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bongiovannidi AMDuemila
L'intervento del direttore Bongiovanni

"C'è una mafia-Stato, cioé uomini potenti che la Costituzione oggi non la vogliono, non l'hanno mai rispettata e non la vogliono rispettare. Per questo dobbiamo difendere la Costituzione!". A dirlo è Giorgio Bongiovanni, direttore di ANTIMAFIADuemila, intervenuto all'evento "Una notte per la Costituzione" a Villa Filippina, nel capoluogo siciliano. "La nostra Costituzione - ha aggiunto - è nata con il martirio e il sacrificio dei nostri martiri della Resistenza. Per mantenerla tale un grande padre della Patria, che io considero il nostro vero padre della Patria, il generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ha sacrificato in questa terra di Palermo la propria vita. Lui difendeva la nostra Costituzione e non è stato solo un obiettivo della mafia ma era soprattutto un obiettivo di quella che noi oggi chiamiamo mafia-Stato". Dopo la lettura dei messaggi delle associazioni che hanno aderito alla manifestazione ha avuto inizio il dibattito, moderato dal giornalista di ANTIMAFIADuemila Aaron Pettinari. Nell'introduzione ha ricordato alcuni dati "singolari" che hanno anticipato la riforma.
"Credo sia importante infomrarsi e confrontarsi sul referendum costituzionale che rischia davvero di cambiare definitvamente il nostro futuro - ha detto - Nella proposta Renzi-Boschi vengono riscritti 47 articoli su 139, ed è di gran lunga la piú ampia che si sia mai fatta. Ci sono due dati quantomeno singolari che voglio porre alla vostra attenzione. 
In un documento del 2013, scritto dalla più importante banca d’affari americana, la JP Morgan, viene consigliato all'Italia di liberarsi di alcuni ‘problemi’ dovuti al fatto che la sua Costituzione è troppo 'socialista'. Quei ‘problemi’ sono, nelle parole di JP Morgan, 'governi deboli; stati centrali deboli rispetto alle regioni; tutela costituzionale dei diritti dei lavoratori; il diritto di protestare se cambiamenti sgraditi arrivano a turbare lo status quo'". 

Considerazioni davvero molto simili ad altre che già abbiamo sentito nel passato nell'intervista rilasciata da Licio Gelli, il venerabile della loggia massonica P2, a Maurizio Costanzo pubblicata il 5 ottobre 1980 sul Corriere della Sera. "In quell'intervista - ha concluso Pettinari - lui diceva che, qualora fosse stato eletto Presidente della Repubblica, il primo atto sarebbe stato una completa revisione della Costituzione".

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