 40.638. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. La regione con più casi resta la Lombardia, ancora in aumento, che sfiora i 10mila contagi giornalieri (+9.934), seguita da Piemonte (+4.878), Campania (+4.508), Veneto (3.297), Lazio (2.699) e Toscana (2.592). Il totale dei casi dall'inizio dell'epidemia sale a 862.681. Impennata dei guariti, 10.586 in 24 ore (ieri erano 4-961), per un totale di 322.925. Gli attualmente positivi sfiorano ormai il mezzo milione (sono 499.118, 26.770 più di ieri).
Nuovo balzo anche dei ricoveri in terapia intensiva, +124 (ieri +99), che sono ora 2.515 in tutto, mentre i ricoveri ordinari sono 749 in più (ieri 1.140), per un totale di 24.005. Le persone in isolamento domiciliare sono 472.598.


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5 Novembre 2020__
Coronavirus: oltre 34 mila casi e 445 vittime

Onu: summit straordinario a New York il 3 e 4 dicembre

34.505. E’ questo il nuovo record di casi registrati in Italia su 220mila tamponi. Le vittime di oggi sono 445, è dallo scorso aprile che non si registrava una cifra simile. Anche oggi si è andati oltre la soglia dei 30mila e il territorio più colpito è la Lombardia che da sola conta quasi 8mila nuovi positivi e un terzo delle vittime. I ricoveri oggi sono 99 le persone in più ricoverate in terapia intensiva (in totale 2391). I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono 219.884, circa 8mila più di ieri, con un rapporto positivi/tamponi al 15,69%, un punto più di ieri. Sono 472.348 gli attualmente positivi, 29.113 più di ieri. Di questi 23.256 sono ricoverati nei reparti ordinari (+1.140 più di ieri) e 446.701 in isolamento domiciliare, con un incremento di 27.874 nelle ultime 24 ore. I dimessi e i guariti, infine, sono complessivamente 312.339, 4.961 più di ieri. Complessivamente sono 824.879 i contagiati, comprese vittime e guariti, mentre il totale dei morti ha superato i 40mila ed è di 40.192. A livello regionale, subito dopo la Lombardia seguono: Campania (+3.888), Veneto (3.264), Piemonte (3.171). Oltre i duemila casi ci sono invece Lazio (2.735), Toscana (2.273) ed Emilia Romagna (2.180). In Friuli-Venezia-Giulia i positivi delle ultime 24 ore sono 546 e 9 i morti.
I 34.505 nuovi casi di oggi, 4mila più di ieri, "non sono un buon segnale" e "purtroppo anche avvicinarsi ai 500 decessi non è una buona notizia. E' una situazione che dopo che nei giorni scorsi sembrava essersi stabilizzata sembra ancora con una chiara tendenza in aumento" ha detto il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. Il commissario per la gestione dell'emergenza Covid-19 Arcuri ha sostenuto che "non è questo il momento di contrasti e divisioni, ma della collaborazione. Le scelte che abbiamo fatto e quelle che si dovranno fare nelle prossime ore sono state e saranno assunte con il più alto senso di responsabilità”.
L'Assemblea generale ha annunciato un summit straordinario a New York sulla pandemia per rafforzare il coordinamento internazionale, che dovrebbe svolgersi a priori soprattutto in modo virtuale. Il vertice è convocato a livello di capi di Stato e di governo e dovrebbe svolgersi il 3 e 4 dicembre.


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4 Novembre 2020___
Coronavirus: Italia divisa in tre tra zone gialle, arancioni e rosse
Conte: “No a zone verdi, il contagio corre ovunque nessuno può sottrarsi”. Calabria, Piemonte, Lombardia, Valle D’Aosta dichiarate zone rosse

"La bussola che ci indica dove intervenire e con quali misure". Lo ha definito così, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il piano studiato dal governo e dagli esperti per il contrasto della pandemia da Covid-19. "Più elevata è la circolazione del virus, più restrittive sono le misure che andiamo a introdurre", ha detto il premier in conferenza stampa da Palazzo Chigi. Conte ha affermato che c'è un'alta probabilità che diverse regioni "superino la soglia critica delle terapie intensive. Da noi, ma in tutta Europa, il virus sta correndo forte, anche violento. L'Rt è aumentato sino a 1,7 come media nazionale, in alcune regioni vuol dire che è anche superiore", ha aggiunto. Per questo motivo le regioni italiane sono state divise in tre aree in base alla criticità esistente al momento: gialla, arancione e rossa.
Nell'area gialla con criticità moderata, rientrano Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto, Province di Trento e Bolzano. Nell'area arancione rientrano le regioni Puglia e Sicilia. Nell'area rossa sono comprese le regioni Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta. Conte ha poi sottolineato: "Avrete notato che non ci sono regioni comprese in aree verdi. Non ci sono territori che possono sottrarsi".
Tutte misure, queste, entreranno in vigore a partire da venerdì 6 novembre per "consentire a tutti di disporre del tempo utile per organizzare le proprie attività", fa sapere Palazzo Chigi in una nota.


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Sky TG24


Aree gialle
Nelle aree gialle scatta il divieto di lasciare la propria abitazione dalle 10 di sera alle 5 del mattino, ad eccezione di motivate ragioni di lavoro e di salute. Gli alunni delle scuole superiori seguiranno le lezioni da casa, mentre i mezzi del trasporto pubblico, autobus, metropolitane, treni regionali, non potranno accogliere più del 50% della loro capienza massima. Fino ad oggi il limite è dell’80%. Vengono chiusi i teatri, i cinema e i musei, mentre restano accessibili i parchi e anche le aree gioco. Nelle zone all’aperto resta comunque il divieto di assembramento e l’obbligo di rispettare la distanza di almeno un metro.

Aree arancioni
Nelle aree arancioni è interdetto "ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”. Bar e ristoranti, gelaterie e pasticcerie - oggi aperti fino alle 18 - saranno chiusi. Resta la possibilità per i gestori di attivare l’asporto, ma fino alle 22.

Aree rosse
Nelle aree rosse aumentano ulteriormente i divieti. Stop agli spostamenti da e per la Regione e quelli al suo interno se non per lavoro, per accompagnare i bambini a scuola o per necessità di salute. Anche i ragazzi delle seconde medie vengono ammessi alla didattica a distanza.
Sospese inoltre le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, stop alle attività inerenti ai "servizi alla persona”, mentre “i datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell'emergenza; il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in modalità agile”. Resta "consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie; è altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale”.

Fonte: AGI


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Coronavirus: 30.550 casi con 211mila tamponi

Le vittime restano alte: 352

Anche oggi in salita la curva epidemica in Italia: sono 30.550 i nuovi contagi, contro i 28.244 di 24 ore fa. Elevato il numero di decessi, sono 352, appena uno meno di ieri, portando il totale delle vittime dell'epidemia in Italia a 39.764. Forte incremento oggi dei tamponi, quasi 30mila in più rispetto a ieri: 211.831 contro 182.287. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. La percentuale positivi-tamponi è scesa oggi al 14,42, contro il 15,49 di ieri, e costituisce un dato positivo. Specie se si considera che due giorni fa era 16,39. Quanto alle regioni, è sempre la Lombardia a registrare il maggior numero, e oggi in incremento, di nuovi casi, 7.758 contro 6.804 di ieri, seguita da Campania con 4.181 (ieri 2.971), Piemonte (+3.577 contro +3.169 di ieri), Veneto (+2.436 contro +2.298 di ieri), Lazio (+2.432 contro +2.209 di ieri), Toscana (+1.828, in decremento rispetto a +2.336 di ieri) ed Emilia Romagna, con +1.758 (ieri +1.912). Il totale dei contagi sale quindi a 790.377 (ieri 759.829). In crescita molto contenuta rispetto a ieri i ricoveri in terapia intensiva nelle ultime 24 ore: sono 67 contro 203, per un totale che sale a 2.292. In salita, anche se meno di ieri, i ricoveri ordinari, +1.002 (contro +1.274), per un totale attuale di 22.116. I guariti nelle ultime 24 ore sono 5.103 (contro i 6.258 di ieri), per un totale di 307.378. Il numero delle persone attualmente positive sale di altre 25.093 (ieri 21.630 unità) e arriva a 443.237. Di questi, sono in isolamento domiciliare 418.827, vale a dire 24024 più di ieri.

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4 Novembre 2020
Coronavirus, Conte firma un nuovo Dpcm: coprifuoco dalle ore 22 alle 5
In zone rosse vietata mobilità interna. Governo a lavoro per i “ristori” economici

Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ieri sera ha firmato il nuovo Dpcm. Dal 5 novembre al 3 dicembre l'Italia sarà dunque divisa in tre aree: zone rosse (ad alto rischio), arancioni (intermedio) e gialle (più sicure). Con regole e divieti diversi. Sono state lunghe le riunioni tra il premier Conte e i capi delegazione, incontri interminabili con le regioni, vertici continui del Comitato scientifico mentre il Capo dello Stato Sergio Mattarella interviene, senza entrare nel merito delle misure, per tessere la tela della collaborazione, con regioni e presidenti delle Camere. Sulla spinta di dati sempre più preoccupanti - ieri 28.244 contagiati, 353 morti e 203 persone in più in terapia intensiva - il premier Conte si è assunto la responsabilità di un Dpcm che introduce misure restrittive per le diverse aree a rischio. Attraverso la suddivisione dell'Italia in zone, la stretta dove è previsto "uno scenario di elevata gravita'" (di tipo 3) e un altro di "massima gravita'" (di tipo 4). Nessuna discrezionalità, scatta un meccanismo automatico che porta ad un lockdown 'selettivo'. Più stringente per Lombardia, Valle D'Aosta, Piemonte, Calabria. Solo un po' meno per Puglia, Liguria e forse Veneto e Campania. Con limitazione degli spostamenti e anche della mobilità interna.
La 'lista' dovrebbe essere completata nelle prossime ore, le ordinanze - in base ai parametri sanitari e all'indice di Rt - del ministro della Salute valide per 15 giorni. Ma è chiaro che, di fronte alla volontà delle regioni di non decidere in maniera autonoma, la responsabilità politica ha deciso di assumerla direttamente il premier. Attuando non una chiusura generalizzata e puntando sul 'coprifuoco' alle 22 (tesi di Iv ma l'ala rigorista chiedeva le 20 o le 21) per cercare di non bloccare le attività economiche. Ma i governatori si sono opposti, anche se con sensibilità diverse, visto che il presidente della Campania, De Luca, è d'accordo per la 'linea dura'. I presidenti di regione lamentano di essere stati esautorati, invocavano misure omogenee, chiedono un confronto aperto con il Cts per capire come si è arrivati alla scelta delle differenziazioni tra regioni.

La zona gialla e arancione
La regioni gialle sono quelle zone con regole meno rigide ma comunque più restrittive rispetto al decreto dello scorso 24 ottobre. Il "coprifuoco" scatta alle 22. Da quel momento - e fino alle cinque del mattino - è vietato uscire di casa, salvo motivi di salute o lavoro. Alle scuole superiori, ci sarà la didattica a distanza al 100%. Nel trasporto pubblico, è prevista una capienza dimezzata: 50 per cento su bus, metro e treni regionali. I centri commerciali sono chiusi nel weekend e nei giorni festivi. Si fermano anche i musei, le mostre, le sale bingo. Bloccate le crociere. Vengono sospesi i concorsi pubblici, anche quello della scuola. Con l'eccezione di quelli che riguardano il personale della sanità. Sarà consentito l'accesso ai parchi, sempre rispettando la regola del distanziamento di un metro. Per quanto riguarda la zona arancione bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie resteranno chiusi sempre e non più solo dopo le 18. Sono salvi però parrucchieri e centri estetici. Dovrebbe essere vietato ogni spostamento in un Comune diverso da quello di residenza o domicilio, salvo comprovate ragioni di lavoro, studio, salute. Per il resto valgono tutte le regole delle zone gialle.


Grafico del 4 novembre 2020

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La zona rossa
Nelle cosiddette regioni “rosse”, ad alto rischio, è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, e perfino gli spostamenti all'interno del territorio, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute. La didattica a distanza in queste regioni scatterà già dalla seconda media (salvo le attività con minori disabili). Resteranno chiusi bar, pasticcerie, ristoranti, e tutti i negozi che non vendono beni essenziali. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio e - fino alle 22 - la ristorazione con asporto, con divieto di consumare sul posto o nelle vicinanze. Restano aperti i negozi di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti. E le industrie. Nessuna serrata per i servizi essenziali, ovviamente farmacie e supermercati saranno aperti al pubblico come a marzo scorso. Solo le regioni rosse entreranno in una sorta di lockdown che per molti aspetti ricorda quello della primavera scorsa. E su questi territori si discute sull'utilizzo dell'autocertificazione, in versione modificata, fortemente voluta dal ministro Speranza. Di certo, andrà compilata ed esibita quando si dovrà uscire dopo le 22 quando scatterà il coprifuoco.

I ristori economici
Il governo, secondo quanto si apprende, potrebbe aprire sulla possibilità di prevedere gli aiuti economici contestualmente al varo del Dpcm. Aiuti subito, anche se i governatori - soprattutto quelli del centrodestra - chiedono pure l'esenzione delle tasse per tutto il 2021. La mano tesa potrebbe quindi arrivare sui ristori. "E' indispensabile che, contestualmente all'emanazione del Dpcm, vengano definite, attraverso un provvedimento di legge, l'ammontare delle risorse, unitamente - si legge nella missiva inviata dal presidente della conferenza Stato-regioni Bonaccini al premier e ai ministri Speranza e Boccia - a modalità e tempi di erogazione delle stesse, con le quali si procede al ristoro delle attività economiche che hanno subito limitazioni, sospensioni e/o chiusure".
Il governo punta su un nuovo decreto legge da varare al più presto, in modo che venga garantita l'erogazione delle risorse per le misure economiche. E appunto fondi per le attività che subiranno le restrizioni dal nuovo Dpcm.


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Putin: ''La pandemia di coronavirus ci ha dimostrato che dobbiamo agire insieme, ma non ha insegnato all'umanità ad unirsi al 100%''

Il presidente russo ha suggerito di usare la pandemia come "punto di partenza" per ripensare a ciò che sta accadendo nel mondo e ha esortato ad avviare questo processo ora

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato giovedì scorso che la pandemia di coronavirus ha dimostrato all'umanità che dobbiamo agire insieme, ma non è riuscita a insegnare al mondo ad "unirsi al 100% ".
"Per quanto la necessità di combattere la pandemia non unisca la comunità internazionale, dobbiamo comunque agire in modo sistematico per risolvere i problemi persistenti", ha detto il presidente durante una riunione del Valdái International Discussion Club, riferendosi alla situazione in Medio Oriente, alle crisi siriana e libica, al terrorismo e all'ambiente.

Putin: "Il mondo non avrà futuro se non si ridurrà la corsa agli armamenti"
Secondo il presidente, la pandemia non sarà d'aiuto su questo tema. Tuttavia, "nella consapevolezza che durante le crisi globali molto acute è necessario agire insieme, la pandemia senza dubbio favorisce questa collaborazione, ma purtroppo l'umanità non ha ancora imparato ad unirsi al 100% come ci richiede la situazione attuale", ha detto.
Peraltro, Putin si è rammaricato del fatto che non ci siano ancora "risultati pratici" mossi dal desiderio dei Paesi di unirsi per risolvere i problemi.
D'altra parte, il presidente russo ha suggerito di utilizzare la pandemia di coronavirus come "punto di partenza" per ripensare a ciò che sta accadendo nel mondo e ha esortato ad avviare questo processo ora.
"Il coronavirus non rallenta e rappresenta ancora una grave minaccia. Uno sfondo così allarmante probabilmente non fa che rafforzare per alcuni la sensazione che stia iniziando un'era completamente diversa, che non solo siamo sull'orlo di cambiamenti drammatici, ma in un'era di cambiamenti tettonici in tutti i settori della vita", ha detto Putin.
Il presidente ha anche dichiarato che "la vita e la sicurezza delle persone" sono state poste "al centro" in Russia fin dall'inizio della pandemia. "È stata una decisione consapevole, dettata dalla cultura, dalle tradizioni spirituali del nostro popolo, dalla sua storia molto difficile e a volte drammatica. Voi tutti sapete, se lo ricordate, quali colossali perdite demografiche abbiamo subito nel XX secolo: non avevamo altro modo se non quello di lottare per ogni persona, per il futuro di ogni famiglia russa", ha detto.
Durante il suo discorso Putin ha anche ribadito che "nei momenti più difficili dello sviluppo della pandemia" ha vissuto e continua a vivere "un sentimento di orgoglio per la Russia, per i nostri cittadini, per la loro volontà di fare tutto il possibile l'uno per l'altro".
(4 novembre 2020)

Fonte: actualidad.rt.com

Traduzione a cura di ANTIMAFIADuemila


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3 Novembre 2020___
Coronavirus: curva torna a salire, 28.244 i nuovi contagi

Nei prossimi giorni le nuove misure per contrastare la pandemia

In salita la curva epidemica in Italia dopo la frenata di casi (ma soprattutto di tamponi) di ieri. Sono 28.244 i nuovi contagi, contro i 22.253 di 24 ore fa. In forte crescita i decessi, 353 (ieri erano 233), mai così tanti dal 6 maggio, subito dopo la fine del lockdown. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. Tra le Regioni più colpite spicca la Lombardia, con 6.804 nuovi contagi, seguita dal Piemonte (3.169), Campania (2.971), Toscana (2.336) e Veneto (2.298).
Il numero di guariti in Italia nelle ultime 24 ore è di 6.258, con il totale dall’inizio della pandemia che sale così a 302.275. Ma l’alto numero di contagi fa inevitabilmente crescere quello delle persone attualmente positive che fanno registrare un +21.630, con il totale che sale così a 418.142.
Di conseguenza, cresce anche il numero delle persone ricoverate in ospedale. In terapia intensiva, nell’ultima giornata, sono entrate altri 203 pazienti, per un totale di 2.225. Le Regioni dove si è registrato il maggior numero di entrate in rianimazione sono la Campania (+56) e la Lombardia (+40). Sono invece 1.477 i pazienti ricoverati nei reparti non intensivi, per un totale di 23.339.


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2 Novembre 2020___
Coronavirus: scendono i contagi, oggi 22.253
Conte al lavoro per il nuovo Dpcm

Diminuiscono ancora i contagi per Coronavirus in Italia, sono 22.253 (ieri 29.907), secondo il bollettino del ministero della Salute, ma con soli 135.731 tamponi (ieri 183.457), oltre 47 mila test in meno; l'incremento delle vittime è di 233 in 24 ore, in aumento rispetto ai 208 di ieri.
I pazienti in terapia intensiva in Italia superano i 2 mila e sono ora 2.022, in aumento di 83 rispetto a ieri. I nuovi ricoverati in reparti ordinari sono 238, per un numero complessivo di 19.840.
Rimane stabile al livello massimo raggiunto ieri il rapporto positivi-tamponi: nelle ultime 24 ore la percentuale è risultata sempre del 16,3%.
Tra le Regioni con il maggior numero di nuovi contagiati domina sempre la Lombardia con 5.278 (ieri 8.607), poi Campania 2.861 (ieri 3.860), Toscana 2.009 (ieri 2.379), Piemonte 2.003 (ieri 2.024), Lazio 1.859 (ieri 2.351), Emilia Romagna 1.652 (ieri 1.758), Veneto 1.544 (ieri 2.300). (ANSA). Nel frattempo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nelle sue comunicazioni al Senato ha detto che "avremo una fascia riservata alle Regioni a rischio alto, di scenario 4, con le misure più restrittive, poi avremo una seconda fascia, con Regioni a rischio alto ma compatibili con lo scenario tre, con misure lievemente meno restrittive; infine ci sarà una terza fascia con tutto il territorio nazionale per le restanti regioni". In programma c’è un nuovo Dpcm per affrontare la seconda ondata della pandemia da Covid-19. Il quadro epidemiologico è “in via di transizione verso lo scenario 4 con particolare riferimento ad alcune regioni”, ha detto Conte. “Alla luce dell'ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità" delle Regioni. "Tra le fasce più vulnerabili - ha detto il premier - il governo considera anche le persone più anziane, sono i nostri cari, i nostri genitori, i nostri nonni che hanno consentito di vivere al nostro Paese il miracolo economico". "Il ministero della Salute, su mia richiesta, sta già elaborando un piano di distribuzione dei vaccini così che quando arriveranno le prime dosi potremo procedere in modo organizzato, secondo un piano ordinato. Ragionevolmente prevedo che favoriremo le fasce della popolazione più fragili e vulnerabili e gli operatori più esposti al pericolo", ha concluso.

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1° Novembre 2020

Covid: contagi sotto quota 30 mila, morti 208
Nei prossimi giorni nuove misure per arginare la pandemia 
 
Diminuiscono i contagi per Covid-19 in Italia, sono 29.907 (ieri 31.758), secondo il bollettino del ministero della Salute, ma a fronte di oltre 30 mila tamponi in meno (183.457 contro i 215.886 di ieri); l'incremento delle vittime è di 208 in 24 ore, anch'esse in calo (ieri 297). Gli attualmente positivi sono 378.129 (+26.743 in 24 ore), i guariti e dimessi 292.380 (+2.954). Le persone in isolamento domiciliare sono 357.288 (+25.711). Le regioni con il maggiore incremento - in 6 hanno fatto registrare il loro picco di nuovi contagi in un giorno - sono Lombardia (8.607), Campania (3.860, record) e Toscana (2.379). Oltre duemila casi anche nel Lazio (2.351, record), in Veneto (2.300) e Piemonte (2.024). In Emilia-Romagna le positività rintracciate sono 1.758 e per la prima volta anche la Sicilia segnala più di mille casi, 1.095. Un nuovo record è stato raggiunto in Umbria con 768 nuovi contagi dati simili alla Liguria (736) e appena superiori a Marche (683) e Puglia (680). Nella Provincia autonoma di Bolzano si segnalano 534 nuovi infetti, mentre in Abruzzo sono 489 (record). Il Friuli Venezia Giulia si ferma a 403, la Sardegna a 399 (record). Anche la Calabria fa segnare il suo nuovo picco (245), mentre nella Provincia autonoma di Trento i contagi sono 210. La Basilicata riporta 150 (record), la Valle d’Aosta 135 e il Molise 101. Da quando è iniziata l’emergenza legata al Coronavirus si sono accertati ben 709.335 i casi.  Le persone guarite o dimesse sono 292.380 (+2.954), mentre quelle decedute sono 38.826. I contagiati ricoverati in ospedale con sintomi sono ormai più di 20mila: 18.902 si trovano in reparti Covid, mentre 1.939 sono assistiti in terapia intensiva. Per la prima volta dopo tre settimane non si verifica un raddoppio dei casi, aumentati del 65%: sono 183.577 i nuovi positivi accertati da lunedì a domenica, la scorsa settimana erano stati 111.550. Allo stesso tempo, però, il tasso medio di positività al tampone in questa settimana è stato del 22,8%, in forte aumento rispetto al 16% dei sette giorni precedenti. Negli ultimi sette giorni, le province con il maggior numero di contagi in relazione al numero di abitanti sono state Monza, Varese, Aosta, Milano, Prato e Como: quattro su sei sono in Lombardia.
Nel pomeriggio da oltre due ore è in corso la riunione a Palazzo Chigi, in video conferenza, tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i capidelegazione della maggioranza sulle misure da adottare per contenere l'epidemia da coronavirus. Il nuovo Dpcm come annunciato dallo stesso premier dovrebbe essere pronto per domani. La riunione si è aperta anche ai capigruppo di maggioranza.
 

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31 OTTOBRE 2020___
Coronavirus: oltre 31mila casi, 297 morti
Si va verso lo stop in zone a rischio

Salgono ancora i contagi in Italia. Oggi il bollettino del ministero della Salute riporta 31.758 contagiati, con un incremento di 297 vittime in 24 ore. Il rapporto tra casi positivi e tamponi, calcolato sulla base dei dati epidemiologici diffusi il 31 ottobre dal ministero della Salute, è del 14,7%. Si tratta del valore massimo finora registrato in questa seconda ondata della pandemia. Nel frattempo il presidente del Consiglio ha convocato una riunione urgente a Palazzo Chigi con i capi delegazione ed il Comitato Tecnico Scientifico. Si ipotizza una stretta a livello locale nelle zone del territorio nazionale dove l'indice Rt è più alto. Sono ore decisive prima di decidere se arrivare o meno a misure restrittive di portata nazionale. Per la giornata di oggi non sono attese decisioni ma Conte e la maggioranza dovrebbero tornate a riunirsi domani, domenica.

Decessi in aumento
Aumentano i decessi che passano da 48 a 73 per un totale di 17.535 morti in regione ma per il resto sono molto simili a ieri i dati della pandemia in Lombardia: 8.919 i nuovi positivi con 46.781 tamponi effettuati, per una percentuale pari al 19%, in linea con quella di ieri (19,1%). Crescono i ricoveri sia in terapia intensiva (+22, 392 in totale) che negli altri reparti (+335, 4.033). La città metropolitana di Milano resta la zona più colpita con 3.730 nuovi positivi, di cui 1.553 a Milano città, ma continuano a crescere i contagi nelle province di Monza e Brianza (1.207) e Varese (1.202).


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30 OTTOBRE 2020___
Nuovo record di contagi saliti a 31mila

Governo a lavoro per un nuovo Dpcm per scongiurare lo “scenario 4”

Superati i trentamila nuovi casi di Coronavirus in un giorno in Italia, da ieri ci sono stati 31.084 contagi in più a fronte di 215.085 tamponi effettuati, mai così tanti. L'indice tra contagi e tamponi si attesta così al 14,4%. Ieri, invece, c'erano stati 26.831 nuovi casi con 201.452 tamponi (13,3%), mercoledì 24.991 nuovi casi con 198.952 tamponi (12,56%), martedì: 21.994 nuovi casi con 174.398 tamponi (12,6%), lunedì 17.012 nuovi casi con 124.686 tamponi (13,6%). Cresce anche l’incidenza degli infetti sul totale dei casi testati (129.688, mentre il resto dei test riguarda soggetti già positivi), passata dal 22,57% al 23,97%. 199 i morti. 1000 sono stati i ricoveri in ospedale, a cui si aggiungono altri 95 pazienti in terapia intensiva. I pazienti Covid guariti in tutto il Paese sono invece 4.285.
Per le singole regioni in Lombardia è un nuovo record con 8.960 casi in più, di cui 3.979 solo a Milano e provincia, e 48 decessi. Anche il Veneto non aveva mai visto così tanti nuovi contagi con ancora 3mila contagi (3.012) in più. In Lombardia il tasso di positività è pari al 33% a fronte di circa 27mila casi testati (su un totale di 46.892 tamponi tra nuovi sospetti e test di conferma). Esclusa Milano, il maggiore incremento di casi tra le province è avvenuto a Como (+890), Monza Brianza (+988) e Varese (+804). La situazione resta critica anche in Campania, alle prese con altri 3.186 casi, seguita da Veneto (+3.012), Toscana (2.765), Piemonte (+2.719) e Lazio (+2.246), tutte sopra quota 2mila. Male anche l’Emilia Romagna (+1.763) e la Sicilia, passata dai circa 700 contagi di ieri ai 984 di oggi. Non va meglio in Liguria (+999), Puglia (+791) e Umbria (+729). Sia le Marche che il Friuli sono sopra i 500 nuovi casi, a 428 in Abruzzo. Poi c’è la provincia di Bolzano, con altri 350 casi, seguita da Sardegna, provincia autonoma di Trento e Calabria, tutte sopra i 200 contagi. L’unica Regione con meno di 100 infezioni è la Basilicata (+95). Per quanto riguarda il Molise, che nei giorni scorsi ha mantenuto incrementi a doppia cifra, fa registrare 114 casi.
Da inizio pandemia in Italia sono state contagiate dal Covid-19 in totale 647.674 a fronte di quasi 10 milioni di casi testati. I guanti invece sono stati 283.567 mentre 38.321 sono deceduti. Gli attualmente positivi sono 325.786 su tutto il territorio nazionale, di cui 75.229 solo in Lombardia e 40.350 in Campania. 307.046 persone si trovano in isolamento domiciliare, mentre 16.994 sono ricoverati in reparti Covid e 1.746 in terapia intensiva.

Il rischio dello “scenario 4”
Secondo il report settimanale dell'Istituto superiore di sanita' (Iss) e del ministero della Salute relativo al periodo 19-25 ottobre l’aumento rapido dell'incidenza del contagio da coronavirus e' "coerente con l'aumento dell'Rt nazionale che attualmente si colloca a 1.7 nel suo valore medio e a 1.49 nel suo intervallo di confidenza minore, indicando un avvicinamento allo scenario 4". "Si conferma - si legge nel testo - una situazione complessivamente critica sul territorio nazionale con impatto importante in numerose Regioni e Province autonome italiane". Sempre secondo il rapporto undici Regioni/PA sono classificate a rischio elevato di una trasmissione non controllata di SARS-CoV-2. Di queste, 5 sono considerate a rischio alto a titolo precauzionale in quanto non valutabili in modo attendibile perché la completezza del dato di sorveglianza è insufficiente al momento della valutazione. Altre 8 Regioni/PA sono classificate a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese. “Siamo in una situazione compatibile con lo scenario 3 verso lo scenario 4″, sintetizza il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro presentando il monitoraggio settimanale che indica la capacità di trasmissione del virus, l’Rt, a 1.70, invita i governatori a valutare “tempestive restrizioni” e fotografa una situazione in “rapido peggioramento”. In alcune regioni, ha sottolineato, lo scenario 4, quello da allarme rosso, è stato raggiunto “con rischio di tenuta dei servizi sanitari nel breve periodo”. Inoltre “si osserva una sempre maggiore difficoltà a reperire dati completi a causa del grave sovraccarico dei servizi territoriali” e “questo potrebbe portare a sottostimare la velocità di trasmissione” in alcune aree. Le Regioni classificate a rischio elevato sono Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Bolzano, Calabria, Abruzzo, Basilicata, Veneto, Liguria, Val D’Aosta, Puglia, Sicilia, Toscana. Le 8 nelle quali la situazione può facilmente sfuggire di mano sono Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Molise, Trento, Umbria.

Nuove misure
Secondo il presidente dell'Istituto Superiore di Sanita', Silvio Brusaferro “ci troviamo di fronte ad un Paese che ha adottato misure importanti che si stanno implementando, i cui effetti vedremo alla fine della prossima settimana, 15-20 giorni sono i tempi per comprendere come agiscono sulla diffusione dell'infezione, alle quali pero' si possono e si debbono inserire ulteriori misure che possono essere e a livello nazionale e a livello locale”.
Con la situazione critica in tutte le regioni italiane, presto il Consiglio dei Ministeri si riunirà per per discutere come e quando varare un nuovo Dpcm. Nei fatti, a quanto raccontano fonti, si andrà verso una chiusura mirata, sul modello francese. Secondo le ultime indiscrezioni, il premier è al lavoro su un nuovo Dpcm che sarà pubblicato la prossima settimana e che porterà ulteriori restrizioni nella vita sociale per evitare il lockdown totale. La data di lunedì 9 novembre sarebbe il limite in cui entrerebbero in vigore le nuove misure. Il presidente del Consiglio predisporrà un'ulteriore stretta con chiusure delle attività commerciali, ulteriori incentivi allo smart working nel settore pubblico e nel privato e paletti per gli spostamenti interregionali, probabilmente con il ricorso all'autocertificazione.


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29 OTTOBRE 2020___
I contagi in Italia e nel mondo. Le restrizioni del governo e le proteste dei cittadini

Da qualche settimana in Italia e in Europa la pandemia da Covid-19 è tornata a farsi sentire come durante i mesi primaverili di questo 2020. Gli esperti e il comitato tecnico scientifico dicono chiaramente che le cifre di questa seconda ondata si stanno riallineando a quelle di marzo e aprile e il pericolo di un secondo lockdown è ormai alle porte. Parola ai numeri, dunque. Dagli ultimi dati si apprende che l’Italia è passata da una media di 2.000 casi di inizio ottobre a 18.000 degli ultimi giorni, dopo una serie di raddoppi settimanali. La situazione sta evidentemente peggiorando. Oggi, 29 ottobre, i contagi sono 26.831 e 217 i morti. In Campania è record con 3.103 contagi. Oltre 2mila nuovi positivi in Veneto. In Toscana 1.966 casi, 1.545 in Emilia Romagna e 716 in Puglia. Nel nostro Paese, il numero di tamponi effettuati non è riuscito a tenere il passo con la crescita dei casi: il tasso di positività sui tamponi è infatti arrivato a essere superiore al 10%, mentre quello sulle persone testate è al 18%. I ricoveri sono quasi 14.000 e quelle in terapia intensiva hanno già superato le 1.400 unità: i pazienti positivi al Coronavirus in questo momento occupano pertanto il 21,3% dei posti di terapia disponibili. I dati si riferiscono esclusivamente ai pazienti in questo momento positivi e non tengono conto di tutti gli altri già occupati da pazienti con altre patologie (circa il 60-70% normalmente). Campania, Valle d’Aosta ed Umbria sono le regioni ad avere tassi di occupazione delle sale ospedaliere superiore al 30%. Inoltre secondo l’ultimo monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia il sistema di tracciamento dei contatti non sta più funzionando adeguatamente. Per almeno 23.018 casi, pari al 44% di quelli notificati all’Iss tra il 12 e il 18 ottobre, non è stato possibile identificare un collegamento epidemiologico. In 4 casi su 10 quindi non si sa come la persona sia stata contagiata.

Europa e Americhe
Ma qual è la situazione negli altri paesi europei, e in generale nel mondo? La Spagna è il paese europeo in cui i casi hanno iniziato a salire più rapidamente: il Governo spagnolo nei suoi bollettini non comunica i dati per data di notifica, come in Italia, ma per data di prelievo.
Ieri il Centro de Coordinación de Alertas y Emergencias Sanitarias, l’equivalente del Cts in Italia, ha comunicato che nelle ultime due settimane sono stati diagnosticati 205.256 casi, di cui 63.789 con sintomi, un numero che inevitabilmente crescerà nei prossimi giorni con il consolidamento dei dati. I casi notificati sono invece pari a 220.652, e sono in forte aumento nelle comunità autonome di Aragona, Castiglia e León, Catalogna e Navarra, oltre che nelle enclavi di Ceuta e Melilla. Situazione analoga anche in Francia e Germania. La Francia, insieme alla Spagna, è uno dei paesi dove i casi sono ripresi a crescere prima, ed è quello con i numeri assoluti maggiori in Europa. Nel paese sono stati sfiorati ieri i 70000 contagi nell’arco di 24 ore. Al momento in Francia ci sono 18.978 persone ricoverate e 2.918 in rianimazione. Anche la Francia fornisce il numero di nuove ospedalizzazioni: nella giornata di martedì si sono registrati 2.988 nuovi ricoveri in ospedale e 431 in rianimazione. Sempre ieri la Francia ha notificato 523 decessi avvicinandosi ai numeri di marzo e aprile. Intanto ieri il presidente Emmanuel Macron ha annunciato lockdown da venerdì fino al 1° dicembre. Attraversando l’oceano negli Stati Uniti sono stati registrati 75.468 nuovi contagi e 1.000 vittime per Covid nelle ultime 24 ore. Secondo i calcoli della Johns Hopkins University, il totale dei casi positivi sale così a quota 8.848.875, mentre i decessi toccano quota 227.604. Lo stato di New York resta quello con più vittime: dall'inizio della pandemia sono morte a causa del coronavirus 33.435 persone. Nella sola città di New York i decessi sono stati 23.980. Bilancio negativo anche in Brasile con 510 morti e 28629 contagi in 24 ore, mentre l’Argentina ha registrato nelle ultime 24 ore altri 345 morti legati alla pandemia da coronavirus, raggiungendo quota 30.071.

Il Dpcm di Conte
Al fine di contenere la curva dei contagi, in costante crescita, il presidente del consiglio Giuseppe Conte, dopo essersi consultato più volte con il Cts e i vari ministri, ha firmato il nuovo Dpcm lo scorso 18 ottobre. Il Dpcm prevede la possibilità per i sindaci di chiudere dopo le 21,00 strade e piazze della movida a rischio assembramenti, limitazioni alla ristorazione, ingressi scaglionati alle scuole superiori, il divieto per gli sport di contatto amatoriali, tutto al fine di "tutelare la salute e l'economia" e nella speranza di evitare un nuovo lockdown generalizzato. Il 24 ottobre il premier Conte ha firmato un nuovo Dpcm, in vigore da lunedì 26 ottobre, che riguarda principalmente il mondo della ristorazione e prevede la chiusura di ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie alle ore 18 nei giorni feriali. Il Dpcm prevede inoltre lo stop a palestre, piscine, cinema, teatri, sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò. Immediata la rabbia dei cittadini che da giorni scendono in piazza protestando contro le misure restrittive imposte dal governo. Disordini e tafferugli si sono verificati a Napoli, Milano, Roma, Catania e altre città d’Italia. A seguito delle manifestazioni e delle richieste di moltissimi lavoratori il governo ha attivato il “dl ristoratori” che prevede lo stanziamento di 5 miliardi di euro per imprese, partite Iva, ristoranti, bar, palestre, piscine, cinema, teatri e discoteche, le categorie colpite dall’ultimo Dpcm. Ma le manifestazioni non si placano. Dalle strade i manifestanti, imprenditori, dipendenti e liberi professionisti rispondono “vogliamo lavorare”.

Per info: governo.it/it/coronavirus

Domande frequenti sulle misure adottate dal Governo: governo.it


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