Il controllo del Parlamento da parte dell'esecutivo
Però mi permetto di dire, garbatamente e con tutto il rispetto possibile, ai sostenitori del Sì che hanno parlato... Dico a voi, lo dico con rispetto, che sono un po’ rimasto meravigliato delle vostre affermazioni, l’onorevole Lauricella, al di là dell’essersi soffermato molto su ciò che è stato eliminato e non su ciò su cui dobbiamo votare, dice per esempio che il voto a data certa che viene introdotto da questa riforma è improprio, diciamo, anche perché sarà disciplinato perché ci sarà un regolamento alla Camera che stabilirà quante volte all’anno questo si potrà fare.
È la prima volta che lo sento, ho parlato anche con molti suoi colleghi politici, senatori e deputati, è la prima volta che sento di che si tratta, del voto a data certa, è addirittura una dimostrazione di quanto l’esecutivo controllerà il Parlamento imponendogli anche un ordine del giorno.
Chiederà cioè che la Camera valuti l’importanza del disegno di legge presentato alla valutazione (inc) di governo e, in caso positivo, deve pronunciarsi entro settanta giorni, prorogabili al massimo in quindici. Il senato potrà chiedere di esprimere un parere che però dovrà fare in pochi giorni, addirittura dimezzato rispetto all’ordinario.
Ha ricordato Gustavo Zagrebelsky – guai a pronunciarlo perché si rischia di essere accomunati a professoroni archeologi della Costituzione – che questo potere dell’Esecutivo di interferire sull’ordine del giorno del Parlamento esisteva durante il fascismo, grazie a una legge del ’22. Eppure c’è qualcuno che dice, in uno degli spot pubblicitari di cui francamente non abbiamo più bisogno, che il Parlamento viene rivalutato da questa riforma, mentre è ridotto a un ruolo di mera ratifica delle decisioni dell’Esecutivo, dico - se voglio usare anch’io dei termini non proprio tecnici – a una sorta di tappetino rispetto alle decisioni del Parlamento. Ancora, e mi sorprende l’onorevole Lauricella che rispetto ai procedimenti legislativi ne indica solo due, è sufficiente elencare, leggere non soltanto quanto previsto dall'articolo 70, ma anche l’articolo 71, 72 , 73, 77, per vedere perché gli studiosi si dividono su un numero diverso, o otto o dieci nuovi procedimenti legislativi.
Per quanto riguarda il professor Verde, lei ha fatto un lunghissimo riferimento al nuovo sistema elettorale che dovrebbe caratterizzare l’elezione del Senato e devo dire però che se l’è inventato completamente, perché non c’è da nessuna parte scritto, e le dirò anche quanto mi hanno detto. Lei ha dichiarato che ci sarà la scheda con il cittadino che esprima la preferenza sul consigliere regionale, senatore... quello che lei ha detto non sta nella riforma. La frase che è nella Costituzione, per quanto riguarda l’elezione al Senato, la esaminerò tra poco ed è quella che divide tutti anche all’interno del fronte del Sì.
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