Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

faccia da mostrodi Francesca Mondin
Vincenzo Agostino: “Che qualcuno lo abbia tolto di mezzo?”

Continuano gli interrogativi sulla ambigua figura di Giovanni Aiello morto ieri mattina sulla spiaggia di Montauro e accusato da diversi pentiti di essere “Faccia da mostro”. Ora ci si interroga sulla causa della sua morte, un infarto? o “Che qualcuno lo abbia tolto di mezzo?” Come si è chiesto Vincenzo Agostino che lo scorso anno, in un confronto all'americana, lo riconobbe come colui che era andato a cercare suo figlio Nino pochi giorni prima dell'agguato che gli strappò via il figlio, la nuora e il nipotino in arrivo.
La prima ipotesi emersa nei mezzi d’informazione è stata quella di un infarto. Aiello, ex poliziotto della squadra mobile di Palermo ritiratosi da anni in Calabria dove si dedicava alla pesca, stava portando a riva la sua barca, il “Bucaniere”, quando, davanti ai bagnanti si è accasciato a terra stroncato da un malore. Nell’immediato i presenti hanno chiamato i soccorsi ed è stato anche utilizzato un defibrillatore, recuperato in una struttura balneare vicina, ma non c'è stato nulla da fare, i sanitari del 118 arrivati immediatamente sul posto non hanno potuto che constatare il decesso di Aiello.
"Quando lo vidi, lo scorso anno, non mi sembrò un uomo di 70 anni ma un atleta - ha detto ieri Vincenzo Agostino all'ANSA - non capisco perchè avrebbe avuto un infarto”. Vincenzo - che da 28 anni non si taglia la barba, ha giurato di non farlo fino a quando non saranno in cella gli assassini di figlio e nuora - è infatti convinto che Aiello sia stato "il basista dell'uccisione di mio figlio e mia nuora". Ed ora si domanda se “La sua è stata una morte accidentale o una uccisione di Stato per togliere di mezzo un soggetto divenuto fastidioso per tanti apparati?".
Per frugare ogni dubbio la Procura di Catanzaro ha disposto l’autopsia mentre la Procura antimafia di Reggio Calabria, in attesa degli esiti dell’autopsia, ha disposto il sequestro probatorio della casa, della barca e del telefono cellulare.
Un provvedimento chiesto dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo titolare dell'inchiesta "'Ndrangheta stragista" che vedeva coinvolto lo stesso Aiello già sottoposto a perquisizione lo scorso 24 luglio.
La Polizia ieri ha effettuato tutti gli accertamenti necessari sulla morte dell’ex poliziotto della squadra mobile di Palermo fino a tarda notte, raccogliendo anche la testimonianza della moglie di Aiello. Al momento, nell'attesa che venga effettuato l'esame autoptico, il corpo di Aiello si trova nel policlinico universitario di Catanzaro.
Dal canto loro gli avvocati Eugenio Battaglia e Ugo Custo, difensori dell'ex poliziotto ieri hanno voluto evidenziare che “Giovanni Aiello è morto da innocente, la sua famiglia, dopo anni di sofferenze, non merita ulteriori atti di sciacallaggio". Nessun atto si sciacallaggio ma, come ha evidenziato ieri il deputato Davide Mattiello nel chiedere l'autopsia e il sequestro, “Aiello morendo porta nella tomba tante domande che riguardano i tragici fatti della stagione stragista mafiosa e non soltanto".

ARTICOLI CORRELATI

Delitto Agostino: Aiello, Paolilli e quell'ombra di Gladio

I segreti del morto che parla di Giorgio Bongiovanni

''Faccia da mostro'' e Attilio Manca

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy