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dimatteo vitale tg 2di Davide de Bari - Video
Intervista al Tg2 del sostituto procuratore nazionale antimafia

"Emerge una probabilità che, insieme ai uomini di Cosa nostra abbiano avuto un ruolo nella strage (di Capaci, ndr), non solo a livello ideativo e realizzativo, ma probabilmente anche esecutivo, dei soggetti estranei alla mafia". E' quanto afferma il sostituto procuratore nazionale antimafia, Nino Di Matteo, rispondendo alle domande riguardo la strage di Capaci in un'intervista al giornalista del Tg2 Francesco Vitale. Secondo il magistrato "Cosa nostra non avrebbe mai fatto quell'attentato così tecnicamente difficile e soprattutto nel '92". "Questo lascia pensare che gli uomini di mafia abbiano potuto avere un aiuto - ha continuato - anche di natura tecnica per portare a termine una strage che, purtroppo ai loro occhi, è riuscita perfettamente". Di Matteo ha anche parlato del progetto di attentato che si doveva svolgere a Roma nel '91, ma poi gli uomini di Cosa nostra furono richiamati: "Dobbiamo sempre chiederci perché tutto era pronto a Roma, visto che era più facile ucciderlo con un colpo di pistola in quanto girava spesso senza scorta. Perchè Riina revocò l'ordine di uccidere Falcone e si passò alla fase esecutiva e organizzativa di un attentato tecnicamente difficile? - ha proseguito - Che poi doveva essere realizzato con quelle modalità proprio per gettare nel panico il paese e creare le condizioni di un ricatto e quindi la trattativa con parti delle istituzioni". Per il pm c'è ancora molto da "approfondire come ad esempio un soggetto come Pietro Rampulla che ha fornito il telecomando, ma oltre che essere un mafioso aveva avuto dei collegamenti con ambienti esterni, anche legati a gruppi eversivi". Secondo Di Matteo "Riina custodiva dei segreti talmente forti che non potevano essere confidati neppure agli uomini di Cosa nostra più vicini" e sicuramente "erano dei contatti che rafforzarono le sue idee stragiste". E poi ha concluso: "Sbaglia chi dice che noi non sappiamo niente sulle stragi, in realtà sappiamo tanto".

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