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Il 17 giugno del 2008, su richiesta dei pm della Dda di Palermo Fernando Asaro, Pierangelo Padova e Paolo Guido, accolta dal gip, scatta l'operazione Hiram. Contro mafiosi, massoni e faccendieri impegnati ad aggiustare processi in Cassazione, grazie ad un raffinato ingranaggio messo a punto da Rodolfo Grancini, soggetto al centro dell'inchiesta (poi condannato in abbreviato a 6 anni e 6 mesi di reclusione). E  secondo la magistratura in contatto con senatori e deputati e presidente a Orvieto del Circolo del Buon Governo di Marcello Dell'Utri.
Otto le persone arrestate tra professionisti, medici, imprenditori, boss mafiosi e alcuni membri di logge massoniche.
Tutti accusati, a vario titolo, di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi informatici giudiziari e rivelazione di segreti d'ufficio. Tutti parte del raffinato ingranaggio che aveva permesso a soggetti come l'agrigentino Calogero Russello, condannato per partecipazione all'associazione mafiosa, di starsene comodamente a casa sua a godersi l'immeritato beneficio degli arresti domiciliari.

A Rodolfo Grancini gli inquirenti erano giunti seguendo il filo del telefono dell'imprenditore mafioso di Mazara del Vallo Michele Accomando. A sua volta individuato perché in contatto con Salvatore Tamburello, anziano uomo d'onore coinvolto in un'indagine sugli affari delle famiglie mafiose della stessa Mazara e di Castelvetrano oltre che sulle attività di copertura della latitanza dei
boss Andrea Manciaracina e Natale Bonafede, arrestati a Marsala nel 2003.

Ed è sullo stesso filo che era poi spuntato il nome del Russello, già arrestato il 29 marzo del 2004 nell'ambito della nota operazione 'Alta Mafia' perché accusato (anche dai pentiti Angelo Siino e Pasquale Salemi) di avere assunto un ruolo di cerniera tra sfera politica, mondo imprenditoriale locale e ambienti mafiosi. E quello del senatore Marcello Dell'Utri, che non risulta indagato, ma che dagli indagati viene chiamato più volte in causa e appare nelle attività di appostamento della Polizia Giudiziaria.

E' il 9 ottobre del 2006 quando Rodolfo e Francesca Surdo (agente di Polizia di origini palermitane, ma in servizio a Roma presso il Ministero degli Interni, Dipartimento di PS – ha patteggiato la pena ed è uscita dal processo) commentano soddisfatti una non meglio specificata assoluzione del senatore Dell'Utri, che in tono confidenziale chiamano: 'Marcello'.

Il 3 luglio dello stesso anno, sbirciando nell'Archivio informativo nazionale delle forze di Polizia, la donna scopre il riferimento ad un processo per assegni a vuoto cui era sottoposto il Grancini e che era stato rinviato a luglio. Grancini spiega che si tratta di un favore fatto a Marcello Dell'Utri:

Conversazione n. 92 del 3.07.2006 delle ore 19.07,07

GRANCINI chiama SURDO

          […omissis…]

FRANCESCA: Ma questo… questo processo di luglio che è stato rinviato lo risolviamo positivamente?
RODOLFO:    Questo di Marcello?
FRANCESCA: No, questo tuo
RODOLFO:    Quale quello mio?
FRANCESCA: A luglio c’hai una cosina, no?
RODOLFO:    No!
FRANCESCA: No? Non c’hai nulla?
RODOLFO:    No!...a luglio…e dove?
FRANCESCA: [sorride]…tu me lo chiedi a me o io lo chiedo a te…
RODOLFO:    Ma io lo chiedo a te…
FRANCESCA: Per una storia di assegni…
RODOLFO:    Ah! Ma quello perché ho coperto Marcello
FRANCESCA: Eh, lo so, lo so!
RODOLFO:    Ho coperto a Marcello!
FRANCESCA: E a luglio che te l’hanno rinviato, no?
RODOLFO:    No, l’hanno rinviato…mi sa l’hanno rinviato a ottobre, novembre…
FRANCESCA: Ah! Quindi c’è stato un ulteriore rinvio, perché sulle prime era luglio…
[…omissis…]


In una successiva intercettazione i due tornano sull'argomento e in riferimento a 'Marcellino', Rodolfo racconta dei suoi incontri con alti ufficiali delle forze dell'ordine che per il tramite di Dell'Utri poteva vedere riservatamente in luoghi difficilmente intercettabili. Ergo: nelle sacrestie della Chiesa, 'dove non ci sono microspie'.

RODOLFO: Mercoledì vedo a Marcellino, alle 10,00, al Senato
FRANCESCA: Ah torna su
RODOLFO: Eh si, ritorna domani
FRANCESCA: E' già tornato su? …[incomp.]…
RODOLFO: Ritornava... si, se faceva in tempo, mi ha detto, tornava questa sera o domani, perché stiamo mettendo su, te l'ho detto, gli uffici, bellissimi, lì al Tritone dove c'è il Messaggero e ci va a lavorare mio figlio, Giulio, tra quegli altri ragazzi che ci stanno, ora c'erano i muratori che dovrebbero finire questa settimana, poi c'è questo giornale, che esce Circoli, però quello lì non lo faccio vedere perché non è consigliabile…[incomp.]… per quanto guarda, ti giuro, lì da lui ci vedo Generali, colonnelli dei Carabinieri, mi sono venuti a parlare dentro la chiesa, due, un colonnello di Asti, uno di Prato, un altro del Ministero di Grazia e Giustizia, per parlare con lui
FRANCESCA: Con lui chi?
RODOLFO: Con Marcello
FRANCESCA: Ah, si
RODOLFO: E io li ricevo nelle sacrestie della Chiesa
FRANCESCA: …[incomp.]…
RODOLFO: Dove non ci sono microspie lì, hai capito [ride] Oppure li porto sopra nelle stanze segrete, perché volevano scendere in politica, uno ci ha provato, FIlipponi. Colonnello Filipponi è un amico che è colonnello dei Carabinieri che sta al Ministero di Grazia e Giustizia, con l'U.D.C., però non è stato eletto
FRANCESCA: …[incomp.]…
RODOLFO: Perché per essere eletto ci vogliono un sacco di soldi, perché non ti devi fidare degli amici, hai capito? Ti devi fidare dei nemici, perché i nemici si comprano e diventano fedeli
FRANCESCA: Eh, lo so.
RODOLFO: Eh. E la politica è cosi sporca. E’ tutto un ricatto, un dare avere, non c'è niente di pulito, non guardare la facciata, Francee, perché dietro poi...è tutto marcio!


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