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di Aaron Pettinari
Contestate anche le intercettazioni

La Corte Europea dei Diritti dell'uomo ha dichiarato ricevibile il ricorso presentato dai legali dell'ex numero 2 del Sisde Bruno Contrada contro le perquisizioni e le intercettazioni cui è stato sottoposto negli ultimi due anni su disposizione della Procura di Reggio Calabria e dalla Procura generale di Palermo.
Nel primo caso l'abitazione di Contrada era stato oggetto di perquisizione nel 2017, nell'ambito dell'inchiesta 'Ndrangheta stragista, sugli attentati ad alcuni carabinieri avvenuti nel '94 in Calabria. Allora l'attenzione degli investigatori prendeva il via dai suoi presunti legami con Giovanni Aiello, ex agente di polizia ritenuto vicino ai Servizi, conosciuto anche come "faccia da mostro" per una cicatrice sul volto. Aiello, oggi deceduto, era anche tra gli indagati del caso Agostino e nei suoi confronti i pm avevano chiesto l'archiviazione evidenziando come lo stesso fosse un "soggetto certamente in contatto qualificato con l'organizzazione mafiosa Cosa nostra (se non addirittura intraneo)". E del caso Agostino oggi si occupa la Procura generale di Palermo che nel giugno 2018 dispose una nuova perquisizione nella casa dell'ex funzionario del Sisde.
Intercettando una conversazione tra quest'ultimo ed il figlio, era emersa l'esistenza di alcuni documenti ("Non mettere in disordine. I fascicoli, le carte e i libri me li sistemo io poco alla volta"). Quel dialogo aveva insospettito la Procura generale che ha disposto la perquisizione della sua casa e di due immobili nella sua disponibilità alla ricerca di documenti riguardanti rapporti con Paolilli (poliziotto in passato indagato per il depistaggio delle indagini sul delitto Agostino, ndr), Agostino stesso, e Aiello, nonché del coinvolgimento di Agostino in attività di ricerca di latitanti ed altre attività extraistituzionali.
Nelle perquisizioni furono sequestrate dagli agenti della Dia due album di foto del periodo in cui il poliziotto era capo della Mobile di Palermo, alcune carte processuali relative al processo dell’ex 007, un suo memorandum con alcuni appunti sul delitto Agostino. Vi sarebbe anche un inizio di lettera, mai spedita, indirizzata al pm Nino Di Matteo in cui tentava di chiarire alcuni aspetti della sua deposizione sul delitto Agostino.
I legali di Contrada avevano contestato il fatto che le perquisizioni e le intercettazioni erano state subito nonostante non fosse indagato.
La dichiarazione di ricevibilità è un primo passo: ora la Corte dovrà comunicare al Governo italiano la sua decisione. Il ricorso sarà poi assegnato a una sezione della Cedu che instaurerà il contraddittorio tra l'Italia e la difesa di Contrada e presenterà dei quesiti allo Stato italiano difeso dall'avvocatura dello Stato.
Su Contrada non è la prima volta che la Cedu si pronuncia. I giudici di Strasburgo, infatti, avevano dichiarato che l'ex Capo della Mobile non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa (la sentenza definitiva a 10 anni fu emessa nel 2007, ndr) perché, all'epoca dei fatti contestati, il reato non “era sufficientemente chiaro”.La Cassazione, preso atto, ha dichiarato la sentenza come "ineseguibile e improduttiva di effetti penali la sentenza di condanna".

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