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di Aaron Pettinari
"Nel maggio 2005 il conte Ugolini disse che Scajola conosceva molto bene il professore Savona, all’epoca presidente di Impregilo e oggi attuale ministro. Ugolini aveva scelto Savona come canale. Il discorso era ampio. Rocco Molè stava mettendo le mani sul porto di Gioia Tauro, aveva gli interessi per i lavori dell'autostrada e sapeva che ci sarebbero stati anche i lavori del ponte sullo stretto. Ugolini sapeva che il contratto sistematicamente sarebbe andato ad Impregilo. Per questo indicò di andare da Scajola". Ancora una volta è il collaboratore di giustizia Cosimo Virgiglio a testimoniare al processo "Breakfast" in corso a Reggio Calabria in cui Scajola è accusato di avere favorito l'inosservanza della pena dell'ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena (condannato definitivamente dalla Cassazione per concorso esterno in associazione mafiosa, latitante a Dubai) assieme all'ex moglie di questi, Chiara Rizzo, ed altri. Ieri si è tenuto il controesame e come aveva fatto lo scorso febbraio ha ricordato gli interessamenti del clan per gli appalti di ammodernamento dell’A3 Salerno-Reggio Calabria.
Secondo l'ex massone ci sarebbe stato un primo incontro avvenuto a Roma e poi altre riunioni a Gioia Tauro, in casa di Cedro.

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Virgiglio ha comunque specificato alcuni aspetti rispetto alle precedenti dichiarazioni, in particolare sul viaggio di Cedro a casa di Scajola per incontrare l’allora ministro. "Dopo la morte di Ugolini, nel 2006, stando a quanto ha detto Cedro, che all’epoca era vicepresidente di un partito, quel discorso proseguì. Cedro mi chiamò mentre ero in macchina e lui mi disse: 'Siamo a Diano Marina, stiamo scendendo'. Non so se Scajola fece qualcosa ma di certo Rocco Molè ha praticamente monopolizzato i cantieri per i lavori per l'ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria".
Nel corso del controesame il teste è anche tornato su altri temi come i contrasti tra Matacena jr e lo zio, don Elio Matacena, ma anche sui loro rapporti e gli ambienti massonici.
Parlando del cosiddetto "sistema Ugolini" Virgiglio ha ripetuto alcuni nomi che erano inseriti in quel contesto come Caltagirone, Vincenzo Speziali, Emo Danesi e Pippo Marra dell’Adn, ritenuto da Virgiglio un "amico di Claudio Scajola, perché così mi era stato riferito da Ugolini che aveva una sorta di lista che ci permetteva di sapere come muoverci e con chi farlo, in tutte le regioni d’Italia".
Infine, rispondendo ad una domanda della Presidente Natina Pratticò ha riferito dei rapporti tra la massoneria e quella deviata.
Tra i soggetti che vivevano nell'ombra ha indicato Nino Cedro: "Lui ha galoppato proprio negli anni passati il sistema criminale vicino ai Molè e al tempo stesso il Sovrano Militare Ordine di Malta e quindi la massoneria deviata. Un sistema di riciclaggio ch avveniva all'interno delle sue strutture e in controparte lui, che produceva tavoli di biliardo, riuscì a collocare i suoi prodotti in tutto il mondo e fino a fornirli nel 2005 ai campionati nazionali che furono fatti a Villa Vecchia".
Il contro esame del sostituto commissario Giuseppe Gandolfo, invece, è stato rinviato ad altra data per problemi nel deposito di alcuni documenti arrivati in ritardo a disposizione degli avvocati difensori.

Foto © Imagoeconomica

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