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scarpinato-roberto-c-samuele-firrarellodi Aaron Pettinari e Lorenzo Baldo - 24 settembre 2014
Pm ed impiegati della Procura esprimono solidarietà al procuratore generale
Appena venti giorni sono passati tra la lettera anonima lasciata all'interno dell'ufficio del procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato e la comparsa della scritta “Accura” (in siciliano “fai attenzione”, ndr) proprio nella porta di fronte a quella dell'ufficio di segreteria del Pg. Un nuovo gesto intimidatorio che contribuisce ad innalzare ulteriormente il clima di tensione all'interno del Tribunale. A notare la scritta, visibile in controluce, è stato martedì pomeriggio un agente della scorta e questa mattina a Palermo sono intervenuti gli agenti della scientifica di Caltanissetta per effettuare tutti i rilevamenti del caso e fornire ulteriori elementi per le indagini che proprio la Procura nissena sta conducendo da tempo. “Le indagini sulle intimidazioni a Scarpinato sono in corso e per il momento le attività investigative sulle varie intimidazioni nei confronti dei membri della Procura restano separate anche se verranno vagliate tutte le possibilità, anche che vi sia un'unica matrice” ha detto il Procuratore capo di Caltanissetta Sergio Lari. In questo momento il primo pensiero investigativo è inquadrare le tempistiche di realizzazione di questa nuova scritta per capire se sia stata fatta più recentemente o se è da mettere in relazione diretta con la consegna della missiva anonima il 3 settembre. Ipotesi tutt'altro che esclusa anche tenuto conto che la scritta potrebbe essere stata realizzata non a mano ma con qualche altro oggetto di tipo gommoso in grado di lasciare comunque un segno nel tempo. Al vaglio degli inquirenti ci sono anche le registrazioni delle telecamere di sicurezza anche se non è possibile escludere che l'autore possa essersi nascosto all'interno della saletta, in cui vi sono un bagno ed un piccolo archivio, aprendo la porta verso l'interno ed imprimere il messaggio senza essere visto.

In ogni caso il messaggio è più che chiaro e mira a destabilizzare ulteriormente la serenità all'interno del palazzo proprio alla vigilia della ripresa del processo d'appello Mori-Obinu dove l'accusa dovrebbe depositare nuovi atti e chiedere la riapertura del dibattimento.
Per cercare di distendere il clima e dare un segnale di compattezza tutti i magistrati della Procura della Repubblica di Palermo hanno diffuso un comunicato congiunto firmato in primis dal Procuratore facente funzioni Leonardo Agueci. “Di fronte all'ulteriore grave episodio di intimidazione nei confronti di Roberto Scarpinato, si esprime la massima solidarietà al collega ed amico, accompagnata dal rispettoso sostegno all'alta funzione da lui esercitata”. I pm “manifestano la loro forte preoccupazione per il ripetersi di tali episodi, per le modalità ed i luoghi in cui essi avvengono, per la figura istituzionale di chi ne è destinatario, per la concomitanza temporale con rilevanti momenti processuali” e “richiamano la necessità che da parte di tutte le istituzioni sia mantenuta alta l'attenzione volta a consentire che l'esercizio della funzione giurisdizionale possa sempre essere svolta con serenità, senza turbamenti, minacce o, ancor peggio, attacchi all'integrità di chi la esercita”. Altrettanto hanno fatto trecento impiegati della Procura che hanno hanno firmato una lettera di solidarietà indirizzata allo stesso procuratore generale. Nella missiva si esprime sconcerto e preoccupazione per gli ultimi episodi e per il pesante clima di tensione che si respira al palazzo di giustizia che ricorda in maniera viva “altri oscuri periodi della recente storia di questo palazzo di giustizia e del nostro Paese”. Nella missiva si fa riferimento anche al pool che indaga sulla trattativa Stato-mafia anch'esso vittima di intimidazioni. "Il progetto di menti raffinatissime, - si legge - non solo riconducibile alla criminalità mafiosa, è probabilmente quello di rallentare, bloccare e depistare importanti indagini". Non è un segreto infatti che il Pg Scarpinato, affiancato dal pool trattativa, sta indagando sui contatti tra esponenti dei servizi segreti e boss mafiosi detenuti.

Foto © S. F.

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