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di Jean Georges Almendras - Foto
L’Istituto Tecnico San Javier, nel quartiere Trinidad della città di Asuncion, ha aperto le porte ai giovani di Our Voice, affinché, come già avvenuto lo scorso anno, potessero incontrare gli studenti del primo anno, proprio nella settimana dedicata ai Diritti Umani, nell’ambito di una delle attività del Seminario di Etica coordinato da Juan Ramón Díaz, insegnante dell'istituto. Ed è stato proprio lui ad accogliere personalmente i giovani di Our Voice ed i redattori di Antimafia Dos Mil.
I minuti seguenti della mattinata di martedì, in cui nella capitale del Paraguay le alte temperature cominciano a farsi sentire, sono stati molto importanti per i giovani studenti e per i ragazzi di Our Voice.
L’incontro all’insegna dell’arte si è sviluppato in un clima colloquiale. Un dialogo in cui i nostri giovani e noi giornalisti abbiamo espresso la nostra opinione. Non sono mancate esibizioni di rap e di breakdance.
Sonia Tabita Bongiovanni e Matias Gufanti sono stati i portavoce del gruppo. Ed ognuno ha espresso il proprio talento, condividendo approfonditamente con gli studenti, il senso ed i motivi che hanno ispirato la creazione del Movimento.
La sua fondatrice ha ricordato quando "come per gioco insieme ai miei amici, bambini ed adolescenti, sentivamo che dovevamo denunciare e combattere la mafia. Abbiamo creato un piccolo spettacolo che abbiamo chiamato L'Arte uccide la mafia, e ci siamo presentati nella città di Palermo, Sicilia, agli eventi di commemorazione del giudice Paolo Borsellino che fu assassinato da Cosa Nostra negli anni ’90, insieme alla sua scorta, ed in altre parti dell'Italia. Fu l'inizio del Movimento Our Voice".
L'adolescente di quegli anni, Sonia Tabita, oggi ha 18 anni. E quei bambini che si esibivano in quello spettacolo a Palermo, sono cresciuti insieme a lei. E assieme a lei hanno dato forma ad un Movimento che negli ultimi cinque anni ha realizzato numerose attività sia in Italia che all’estero, con l'intento di denunciare e rendere visibili le ingiustizie sociali e sensibilizzare i giovani del mondo su quanto sia importante l'unione di tutta la gioventù per cambiare questo mondo, pacificamente.
Oggi Our Voice è un Movimento che ha saputo integrare l'arte, in tutte le sue manifestazioni, come forma di espressione libera, alla ricerca della libertà. Alla ricerca della giustizia ed alla ricerca della pace.


Uno studente ha fatto una domanda molto opportuna: Cos’è la giustizia? Matías Gufanti ha risposto: "La giustizia è la base di tutti i valori. Ad esempio, senza giustizia non ci può essere pace. Non possiamo parlare di pace se prima non pratichiamo o non parliamo di giustizia".
"Questo incontro è molto importante perché non è comune che si incontrino giovani che denunciano la corruzione, il narcotraffico, e che parlano di diritti umani. Già la sola vostra presenza è emozionante. E sarà ancora più emozionante se sarete presenti il giorno in cui presenteremo l'opera teatrale".
L'incontro con gli studenti ha avuto luogo in un clima di condivisione sorprendente, perché al momento del rap, anche gli studenti della Scuola hanno dato un prezioso contributo, unendosi all’esibizione di Juan Manuel Ferreira e Stefano Centofante di Our Voice.
Sonia Tabita Bongiovanni ha detto: "Dobbiamo manifestare a sostegno del giornalismo libero, affinché giornalisti come Pablo Medina non siano isolati. Non dobbiamo lasciarli soli, perché rischiano la loro vita”.
Un professore di Arte, uruguaiano, ha voluto esprimere in modo sincero il suo sentire: “Mi emoziona molto vedere questi giovani con questa forza, con questo progetto. Vederli in lotta per cambiare il mondo, come facevamo noi negli anni sessanta, in epoche difficili, in Uruguay. Li guardo e realmente mi tocca il cuore ed è un privilegio avervi conosciuto".
Anche il coordinatore del Seminario Juan Ramón Díaz ha espresso parole di riconoscenza al Movimiento Our Voice, dimostrandosi molto entusiasta nelle sue domande, nei concetti espressi e nei suoi apprezzamenti, dando l'opportunità di conoscere opinioni e riflessioni dei presenti. Un uomo che aprendoci le porte dell'Istituto ha ampliato gli orizzonti di Our Voice, per stringere legami e, in qualche modo, far parte del nostro progetto.
In sintesi, la lettera di presentazione di Our Voice nel centro educativo del quartiere Trinidad, nella mattina del 7 ottobre, si è rivelata un successo. Ad un ritmo vertiginoso i giovani stanno vivendo la preparazione di una rappresentazione teatrale in Paraguay. Una rappresentazione all'apparenza come tutte le altre. Ma non è così, perché allude ad un periodo della democrazia paraguayana molto particolare, molto preciso. Molto controverso.
Un periodo della democrazia paraguayana minato dalla corruzione, dagli interessi. Un periodo della democrazia paraguayana contrassegnato da ingiustizie. Ingiustizie che vengono denunciate messe in scena dal punto di vista dei giovani, ma che non per questo, deve essere giudicato con noncuranza.
Ma piuttosto il contrario.

Foto di Our Voice e Antimafia Dos Mil

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