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aiello giovanni rep palermoFotogallery all'interno!
di Giorgio Bongiovanni e Aaron Pettinari

Durante l'incidente probatorio è stato anche colto da un malore

“E' quello 'faccia da mostro', l'uomo che cercava mio figlio”. Vincenzo Agostino, padre dell'agente Nino Agostino, ucciso 27 anni fa assieme alla moglie incinta, ha riconosciuto Giovanni Aiello, l'ex poliziotto della squadra mobile di Palermo accusato di essere un sicario al servizio delle cosche, come “l'uomo con la faccia butterata” che sarebbe andato a cercare il figlio pochi giorni prima che venisse ucciso il 5 agosto dell'89. Durante l'incidente probatorio Agostino ha anche accusato un malore e un'ambulanza è accorsa all'aula bunker per prestare soccorso.
Nel frattempo all'esterno dell'Ucciardone prosegue il sit-in in sostegno della famiglia Agostino. L'udienza è iniziata attorno alle 9,30 e poco prima delle 12 si è compiuto il confronto all'americana disposto dal gip Maria Pino, su richiesta dei pm Nino Di Matteo, Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia. Accanto ad Aiello, che ha sempre negato ogni suo coinvolgimento con Cosa nostra, erano schierate alcune comparse truccate per sembrare simili a lui.
Di un “uomo con la faccia deturpata” hanno parlato diversi collaboratori di giustizia, descrivendolo proprio come un “sicario a disposizione della mafia”. Tra questi anche il pentito Vito Lo Forte e Vito Galatolo, già ascoltati nei mesi scorsi nell'ambito delle indagini.

In foto: Giovanni Aiello (© Repubblica-Palermo - Michele Naccari)

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