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orlandi emanuela c gettyimagesdi Francesca Panfili
Avrebbe avuto cinquanta anni oggi Emanuela Orlandi, cittadina vaticana, protagonista di uno dei casi più controversi della storia contemporanea. Un caso che racconta di complessi intrecci che vedono coinvolti istituzioni di rilievo internazionale come la Santa Sede, lo Ior ed i servizi segreti, ma anche la mafia, la banda della Magliana, l’attentato di Papa Wojtyla e i lupi grigi di Ali Agca.
Oggi si ritorna a parlare della quindicenne romana, sparita il 22 giugno del 1983, dopo la notizia del ritrovamento di uno scheletro rinvenuto qualche giorno fa sotto il pavimento della sede della Nunziatura Apostolica a Roma. E si torna anche a parlare di Mirella Gregori, l’altra giovane sparita 40 giorni prima Emanuela. Si pensa che entrambi i casi siano connessi tra loro per le analogie che presentano, tra queste anche il fatto che ad oggi non sono stati trovati i resti di nessuna delle ragazze, né il motivo della loro scomparsa, nonostante gli appelli delle famiglie che da trentacinque anni chiedono verità su uno dei più fitti misteri italiani.
Un mistero che oggi si riapre, dopo il ritrovamento di uno scheletro avvenuto due giorni fa da parte degli operai che eseguivano lavori di ristrutturazione nella sede della Nunziatura apostolica, sede diplomatica del Vaticano presso lo Stato italiano sita in Via Po’ a Roma. Lo scheletro è stato rinvenuto sotto una delle stanze del piano interrato. Dopo il ritrovamento è stato subito avvisato il nunzio Emil Paul Tscherrig e ci si è poi rivolti a Luigi Carnevali responsabile dell’ispettorato di pubblica sicurezza del Vaticano che ha chiesto alla magistratura italiana di occuparsi del caso.
I magistrati, che si sono recati sul posto, hanno disposto l’analisi dei resti ed è stata presentata denuncia alla Procura di Roma. Al momento la polizia scientifica indaga sul ritrovamento per comprendere a che periodo sia datato lo scheletro e quale sia il sesso e la causa della morte. Intanto le indagini dei magistrati ipotizzano il reato di omicidio. Si dovrà infatti capire come mai siano state occultate ossa umane in un edificio vaticano e si cercherà di comprendere se questo ritrovamento sia collegato al caso Orlandi o a quello di Mirella Gregori. Se i resti apparterranno ad una donna, si procederà con la comparazione del dna dei familiari delle due giovani ragazze. “Bisogna prima capire il sesso della persona e l’età a cui risalgono le ossa prima di fare i titoli e di arrivare alle conclusioni" ha dichiarato Burke, responsabile della Sala Stampa vaticana riferendosi agli eventuali collegamenti con il caso Orlandi. Intanto le indagini della Procura di Roma proseguono.
Da parte della Santa Sede, al momento, non sono stati aperti fascicoli penali e si mantiene il massimo riserbo anche sui possibili riferimenti del caso, rispetto a quello di Emanuela Orlandi che al momento risultano speculazioni giornalistiche. Non sarebbe comunque la prima volta che in edifici di appartenenza vaticana sono stati rinvenuti scheletri appartenenti a personaggi chiave delle vicende contemporanee come Renatino De Pedis, storico boss della banda della Magliana, la cui salma fu ritrovata a Palazzo S. Apollinare a Roma, oggi sede dell’Università dell’Opus Dei.
Dopo anni di indagini e depistaggi, ancora non si è arrivati alla verità sul caso Orlandi, nonostante gli appelli della famiglia alle autorità vaticane e non solo. Da alcuni mesi il caso è di nuovo dibattuto sui tavoli della Gendarmeria Vaticana.
Da trentacinque anni la famiglia di Emanuela, rappresentata dal fratello Pietro, prosegue la sua battaglia per conoscere la verità sulla fine della giovane. È di alcuni mesi fa una segnalazione anonima giunta ai familiari che riferiva della tomba di Emanuela all’interno delle mura vaticane. La famiglia Orlandi negli ultimi due anni si è affidata allo studio Bernardini De Pace per presentare nuove istanze per riaprire il caso dopo l’archiviazione dell’inchiesta da parte della Procura di Roma nel 2016, confermata poi in Cassazione.

Foto © Getty Images

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