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di Matias Guffanti
Con il 48% dei voti, contro il 40% ottenuto da Macri e tutta la sua coalizione, il peronismo di Alberto Fernández come presidente e Cristina Kirchner come vice presidente ha vinto in Argentina, mettendo fine ad un governo neoliberale di ultra destra che lascia in eredità una situazione devastante in tutta la nazione.
Il macrismo era arrivato al potere con promesse come: "Povertà zero", "dura lotta contro il narcotraffico", “fine dell'inflazione e della svalutazione", "miglioramenti nell'istruzione e nella sanità pubblica", tra tante altre cose. Tuttavia, la situazione lasciata al nuovo governo è ben lontana da quanto promesso. Secondo l'ultimo dato ufficiale dell'INDEC, la disoccupazione nel paese ha raggiunto il 10,6% nel secondo trimestre del 2019. Quasi il doppio del 5,9% al momento dell’insediamento del governo nel 2015 e la povertà, secondo i dati ufficiali, è salita al 35,4% della popolazione totale. Cifre catastrofiche in una Argentina che produce alimenti per 10 volte il numero dei suoi abitanti. Cifre che non sono solo cifre, ma sono morti, fame e distruzione di intere famiglie.
Molte le misure economiche e politiche adottate contro il popolo, un costante adeguamento economico contro i cittadini che hanno meno per favorire i più abbienti. Misure adottate in linea con gli interessi degli Stati Uniti nella regione ed il famoso Fondo Monetario Internazionale che dopo la dittatura fa di nuovo la sua comparsa con il macrismo, accollando a tutti i cittadini un debito di 57 mila milioni di dollari.

alberto cristina fernandez

Cristina Fernández de Kirchner e Alberto Fernández


Va via un governo criminale, protagonista di un permanente saccheggio che è riuscito a depredare il paese in tempo record; ha fatto perdere la sovranità sulle risorse naturali e il territorio; ha concesso tutti i benefici alle multinazionali e ai grandi imprenditori latifondisti; ha fatto accordi con Israele e Stati Uniti per installare basi militari nordamericane ed introdurre tecnologia di spionaggio nel paese; ha messo in atto una delle repressioni più dure nella storia democratica contro tutti i popoli originari del paese, con migliaia di casi di grilletto facile e persino casi di violazioni da parte delle forze di sicurezza, tortura e sparizioni; ha distrutto la scienza, l'istruzione pubblica e la sanità pubblica; e ha privato i finanziamenti pubblici a tutti gli organismi di diritti umani, tra altre cose.
no reforma uruguay 3Ma la stanchezza degli argentini si è fatta sentire alle elezioni, ed il 10 dicembre si insedierà Alberto Fernández che si troverà una situazione grave da qualsiasi lato la si guardi. La domanda che ci facciamo è se cambierà veramente il modello neoliberale affrontando il FMI, le multinazionali ed i grandi latifondisti che sembrano negoziare con la "sinistra" e la "destra" senza alcun tipo di discriminazione? Alberto Fernández affronterà le mafie che hanno mantenuto e fortificato i loro affari come il narcotraffico, sia durante il kirchnerismo che durante il macrismo? La giustizia sarà realmente indipendente dal potere esecutivo in Argentina? Staremo a vedere i fatti.
Ma l'Argentina non è stato l'unico paese scosso nella giornata di ieri, anche in Uruguay la destra ha subito una forte sconfitta con il trionfo del "No" alla riforma costituzionale "Vivere senza paura", proposta dal Senatore del Partito Blanco, Jorge Larrañaga, durante le elezioni presidenziali che andranno al ballottaggio tra il Frente Amplio, partito di sinistra ed il Partito Blanco, partito di destra, il prossimo 24 novembre.
La Riforma proponeva di aggiungere degli incisi agli articoli 11, 27 e 85 della Costituzione della Repubblica uruguaiana, e delle disposizioni transitorie e speciali alla stessa. Questi incisi e disposizioni prevedevano l’istituzione di una Guardia Nazionale militarizzata (ispirandosi al modello cileno), eliminazione del beneficio della liberazione anticipata per determinati reati come stupro, assalto a mano armata, sequestro, estorsione, narcotraffico e l'instaurazione dell'ergastolo per questi stessi reati (in Uruguay non è contemplato l'ergastolo), ed abiliterebbero la possibilità delle perquisizioni notturne (in Uruguay non si può ordinare una perquisizione dopo il tramonto), tra altre piccole modifiche.

no reforma uruguay 1

Una lotta finita in vittoria dopo uno sforzo immenso da parte di vari gruppi contro la riforma, con artisti e cittadini che hanno aderito alla campagna, l’attivismo del movimento Our Voice Uruguay e di Antimafia Dos Mil Uruguay, dimostrano che nelle democrazie colpite e fragili nelle quali viviamo il popolo ha ancora il potere di scegliere.
Nella campagna contro la riforma si sono distinti due grandi Movimenti: uno chiamato No a la Reforma e gli altri/e l'altro Colectivos contra la reforma, di cui Our Voice ed Antimafia Dos Mil fanno parte. Quest’ultimo è diventato uno degli strumenti di resistenza più importanti, con due festival che hanno visto la partecipazione di oltre 10 mila persone in incontri e laboratori per sindacati, organizzazione sociali e culturali in questi ultimi mesi, dimostrando al mondo ancora una volta che l'unione del popolo di fronte al potere di turno, può veramente cambiare il corso della la storia.

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