Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

acosta vilmar manettedi Jean Georges Almendras
Sono visibilmente contrariati gli avvocati difensori dell'ex sindaco di Ypejhú, Vilmar "Neneco" Acosta, Ricardo Paredes e Vicente Alderete, nell’ascoltare in aula all'udienza preliminare (iniziata lo scorso 23 febbraio), che il loro assistito dovrà affrontare il processo pubblico per l’omicidio del giornalista di ABC Color Pablo Medina e della sua assistente Antonia Almada. Una brutta notizia per l'accusato, ma una buona notizia per chi crede nell'azione giudiziaria. Una notizia tanto desiderata e attesa, pronunciata la mattina del 1º marzo, “Giorno degli Eroi” in Paraguay.
L'avvocato di "Neneco", Ricardo Pérez - secondo quanto riferito dai mezzi stampa locali - ha criticato la Procura, insistendo sul fatto che non viene mai descritta la condotta del suo difeso. Secondo ABC Color avrebbe detto: "Nel processo orale e pubblico ci inventeremo una storiella? È deplorevole" - ha affermato l’avvocato. A suo dire, senza una descrizione della condotta non si può avere un’"accusa seria". L'avvocato ha inoltre lamentato che durante l’udienza non si è cercato di dare alcuna risposta alle questioni sollevate dalla difesa: “si è solo data una lettura ad una disposizione, come fosse una condanna".  
Disposizione adottata dal giudice Carlos Martínez e letta in aula davanti ai parenti più stretti di Medina. Ricordiamo che Vilmar "Neneco" Acosta è accusato di omicidio doloso in qualità di mandante, secondo l'accusa presentata a suo carico dal pubblico ministero Sandra Quiñónez.  
La data del processo sarà resa nota non appena verrà sorteggiata la terna dei giudici per questo processo.
I giornalisti presenti all'ultima udienza preliminare hanno riferito che il magistrato Sandra Quiñonez ha evidenziato il fatto che dopo tante richieste di dilazione presentate dalla difesa dell'accusato, finalmente è arrivato il rinvio a giudizio.
La Quiñónez ha affermato anche con enfasi: “Abbiamo presentato prove, abbiamo difeso il nostro lavoro. Da quello giorno in cui hanno deciso di mettere fine alla vita di Pablo Medina, abbiamo lavorato per identificare gli autori". E ha aggiunto: "Il risultato di questa udienza è dire fermamente no all'impunità"; e, alludendo alle parole, dell'avvocato di Vilmar Acosta ha puntualizzato che durante tutto il processo si è sostenuto il grado di responsabilità dell'accusato nel doppio omicidio.   
Non possiamo dimenticare, come abbiamo già scritto a seguito dell’attentato, che secondo le indagini le chiamate in entrata e uscita di Vilmar Acosta, presenti nei tabulati telefonici, lo indicano come colui che avrebbe ordinato l’omicidio in seguito alle costanti denunce contro di lui e dei suoi legami con il narcotraffico.  
Da tenere presente che gli avvocati difensori dell'ex sindaco avevano presentato due  elementi per ritardare l’esito dell'udienza preliminare. Il primo consistette nel richiedere la nullità assoluta dell'accusa e quindi l’archiviazione definitiva per Acosta Márquez, segnalando che non viene indicata in modo inequivocabile la condotta di Neneco come mandante. Il secondo elemento invece era quello di escludere come prova i tabulati telefonici perché sarebbero stati consultati senza previo ordine giudiziario.  
Ma questi elementi caddero nel vuoto: il 1º marzo, infatti, è stato comunicato ufficialmente a "Neneco" Acosta, il rinvio a giudizio, chiudendosi in questo modo un capitolo della sua vergognosa vita di cittadino paraguaiano, che lo ha visto occupare addirittura la carica pubblica di sindaco di una città. Un funzionario pubblico che non ha saputo valorizzare la responsabilità assunta, né etica, né morale. Ed è stato proprio il nostro amico e collega Pablo Medina a ricordarglielo attraverso i suoi articoli e le sue denunce, smascherandolo. Sarà stato solo questo il pretesto che avrebbe spinto l'accusato a ordinare l'attentato? Non ci crediamo. Tutto fa supporre che "Neneco" non sia solo un semplice pezzo di una struttura criminale ben più ampia. I pezzi grossi sarebbero altri, quelli che si stanno godendo la libertà. Individui che non si preoccupano perchè sanno che il filo si spezza dal lato più fino.
Indossando una camicia a quadretti a manica corta, Vimar "Neneco" Acosta, seduto con le mani ammanettate, sempre con quel suo sorriso ironico ed irritante, vicino ai suoi avvocati difensori e con gli agenti di polizia alle spalle, ha ascoltato la disposizione del Giudice Martínez, il quale ha ritenuto che non c'erano elementi per dichiarare la nullità dell'accusa.  
Ironicamente, Vilmar Acosta, nel "Giorno degli Eroi”, ha ricevuto la peggiore delle notizie, ma ciò non gli ha impedito comunque di mostrare quel sorriso da orecchio a orecchio, come se tutte le istanze giudiziarie a suo carico non lo riguardassero minimamente. Cinismo? Incoscienza? Superbia?
Qualunque sia la risposta, presto verrà fissata la data in cui si vedrà uno dei principali mandanti della morte di due persone esemplari, Vilmar "Neneco" Acosta, imputato dinnanzi al Tribunale.

Foto tratta da www.abc.com

ARTICOLI CORRELATI

Caso Medina: ''Neneco'' ai ferri corti nel ''giorno degli eroi''

Pablo Medina, morte di un giusto

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy