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Non fu commesso per autonoma iniziativa di Cosa Nostra l’assassinio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa.
A diciannove anni dalla strage di Via Carini, in cui il generale perse la vita insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all'agente di scorta Domenico Russo, la conferma arriva dalle dichiarazioni di Giuseppe Guttadauro, capo del mandamento di Brancaccio, intercettato mentre parla con il medico mafioso Salvatore Aragona. Confermando quanto già in precedenza dichiarato da collaboratori di giustizia come Francesco Paolo Anzelmo e Gioacchino Pennino.
Sulla strage del 3 settembre 1982, per la quale sono stati condannati gli esecutori materiali, il primo aveva detto che non era stata determinata dalla guerra di mafia, ma era “una cosa che era restata fuori”; mentre il secondo aveva parlato di convergenza di interessi esterni a Cosa Nostra.
Una pista seguita a suo tempo anche dai giudici del primo maxiprocesso. Tanto che gli stessi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino parlavano proprio di “convergenza di interessi tra Cosa Nostra e settori politici ed economici”.

Poi l'intercettazione del 2001:

Guttadauro: “Salvatore…ma tu partici dall’ottantadue, invece… ma chi cazzo se ne fotteva di ammazzare a Dalla Chiesa… andiamo parliamo chiaro…”.
Aragona: “E che perché glielo dovevamo fare qua questo favore… Ma perché noi dobbiamo sempre pagare le cose...”.
Guttadauro: “E perché glielo dovevamo fare questo favore...”


La domanda rimasta aperta è: a chi?

ANTIMAFIADuemila N°34

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