Chi sono le “menti raffinatissime” a cui Giovanni Falcone attribuì il fallito attentato nella sua villa all’Addaura, in cui doveva essere ucciso insieme alla procuratrice svizzera Carla Del Ponte? Quale segreto condividevano i due magistrati, che faceva paura alle “entità esterne” che si intravedono dietro la strage del 23 maggio 1992?

Nell’inchiesta “Capaci, fine storia mai” che va in onda mercoledì 20 maggio su Atlantide (La7 ore 21,15) Andrea Purgatori prova dopo 28 anni a dare una risposta con un’intervista esclusiva al procuratore Alfredo Morvillo, cognato di Giovanni Falcone, con Tina Montinaro, vedova di uno degli agenti di scorta di Falcone, col questore Renato Cortese, che arrestò Giovanni Brusca, e il giornalista Saverio Lodato a cui Falcone parlò per primo delle “menti raffinatissime”.



Atlantide, ''Paolo Borsellino, depistaggio di Stato''
Lodato: "In via d'Amelio non fu solo mafia. La prova nella scomparsa dell'agenda rossa"
di Giorgio Bongiovanni

20191119 altantide lodato solo interno



Di Matteo: strage di Capaci probabilmente eterodiretta
da entità esterne alla Mafia

Atlantide, il programma di Andrea Purgatori andato in onda ieri sera su La7
di Giorgio Bongiovanni

purgatori dimatteo atlantide


ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy